FIABA: Il lago di ghiaccio

Nella lontana terra di Volkan, la più grande regione dei Sette regni, viveva una bellissima principessa.

Il suo nome era Deisil,aveva del lunghi capelli castani e i auoi aocchi avevano rubato al cielo un po’ del suo colore.

Viveva insieme al padre, il Re del Nord ,nel castello nero, che si perdeva tra le colline ricoperte di pini e montagne innevate. All’età di dieci anni, Deisil perse la madre a causa di un male incurabile , ma prima di andare via le donò un piccolo specchio d’argento ,lavorato in ferro battuto. “L’amore è come una finestra, quando ti specchierai vedrai riflettere la tua vita come se io fossi sempre li accanto a te a sorriderti. Sarai sempre nel mio cuore”.Deisil strinse a sé la madre , tra le lacrime accanto al padre.

Deisil cresceva di giorno in giorno e amava correre nel giardino del suo castello, che creava archi di arcobaleno, attraverso i quali si divertiva a rincorrere le farfalle.

Quando indossava la sua mantella bianca, sellava il suo cavallo bianco e usciva per interminabili passeggiate nel bosco.

Prince, era nobile e imponente e così docile con Deisil ,dritti nel vento come una freccia d’oro. Era una splendida giornata d’estate, il sole brillava alto nel cielo incorniciando le nuvole.

Deisil entrava nel suo ventesimo anno, era giunta l’età da marito. All’annuncio del padre per la ricerca di uno sposo , si prodigarono diversi cavalieri.

Ma non sapevano della temibile prova che avrebbero dovuto superare per avere la mano della principessa.

Tra le lande ghiacciate della terra del Nord, che non risparmiava neanche l’estate, si trovava il lago di ghiaccio Jokulsarlon.

Una lingua gelata di cristallo che si estendeva per diversi metri, Ma non era un lago comune, era sotto il sortilegio della pericolosa Freya, la Regina di Ghiaccio.

Abitava nell’insormontabile palazzo di vetro, nascosto tra le ande di neve. Freya sapeva che Deisil compiva il suo ventesimo anno e non sarebbe stato facile per lei trovare il suo cavaliere.

Grazie al suo scettro con una sfera di cristallo, la regina di ghiaccio poteva osservare ogni cosa.

I cavalieri che avrebbero potuto avere in sposa la principessa dovevano superare la rischiosa prova del lago di ghiaccio.

Così il primo cavaliere in sella al suo cavallo nero, armato di tutto punto, si inoltrò lungo la distesa che portava al lago. Sceso da cavallo, si inchinò davanti al lago. Fu così che sentì la voce di Freya, che gli chiedeva di pensare a ciò che desiderava di più.

Il cavaliere guardò il lago di ghiaccio e gli apparvero dei monili d’oro e d’argento, che traboccavano di lucenti monete.

Ma d’improvviso, mentre stese le mani quasi per afferrarli, il lago di ghiaccio lo inghiottì nel fondale, trasformandosi in una statua di cristallo.

Il giorno successivo, si fece avanti un altro prode cavaliere. Anche a lui, chino davanti al lago di ghiaccio, la gelida voce di Freya chiese cosa il suo cuore desiderasse più di ogni altra cosa. Il cavaliere armato vide il riflesso di una corona d’oro ,ricca di smeraldi, che gli incorniciavano il capo.

Ma la lastra di ghiaccio cedette e  sparì anch’egli, inghiottito dal lago, mutandosi in una statua di cristallo.

Il terzo e ultimo giorno, Freya osservò dalla sfera di cristallo del suo scettro l’arrivo di un terzo cavaliere, la maglia di cotta della sua armatura rifletteva i raggi del sole. Smontato dal suo cavallo, si chinò davanti al lago.

La voce di Freya risuonò intorno, chiedendogli che cosa aveva dentro il suo cuore. Il cavaliere scorse l’immagine di una giovine ragazza, dai lunghi capelli castani e gli occhi colore del cielo. “E’ come se ti conoscessi da sempre, e solo alla tua vista si riempe un enorme vuoto dentro di me”, Non fece quasi neanche in tempo a finire la frase, che voltandosi dietro di sé gli apparve Freya, con una candida veste bianco latte come il colore dei suoi lunghi capelli e il suo scettro con la sfera di cristallo.

Al suo fianco, vi era il suo fedele lupo bianco.

Nessuno l’aveva mai vista prima di presenza, poiché non usciva mai dal suo palazzo di vetro alla vista di alcun uomo.

“Le orme del lupo ti guideranno al castello della principessa, perché tu vedi attraverso i suoi occhi”. Pronunciate queste parole, Freya e il lupo scomparvero.

Così il cavaliere in groppa al suo cavallo , seguendo le orme del lupo , arrivò davanti al castello nero.

Il re lo accolse con grande fasto e onori, Deisil gli andò incontro, dicendogli “sapevo che saresti arrivato, il mio cuore era li ad attenderti”.

Un Raggio di sole penetrò dalla finestra, riflettendo sullo specchio che le aveva regalato la madre e irradiando di mille colori la stanza reale.

Arrivò il giorno delle nozze, Deisil era più radiosa che mai, si giurarono amore eterno, e la loro promessa fu sigillata da un fuoco sacro.

Lei immerse la sua mano sinistra in una piccola ciotola in ceramica contenente dell’acqua benedetta e una piccola fiamma s’accese.

Disse “prendi il fuoco dalla mia mano”, E così fece il suo valoroso cavaliere Asgard, questo era il suo nome, Quella notte i raggi della luna piena imperlavano il castello nero e si insinuarono nel fondale del lago ghiacciato.

I bianchi raggi restituirono la vita alle due statue di cristallo. Tiemersi dal lago , ancora storditi i cavalieri quasi a stento ricordavano l’accaduto, riprendendo ciascuno la strada del ritorno. Prima di sparire per sempre dietro la nebbia, il regno di vetro della regina di ghiaccio Freya, nella sua sfera di cristallo vide una bellissima bambina.

Quella notte dall’amore di Asgard e Deisil nacque Rose, mentre in lontananza si sentì un ululato tra le Ande di ghiaccio.

AUTORE: Sallemi Astrid      

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