IL CINGHIALE BALDO CHE SALVO’ IL CACCIATORE

In un tiepido mattino di primavera, un bel giorno nacque Baldo, un bellissimo cucciolo di cinghiale sano e robusto con un simpatico ciuffo di peli marrone-rossiccio sulla fronte.

Era il più grosso e vivace della cucciolata, e sin dal primo giorno riusciva a farsi spazio tra i suoi 4 fratelli per attaccarsi alla mammella della madre gonfia di latte.

Il bosco dove Baldo aveva visto la luce era formato da folti e robusti castagni, querce, faggi e lecci che crescevano intorno al paese di Mattarana nell’alta Val di Vara.

Mattarana era un piccolo borgo dove la vita scorreva lenta e serena e dove le persone si conoscono e si salutano ancora per nome.

Gli abitanti tuttavia non perdevano occasione per andare a caccia e gli uomini si preparavano tutto l’anno in attesa del periodo di apertura della caccia per addentrarsi nel bosco con i loro cani e stanare i cinghiali, inseguendoli fino ad accerchiarli armati di fucili ed ucciderli.

La mamma di Baldo conosceva bene quanto era pericoloso questo periodo dell’anno ed era riuscita sempre a salvarsi nascondendosi in una grande cavità sotto terra.

Baldo cresceva forte e sano imparando i segreti del bosco e, in alcune occasioni, aveva conosciuto gli uomini accettando il cibo che questi gettavano nel bosco.

Baldo non capiva perché la sua mamma avesse così paura di quelle creature così gentili.

Un giorno Baldo fu svegliato da rumori fortissimi, come quelli provocati dai fulmini durante il temporale, era il primo giorno di caccia e quei tuoni erano i rumori prodotti dai fucili dei cacciatori.

Tutti gli animali del bosco erano terrorizzati e si davano alla fuga.

A un certo punto spuntarono dalla vegetazione dei cani che si misero a ringhiare contro di lui, Baldo non sapeva se scappare o nascondersi o difendersi quando notò che i cani rivolgevano la loro attenzione da un’altra parte. In un attimo i cani si gettarono abbaiando sui due dei suoi fratelli che provarono a scappare ma furono bloccati dai morsi dei segugi.

I cinghiali suoi fratelli grugnivano di dolore e piangevano, non erano abituati a combattere o a difendersi e tentavano di scappare senza riuscirci perchè bloccati dai denti dei cani che erano aggrappati alle loro zampe, alla coda o alla criniera.favola fiaba storia gratis bambini disegno cinghiale

Dal bosco uscì un cacciatore con la doppietta che mirando a uno dei cinghiali suoi fratelli sparò 2 colpi di fucile:“bum, bum”; un cinghiale cadde di botto a terra e il sangue cominciò ad uscire dal suo collo mentre il respiro si faceva sempre più rumoroso e difficile.

Baldo aveva assistito a tutta questa scena terribile nascosto tra le foglie e vide il cacciatore che legava i cani e si avvicinava al cinghiale ferito, suo fratello.

All’improvviso successe qualcosa di imprevisto, il cacciatore urlò tenedosi il petto e cadde sul terreno rotolandosi e lamentandosi dal dolore, anche lui divenne pallido e sudato e lasciò andare il fucile.

Baldo vide in cacciatore steso a terra insieme al cinghiale mortalmente ferito.

Sembravano due animali colpiti dallo stesso destino, entrambi in cerca di aiuto.

Baldo si avvicinò e riconobbe nel cacciatore la persona che spesso, quando era piccolo, gli tirava il pane.

Vicino al cacciatore c’era un pezzo di corteccia fatto a scodella dove si era raccolta l’acqua piovana, Baldo avvicinò con il muso l’acqua al suo fratello cinghiale che bevve e poi al cacciatore che bevve.

Poco dopo Baldo notò che suo fratello non respirava più. Il cacciatore invece tentava di muoversi e si lamentava.

Scese la notte e Baldo vedendo il cacciatore tremare si accovacciò vicino a lui e lo riscaldò coprendolo parzialmente, poi si addormentò.

Alcune ore dopo arrivò l’alba e cominciarono ad udirsi suoni di pentole e grida di una squadra di uomini che cercavano il cacciatore agonizzante.

Baldo scappò di corsa nel bosco. Il cacciatore era ancora vivo, fu soccorso e alcuni mesi dopo guarì ristabilendosi completamente.

L’anno seguente la caccia non arrivò. Arrivarono nel bosco alcuni uomini e bambini ma armati solo di macchine fotografiche. La generosità e l’altruismo di Baldo aveva trasformato l’animo di quel cacciatore.

Il bosco di Mattarana su insistenza di quest’uomo salvato dal cinghiale era diventato un parco-riserva per gli animali del bosco.

Da allora gli animali vivono nel bosco senza terrore e gli uomini aiutano gli animali e le piante a crescere e vivere in armonia rispettando la natura e la vita del bosco.

Per una volta l’uomo era stato capace di apprezzare la generosità e l’amore che muove la natura e capire che la caccia non può essere un divertimento se genera negli animali e nell’uomo stesso dolore, paura, violenza e morte senza portare alcun beneficio o contributo alla comunità degli esseri viventi.

AUTORE: Pierpaolo Romani

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