{"id":2451,"date":"2017-03-09T15:20:30","date_gmt":"2017-03-09T14:20:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/?p=2451"},"modified":"2017-03-10T08:23:36","modified_gmt":"2017-03-10T07:23:36","slug":"favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie\/","title":{"rendered":"Favola di Alice nel paese delle Meraviglie"},"content":{"rendered":"\n<!-- Facebook Like Button Vivacity Infotech BEGIN -->\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie\/\" data-layout=\"standard\" data-action=\"like\" data-show-faces=\"false\" data-size=\"small\" data-width=\"450\" data-share=\"\" ><\/div>\n<!-- Facebook Like Button Vivacity Infotech END -->\n<p><i><b>Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie<\/b><\/i>, \u00a0<i>Alice&#8217;s Adventures in Wonderland <\/i>, \u00e8 stato scritto\u00a0nel 1865 da\u00a0Lewis Carroll.<\/p>\n<p>Questa favola \u00e8\u00a0ricca di allusioni a personaggi, poemetti, proverbi,\u00a0regole logiche, linguistiche\u00a0che gli hanno permesso di essere uno dei racconti pi\u00f9 famosi al mondo. \u00a0Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie \u00e8 considerata una delle<a href=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/storie-per-bambini\/\"> storie per bambini<\/a> e per adulti pi\u00f9 famosa al mondo.<\/p>\n<p>In fondo al testo troverete le canzoni di questa incredibile <a href=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/favole-per-bambini\/\">favola per bambini<\/a> e per adulti ed il video del cartone animato per i bambini pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<dl>\n<dt>Capitoli<\/dt>\n<\/dl>\n<ul>\n<li>Capitolo 1 &#8211; Nella tana del coniglio<\/li>\n<li>Capitolo 2 &#8211; Un lago di Lacrime<\/li>\n<li>Capitolo 3 &#8211; Una corsa elettorale e una lunga storia<\/li>\n<li>Capitolo 4 &#8211; Il coniglio presenta un conticino<\/li>\n<li>Capitolo 5 &#8211; I Consigli di un Bruco<\/li>\n<li>Capitolo 6 &#8211; Porco e pepe<\/li>\n<li>Capitolo 7 &#8211; Un t\u00e8 di matti<\/li>\n<li>Capitolo 8 &#8211; La partita a croquet della Regina<\/li>\n<li>Capitolo 9 &#8211; La Storia della Finta Tartaruga<\/li>\n<li>Capitolo 10 &#8211; La Quadriglia delle Aragoste<\/li>\n<li>Capitolo 11 &#8211; Chi ha rubato le paste?<\/li>\n<li>Capitolo 12 &#8211; La deposizione di Alice<\/li>\n<\/ul>\n<h2 class=\"wuzTitoloInterno\">Capitolo I<\/h2>\n<h2 class=\"wuzTesto\"><strong>Nella tana del Coniglio<\/strong><\/h2>\n<p>Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un&#8217;occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v&#8217;erano n\u00e8 dialoghi n\u00e8 figure, &#8211; e a che serve un libro, pens\u00f2 Alice, &#8211; senza dialoghi n\u00e8 figure?<\/p>\n<p>E si domandava alla meglio, (perch\u00e8 la canicola l&#8217;aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand&#8217;ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.<\/p>\n<p>Non c&#8217;era troppo da meravigliarsene, n\u00e8 Alice pens\u00f2 che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra se: \u00abOim\u00e8! oim\u00e8! ho fatto tardi!\u00bb (quando in seguito ella se ne ricord\u00f2, s&#8217;accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembr\u00f2 una cosa naturalissima): ma quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consult\u00f2, e si mise a scappare, Alice salt\u00f2 in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste e il taschino, n\u00e8 con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosit\u00e0, travers\u00f2 il campo correndogli appresso e arriv\u00f2 appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe.<\/p>\n<p>Un istante dopo, Alice scivolava gi\u00f9 correndogli appresso, senza pensare a come avrebbe fatto poi per uscirne.<\/p>\n<p>La buca della conigliera filava dritta come una galleria, e poi si sprofondava cos\u00ec improvvisamente che Alice non ebbe un solo istante l&#8217;idea di fermarsi: si sent\u00ec cader gi\u00f9 rotoloni in una specie di precipizio che rassomigliava a un pozzo profondissimo.<\/p>\n<p>Una delle due: o il pozzo era straordinariamente profondo o ella ruzzolava gi\u00f9 con grande lentezza, perch\u00e8 ebbe tempo, cadendo, di guardarsi intorno e di pensar meravigliata alle conseguenze. Aguzz\u00f2 gli occhi, e cerc\u00f2 di fissare il fondo, per scoprire qualche cosa; ma in fondo era buio pesto e non si scopriva nulla. Guard\u00f2 le pareti del pozzo e s&#8217;accorse che erano rivestite di scaffali di biblioteche; e sparse qua e l\u00e0 di mappe e quadri, sospesi a chiodi. Mentre continuava a scivolare, afferr\u00f2 un barattolo con un&#8217;etichetta, lesse l&#8217;etichetta: \u00abMarmellata d&#8217;Arance\u00bb ma, oim\u00e8! con sua gran delusione, era vuoto; non volle lasciar cadere il barattolo per non ammazzare chi si fosse trovato in fondo, e quando arriv\u00f2 pi\u00f9 gi\u00f9, lo depose su un altro scaffale.<\/p>\n<p>\u00abBene, &#8211; pensava Alice, &#8211; dopo una caduta come questa, se mai mi avviene di ruzzolare per le scale, mi sembrer\u00e0 meno che nulla; a casa poi come mi crederanno coraggiosa! Anche a cader dal tetto non mi farebbe nessun effetto!\u00bb (E probabilmente diceva la verit\u00e0).<\/p>\n<p>E gi\u00f9, e gi\u00f9, e gi\u00f9! Non finiva mai quella caduta? &#8211; Chi sa quante miglia ho fatte a quest&#8217;ora? &#8211; esclam\u00f2 Alice. &#8211; Forse sto per toccare il centro della terra. Gi\u00e0 saranno pi\u00f9 di quattrocento miglia di profondit\u00e0. &#8211; (Alice aveva apprese molte cose di questa specie a scuola, ma quello non era il momento propizio per sfoggiare la sua erudizione, perch\u00e8 nessuno l&#8217;ascoltava; ma ad ogni modo non era inutile riandarle mentalmente.) &#8211; S\u00ec, sar\u00e0 questa la vera distanza, o press&#8217;a poco,&#8230; ma vorrei sapere a qual grado di latitudine o di longitudine sono arrivata. (Alice veramente, non sapeva che fosse la latitudine o la longitudine, ma le piaceva molto pronunziare quelle parole altisonanti!) Pass\u00f2 qualche minuto e poi ricominci\u00f2: &#8211; Forse traverso la terra! E se dovessi uscire fra quelli che camminano a capo in gi\u00f9! Credo che si chiamino gli Antitodi. &#8211; Fu lieta che in quel momento non la sentisse nessuno, perch\u00e8 quella parola non le sonava bene&#8230; &#8211; Domanderei subito come si chiama il loro paese&#8230; Per piacere, signore, \u00e8 questa la Nova Zelanda? o l&#8217;Australia? &#8211; e cerc\u00f2 di fare un inchino mentre parlava (figurarsi, fare un inchino, mentre si casca gi\u00f9 a rotta di collo! Dite, potreste voi fare un inchino?). &#8211; Ma se far\u00f2 una domanda simile mi prenderanno per una sciocca. No, non la far\u00f2: forse trover\u00f2 il nome scritto in qualche parte.<\/p>\n<p>E sempre gi\u00f9, e sempre gi\u00f9, e sempre gi\u00f9! Non avendo nulla da fare, Alice ricominci\u00f2 a parlare: &#8211; Stanotte Dina mi cercher\u00e0. (Dina era la gatta). Spero che penseranno a darle il latte quando sar\u00e0 l&#8217;ora del t\u00e8. Cara la mia Dina! Vorrei che tu fossi qui con me! In aria non vi son topi, ma ti potresti beccare un pipistrello: i pipistrelli somigliano ai topi. Ma i gatti, poi, mangiano i pipistrelli? &#8211; E Alice cominci\u00f2 a sonnecchiare, e fra sonno e veglia continu\u00f2 a dire fra i denti: &#8211; I gatti, poi, mangiano i pipistrelli? I gatti, poi, mangiano i pipistrelli? &#8211; E a volte: &#8211; I pipistrelli mangiano i gatti? &#8211; perch\u00e8 non potendo rispondere n\u00e8 all&#8217;una n\u00e8 all&#8217;altra domanda, non le importava di dirla in un modo o nell&#8217;altro. Sonnecchiava di gi\u00e0 e sognava di andare a braccetto con Dina dicendole con faccia grave: \u00abDina, dimmi la verit\u00e0, hai mangiato mai un pipistrello?\u00bb quando, patapunfete! si trov\u00f2 a un tratto su un mucchio di frasche e la caduta cess\u00f2.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2453 alignleft\" src=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-coniglio.png\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"225\" \/>Non s&#8217;era fatta male e salt\u00f2 in piedi, svelta. Guardo in alto: era buio: ma davanti vide un lungo corridoio, nel quale camminava il Coniglio bianco frettolosamente. Non c&#8217;era tempo da perdere: Alice, come se avesse le ali, gli corse dietro, e lo sent\u00ec esclamare, svoltando al gomito: &#8211; Perdinci! veramente ho fatto tardi! &#8211; Stava per raggiungerlo, ma al gomito del corridoio non vide pi\u00f9 il coniglio; ed essa si trov\u00f2 in una sala lunga e bassa, illuminata da una fila di lampade pendenti dalla volta. Intorno intorno alla sala c&#8217;erano delle porte ma tutte chiuse. Alice and\u00f2 su e gi\u00f9, picchiando a tutte, cercando di farsene aprire qualcuna, ma invano, e malinconicamente si mise a passeggiare in mezzo alla sala, pensando a come venirne fuori.<\/p>\n<p>A un tratto si trov\u00f2 accanto a un tavolinetto, tutto di solido cristallo, a tre piedi: sul tavolinetto c&#8217;era una chiavetta d&#8217;oro. Subito Alice pens\u00f2 che la chiavetta appartenesse a una di quelle porte; ma oim\u00e8! o le toppe erano troppo grandi, o la chiavetta era troppo piccola. Il fatto sta che non pot\u00e8 aprirne alcuna. Fatto un secondo giro nella sala, capit\u00f2 innanzi a una cortina bassa non ancora osservata: e dietro v&#8217;era un usciolo alto una trentina di centimetri: prov\u00f2 nella toppa la chiavettina d&#8217;oro, e con molta gioia vide che entrava a puntino!<\/p>\n<p>Apr\u00ec l&#8217;uscio e guard\u00f2 in un piccolo corridoio, largo quanto una tana da topi: s&#8217;inginocchi\u00f2 e scorse di l\u00e0 dal corridoio il pi\u00f9 bel giardino del mondo. Oh! quanto desider\u00f2 di uscire da quella sala buia per correre su quei prati di fulgidi fiori, e lungo le fresche acque delle fontane; ma non c&#8217;era modo di cacciare neppure il capo nella buca. \u00abSe almeno potessi cacciarvi la testa! &#8211; pensava la povera Alice. &#8211; Ma a che servirebbe poi, se non posso farci passare le spalle! Oh, se potessi chiudermi come un telescopio! Come mi piacerebbe! Ma come si fa?\u00bb E quasi andava cercando il modo. Le erano accadute tante cose straordinarie, che Alice aveva cominciato a credere che poche fossero le cose impossibili. Ma che serviva star l\u00ec piantata innanzi all&#8217;uscio? Alice torn\u00f2 verso il tavolinetto quasi con la speranza di poter trovare un&#8217;altra chiave, o almeno un libro che indicasse la maniera di contrarsi come fa un cannocchiale: vi trov\u00f2 invece un&#8217;ampolla, (e certo prima non c&#8217;era, &#8211; disse Alice), con un cartello sul quale era stampato a lettere di scatola: \u00abBevi.\u00bb<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 una parola, bevi! &#8211; Alice che era una bambina prudente, non volle bere. &#8211; Voglio vedere se c&#8217;\u00e8 scritto: \u00abVeleno\u00bb &#8211; disse, perch\u00e8 aveva letto molti raccontini intorno a fanciulli ch&#8217;erano stati arsi, e mangiati vivi da bestie feroci, e cose simili, e tutto perch\u00e8 non erano stati prudenti, e non s&#8217;erano ricordati degl&#8217;insegnamenti ricevuti in casa e a scuola; come per esempio, di non maneggiare le molle infocate perch\u00e8 scottano; di non maneggiare il coltello perch\u00e8 taglia e dalla ferita esce il sangue; e non aveva dimenticato quell&#8217;altro avvertimento: \u00abSe tu bevi da una bottiglia che porta la scritta \u00abVeleno\u00bb, prima o poi ti sentirai male.\u00bb<\/p>\n<p>Ma quell&#8217;ampolla non aveva l&#8217;iscrizione \u00abVeleno\u00bb. Quindi Alice si arrischi\u00f2 a berne un sorso. Era una bevanda deliziosa (aveva un sapore misto di torta di ciliegie, di crema, d&#8217;ananasso, di gallinaccio arrosto, di torrone, e di crostini imburrati) e la tracann\u00f2 d&#8217;un fiato.<\/p>\n<p>&#8211; Che curiosa impressione! &#8211; disse Alice, &#8211; mi sembra di contrarmi come un cannocchiale!<\/p>\n<p>Proprio cos\u00ec. Ella non era pi\u00f9 che d&#8217;una ventina di centimetri d&#8217;altezza, e il suo grazioso visino s&#8217;irradi\u00f2 tutto pensando che finalmente ella era ridotta alla giusta statura per passar per quell&#8217;uscio, ed uscire in giardino. Prima attese qualche minuto per vedere se mai diventasse pi\u00f9 piccola ancora. \u00c8 vero che prov\u00f2 un certo sgomento di quella riduzione: &#8211; perch\u00e8, chi sa, potrei rimpicciolire tanto da sparire come una candela, &#8211; si disse Alice. &#8211; E allora a chi somiglierei? &#8211; E cerc\u00f2 di farsi un&#8217;idea dell&#8217;apparenza della fiamma d&#8217;una candela spenta, perch\u00e8 non poteva nemmeno ricordarsi di non aver mai veduto niente di simile!<\/p>\n<p>Pass\u00f2 qualche momento, e poi vedendo che non le avveniva nient&#8217;altro, si prepar\u00f2 ad uscire in giardino. Ma, povera Alice, quando di fronte alla porticina si accorse di aver dimenticata la chiavetta d&#8217;oro, e quando corse al tavolo dove l&#8217;aveva lasciata, rilev\u00f2 che non poteva pi\u00f9 giungervi: vedeva chiaramente la chiave attraverso il cristallo, e si sforz\u00f2 di arrampicarsi ad una delle gambe del tavolo, e di salirvi, ma era troppo sdrucciolevole. Dopo essersi chi sa quanto affaticata per vincere quella difficolt\u00e0, la poverina si sedette in terra e pianse.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, ma che vale abbandonarsi al pianto! &#8211; si disse Alice. &#8211; Ti consiglio invece, cara mia, di finirla con quel piagnucol\u00eco!<\/p>\n<p>Di solito ella si dava dei buoni consigli (bench\u00e8 raramente poi li seguisse), e a volte poi si rimproverava con tanta severit\u00e0 che ne piangeva. Si ramment\u00f2 che una volta stava l\u00ec l\u00ec per schiaffeggiarsi, per aver rubato dei punti in una partita di croquet giocata contro s\u00e8 stessa; perch\u00e8 quella strana fanciulla si divertiva a credere di essere in due. \u00abMa ora \u00e8 inutile voler credermi in due &#8211; pens\u00f2 la povera Alice, &#8211; mi resta appena tanto da formare un&#8217;unica bambina.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco che vide sotto il tavolo una cassettina di cristallo. L&#8217;apr\u00ec e vi trov\u00f2 un piccolo pasticcino, sul quale con uva di Corinto era scritto in bei caratteri \u00abMangia\u00bb. &#8211; Bene! manger\u00f2, &#8211; si disse Alice, &#8211; e se mi far\u00e0 crescere molto, giunger\u00f2 ad afferrare la chiavetta, e se mi far\u00e0 rimpicciolire mi insinuer\u00f2 sotto l&#8217;uscio: in un modo o nell&#8217;altro arriver\u00f2 nel giardino, e poi sar\u00e0 quel che sar\u00e0!<\/p>\n<p>Ne mangi\u00f2 un pezzetto, e, mettendosi la mano in testa, esclam\u00f2 ansiosa: \u00abEcco, ecco!\u00bb per avvertire il suo cambiamento; ma rest\u00f2 sorpresa nel vedersi della stessa statura. Certo avviene sempre cos\u00ec a quanti mangiano pasticcini; ma Alice s&#8217;era tanto abituata ad assistere a cose straordinarie, che le sembrava stupido che la vita si svolgesse in modo naturale.<\/p>\n<p>E torn\u00f2 alla carica e in pochi istanti aveva mangiato tutto il pasticcino.<\/p>\n<h2>Capitolo 2<\/h2>\n<h3>Un lago di Lacrime<\/h3>\n<p>&#8220;Stranissimo molto stranissimo&#8221; grid\u00f2 Alice (era tanto meravigliata che in quel momento dimentic\u00f2 perfino la grammatica). &#8220;Adesso mi sto allungando come il pi\u00f9 lungo telescopio che sia mai esistito! Addio piedi!&#8221; Infatti quando guard\u00f2 in gi\u00f9 i suoi piedi le sembrarono sparire dalla vist atanto si allontanavano da lei! &#8220;Oh poveri piedi miei! Chi vi metter\u00e0 adesso le calze e le scarpe? Io non ci riuscir\u00f2 ne sono certa. Sar\u00f2 troppo lontana per potermi curare di voi. Vi dovrete adattare come potrete&#8230; Per\u00f2 devo pensare anche a loro&#8221;disse Alice tra s\u00e9 &#8220;altrimenti non vorranno andare dove voglio io!<\/p>\n<p>Vediamo un po&#8217;: gli regaler\u00f2 un paio di scarpe nuove tutti gli annia Natale&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si mise a pensare in che modo avrebbe potuto dar loro le scarpe.<\/p>\n<p>&#8220;Le spedir\u00f2 per posta&#8221; pens\u00f2. &#8220;Sar\u00e0 buffo davvero mandare dei regali ai propri piedi! Immaginatevi l&#8217;indirizzo:<\/p>\n<p>All&#8217;Illustrissimo Piede Destro di AliceTappeto Davanti al Caminetto (presso il Parafuoco) (CON LE ESPRESSIONI DELL&#8217;AFFETTO DI ALICE).<\/p>\n<p>Povera meche cose stupide sto dicendo!&#8221; In quel momento la sua testa urt\u00f2 contro il soffitto. Aveva raggiunto ormai una statura di quasi tre metri e forse anche di pi\u00f9. Prese la chiave d&#8217;oro e si precipit\u00f2 verso la porta del giardino.<\/p>\n<p>Povera Alice! Questa volta non poteva far altro che buttarsi per terra e dare un&#8217;occhiata al giardino: non c&#8217;era speranza di poter attraversare la porta. Allora si mise a sedere e ricominci\u00f2 a piangere.<\/p>\n<p>&#8220;Ti dovresti vergognare di te stessa!&#8221; disse Alice. &#8220;Una bambina grande come te&#8221; (adesso aveva proprio ragione di dirlo) &#8220;che piange in questo modo! Smettila subitote lo ordino!&#8221; Per\u00f2 non smetteva lo stesso e versava lacrime su lacrimefinch\u00e9 intorno a lei si form\u00f2 un vero laghetto che arrivava fino a met\u00e0 della sala ed era profondo quasi dodici centimetri.<\/p>\n<p>Dopo un po&#8217; Alice sent\u00ec un rumore di passi molto leggeri e non troppo distanti. Si asciug\u00f2 gli occhi in fretta e vide arrivare il Coniglio Bianco tutto elegante con un paio di guanti bianchi in una mano e un grosso ventaglio nell&#8217;altra. Camminava in fretta e diceva fra s\u00e9: &#8220;La Duchessa! La Duchessa! Come sar\u00e0 arrabbiata perch\u00e9 l&#8217;ho fatta aspettare!&#8221; In quel momento Alice si sentiva cos\u00ec disperata che era pronta a chiedere l&#8217;aiuto di chiunque. Perci\u00f2 quando il Coniglio le pass\u00f2 vicino prov\u00f2 a dire timidamente a bassa voce: &#8220;per piacere signore&#8230;&#8221; Ma alle sue parole il Coniglio ebbe un sussulto lasci\u00f2 cadere i guanti e il ventaglio e fugg\u00ec a tutta velocit\u00e0 perdendosi nel buio.<\/p>\n<p>Alice raccolse i guanti e il ventaglio e poich\u00e9 nella stanza faceva un gran caldo cominci\u00f2 a sventolarsi. Intanto diceva fra s\u00e9: &#8220;Dio mioquante cose strane succedono oggi. Invece ieri tutto andava liscio. Che sia stata scambiata stanotte? Vediamo un po&#8217;: quando mi sono alzata stamattina ero sempre la stessa? A ripensarci mi sembra di ricordare che mi sentivo un po&#8217; diversa&#8230; Ma se non sono la stessa allora devo chiedermi: chi sono? Ecco QUESTO \u00e8 il grande problema!&#8221; Alice cominci\u00f2 a pensare a tutte le bambine della sua et\u00e0 che conoscevaper vedere se poteva essere stata scambiata con una di loro.<\/p>\n<p>&#8220;Sono certa di non essere Ada&#8221; disse. &#8220;Lei ha tutti i capelli ricci e lunghi mentre io di riccioli non ne ho affatto. Sono anche certa di non essere Mabel perch\u00e9 io so tante cose e lei&#8230; s\u00ec insomma lei ne sa veramente poche! E poiLEI \u00e8 lei e io sono IOe&#8230; povera meche confusione! Vediamo se so ancora tutte le cose che sapevo prima:<\/p>\n<p>quattro per sette&#8230; Nobasta! Non arriver\u00f2 mai a venti in questo modo! Per\u00f2 la tavola pitagorica non ha molta importanza. Proviamo la geografia: Londra \u00e8 la capitale di ParigiParigi \u00e8 la capitale di Roma e Roma&#8230; no no \u00e8 tutto sbagliato! Sono sicura che non \u00e8 cos\u00ec!<\/p>\n<p>Vuol dire che sono stata scambiata con Ma bel! Vediamo se ricordo quella poesia che dice: &#8220;Il piccolo Coccodrillo&#8221;&#8221;. Incroci\u00f2 le mani sul grembocome se stesse ripetendo la lezionee cominci\u00f2 la poesia.<\/p>\n<p>La sua voce era strana profonda: le parole le venivano in un modo completamente diverso dal solito:<\/p>\n<p>&#8220;Il piccolo coccodrillo che se ne va tutto arzillo con la sua coda bagnata sporca la scala dorata.<\/p>\n<p>E con le unghie e coi denti afferra i pesci imprudenti:<\/p>\n<p>prima stringe le mascelle e poi ride a crepapelle&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Non sono queste le parole giuste ne sono proprio sicura&#8221; disse Alice. Allora i suoi occhi si riempirono un&#8217;altra volta di lacrime.<\/p>\n<p>&#8220;Devo proprio essere Mabel. Bisogner\u00e0 che vada ad abitare nella sua casa e cos\u00ec non avr\u00f2 pi\u00f9 i giocattoli. E chiss\u00e0 quante lezioni sar\u00f2 costretta a imparare! Noho deciso: se sono Mabelrester\u00f2 qui per sempre. E&#8217; inutile che mettano la testa in questo buco e dicano:<\/p>\n<p>&#8220;Torna sutesoro!&#8221; Io guarder\u00f2 in alto e chieder\u00f2: &#8220;Chi sono? Ditemi prima chi sono: se mi piacer\u00e0 d&#8217;essere quella che voi diteverr\u00f2 su.<\/p>\n<p>Altrimenti rester\u00f2 quaggi\u00f9 ad aspettare di essere diventata un altra&#8230;&#8221; Per\u00f2&#8221;grid\u00f2 Alice scoppiando in lacrime improvvisamentefiniranno davvero per mettere la testa in questo buco? Sono veramente stufa di stare qui tutta sola!Mentre diceva cos\u00ecsi guard\u00f2 le mani e rest\u00f2 assai meravigliata nel vedere chementre parlavasenza accorgersenes&#8217;era infilato uno dei guanti bianchi del Coniglio. &#8220;Come ho fatto a infilarmelo?&#8221; si chiese.<\/p>\n<p>&#8220;Si vede che sono diventata di nuovo piccola&#8221;.<\/p>\n<p>Si alz\u00f2 e si diresse verso il tavolo per misurarsi e rendersi conto dell&#8217;accaduto. Cos\u00ec si accorse che la sua statura era adesso ridotta a quasi mezzo metro e continuava a diminuire a vista d&#8217;occhio. Si rese subito conto che la causa di tutto era il ventaglio che teneva nella mano e lo lasci\u00f2 cadere in frettaappena in tempo per evitare di sparire completamente.<\/p>\n<p>&#8220;Me la sono cavata per poco!&#8221; disse Aliceancora tutta spaventata per quell&#8217;improvviso cambiamentoe contenta di esistere ancora. &#8220;E ora andiamo nel giardino!&#8221; In tutta fretta s&#8217;avvi\u00f2 verso la porta; ma era veramente una disdetta!<\/p>\n<p>La porta appariva chiusa di nuovo e la chiave d&#8217;oro era ancora sul tavolo di vetrocome prima.<\/p>\n<p>&#8220;Andiamo peggio di prima!&#8221; pens\u00f2 la povera bambina. &#8220;Non sono mai stata piccola come adessomai! Sono troppo sfortunataecco!&#8221; Aveva appena finito di parlare quando le scivol\u00f2 un piede esplash!in un attimo si trov\u00f2 immersa nell&#8217;acqua salata fino al mento. Il suo primo pensiero fu chechiss\u00e0 comedoveva esser caduta in mare. &#8220;In questo casoposso tornare indietro in ferrovia&#8221; pens\u00f2.<\/p>\n<p>(Alice era stata al mare una volta sola e s&#8217;era convinta chesu qualsiasi spiaggia si vadavi si trovano immancabilmente dei bambini che scavano la sabbia con le palette di legnouna fila di villette edietro di questela stazione ferroviaria.) Presto dovette accorgersiper\u00f2che era caduta nel laghetto di lacrime che lei stessa aveva versato quand&#8217;era alta tre metri.<\/p>\n<p>&#8220;Vorrei non aver pianto tanto!&#8221; disse Alicementre nuotava per raggiungere la riva. &#8220;Sarebbe terribile se dovessi annegare nelle mie stesse lacrime! Questa s\u00ec che sarebbe una cosa strana. Del restotutto quello che mi succede oggi \u00e8 molto strano&#8221;.<\/p>\n<p>Proprio allora sent\u00ec qualcuno che si dibatteva l\u00ec vicino e gli and\u00f2 incontro a nuoto per vedere di cosa si trattava: in un primo tempo l&#8217;animale che nuotava accanto a lei le sembr\u00f2 un tricheco o un ippopotamo; ma poi si ricord\u00f2 di essere molto piccola e allora si rese conto che si trattava di un Topo cheappunto come leiera scivolato nello stagno.<\/p>\n<p>&#8220;Mi conviene rivolgere la parola a questo Topo?&#8221; si domand\u00f2 Alice.<\/p>\n<p>&#8220;Quaggi\u00f9 tutto \u00e8 cos\u00ec straordinario che non sarei affatto meravigliata se il Topo dovesse parlare. In ogni modo\u00e8 sempre bene provare&#8221;. E cominci\u00f2: &#8220;Sentio Topo: sai dirmi la via per uscire da questo lago?<\/p>\n<p>Sono stanca di nuotare qua intorno! O Topo!&#8221; (Alice pensava che fosse questa la maniera pi\u00f9 adatta per parlare a un topo. Non aveva mai fatto una cosa del genere prima d&#8217;allorama ricordava di aver letto nella grammatica di latino di suo fratello: il topo &#8211; del topo &#8211; al topo &#8211; il topo &#8211; o topo!). Il Topo la guard\u00f2 incuriosito e Alice ebbe l&#8217;impressione che ammiccasse con uno dei suoi occhietti. Per\u00f2 il Topo non disse nulla.<\/p>\n<p>&#8220;Forse non capisce la lingua&#8221; pens\u00f2 Alice. &#8220;Che sia un topo francese venuto qui al seguito di Guglielmo il Conquistatore?&#8221; (Alice aveva una profonda conoscenza della storiaper\u00f2 non riusciva a rendersi conto esattamente di quanto tempo prima si fosse verificato un avvenimento).<\/p>\n<p>Allora prov\u00f2 a dire: &#8220;O\u00f9 est ma chatte?&#8221; Infatti questa era la prima frase del suo libro di francese. A sentirla il topo fece un balzo fuori dall&#8217;acqua e cominci\u00f2 a tremare per lo spavento. &#8220;Ohscusami tanto!&#8221; esclam\u00f2 Alice in tutta fretta e pentitaperch\u00e9 temeva molto di aver ferito i sentimenti del povero animale. &#8220;Avevo proprio dimenticato che i gatti non debbono piacerti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Non mi piacciono i gatti!&#8221; grid\u00f2 con voce stridula e piena di emozione il Topo. &#8220;A te piacerebbero i gattise fossi al mio posto?&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Behforse no&#8221; disse Alice con voce conciliante. &#8220;Per\u00f2 non arrabbiarti per questo. Eccovorrei farti conoscere la mia Dina.<\/p>\n<p>Scommetto chese la vedessicominceresti ad avere pi\u00f9 simpatia per i gatti. E&#8217; cos\u00ec carapiccola e graziosa&#8230;&#8221; Adesso Alice parlava quasi fra s\u00e9mentre nuotava pigramente. &#8220;Se ne sta a fare le fusa accanto al fuocosi lecca le zampettesi lava il muso! E&#8217; una cosa tutta morbidagraziosa&#8230; ed \u00e8 veramente svelta ad acchiappare i topi!&#8230;<\/p>\n<p>Ohscusa!&#8221; esclam\u00f2 di nuovo Aliceperch\u00e9 questa volta il Topo aveva rizzato tutti i peli e si vedeva chiaramente che era rimasto offeso.<\/p>\n<p>&#8220;Non parleremo pi\u00f9 di questose preferisci cos\u00ec!&#8221; &#8220;Non parleremo!&#8221; grid\u00f2 il topo che tremava dai baffi alla punta della coda. &#8220;Come se fosse possibile che IO discorressi anche una volta sola di un argomento di questo genere! La nostra famiglia ha sempre ODIATO i gatti: sono disgustosimeschinivolgari! Non voglio sentirne neppure pronunciare il nome!&#8221; &#8220;Neppure io&#8221; disse Alice e cerc\u00f2 in tutta fretta di cambiare argomento di conversazione. &#8220;Ti piacciono&#8230; ti piacciono&#8230; i&#8230; i&#8230; cani?&#8221; Siccome il Topo non rispondevaAlice continu\u00f2 sicura di s\u00e9: &#8220;Ce n&#8217;\u00e8 unovicino a casa nostratanto piccolo e carino che mi piacerebbe proprio fartelo vedere! Sai\u00e8 un terrier che ha sempre gli occhi lucidi e un pelo lungobrunoricciuto! Corre sempre a riprendere le cose che uno gli getta! Poi si mette a sedere e aspetta la sua cena.<\/p>\n<p>Insommasa fare tante cose che io non ne ricordo neppure la met\u00e0. E sai\u00e8 di un contadino: lui dice che \u00e8 molto utile e non lo venderebbe neppure per cento sterline! Dice che ammazza tutti i topi e&#8230; oh povera me!&#8221; esclam\u00f2 Alice addolorata. &#8220;Ci sono cascata di nuovo. Ti ho offeso?&#8221; Ma il topo ormai s&#8217;era allontanato a nuotopi\u00f9 svelto che potevatanto che l&#8217;acqua era agitata come se ci fosse una tempesta.<\/p>\n<p>Alice lo chiamava dolcemente: &#8220;Topolinotopolino caroritornati prego: non parler\u00f2 pi\u00f9 n\u00e9 di gatti n\u00e9 di canise tu non vuoi&#8221;.<\/p>\n<p>A queste parole il Topo si volt\u00f2 e cominci\u00f2 a nuotare lentamente verso di lei; aveva il muso pallido (&#8220;di rabbia&#8221; pens\u00f2 Alice) e con voce bassa e tremante disse: &#8220;Andiamo a riva e ti racconter\u00f2 la mia storia.<\/p>\n<p>Allora capirai perch\u00e9 odio i gatti e i cani&#8221;.<\/p>\n<p>Ormai era giunto il momento di uscire dal laghettoche cominciava a popolarsi di uccelli e di animali d&#8217;ogni generecaduti l\u00ec dentro.<\/p>\n<p>C&#8217;era un&#8217;Anatraun Dodoun Pappagalloun Aquilotto e diverse altre strane creature. Alice si mise alla testa della comitiva e tutti insieme nuotarono verso la riva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>CAPITOLO 3<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>LA CORSA CONFUSA E UN RACCONTO CON LA CODA<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019assemblea che si raccolse sulla riva era molto bizzarra. Figurarsi, gli uccelli avevano le penne inzuppate, e gli altri animali, col pelo incollato ai corpi, grondavano tutti acqua tristi e melanconici. La prima questione, messa sul tappeto, fu naturalmente il mezzo per asciugarsi: si consultarono tutti, e Alice dopo poco si mise a parlar familiarmente con loro, come se li conoscesse da un secolo uno per uno. Discusse lungamente col Lori, ma tosto costui le mostr\u00f2 un viso accigliato, dicendo perentoriamente: \u2014 Son pi\u00f9 vecchio di te, perci\u00f2 ne so pi\u00f9 di te; \u2014 ma Alice non volle convenirne se prima non le avesse detto quanti anni aveva. Il Lori non volle dirglielo, e la loro conversazione fu troncata. Il Topo, che sembrava persona d\u2019una certa autorit\u00e0 fra loro, grid\u00f2: \u2014 Si seggano, signori, e mi ascoltino! In pochi momenti seccher\u00f2 tutti! \u2014 Tutti sedettero in giro al Topo. Alice si mise a guardare con una certa ansia, convinta che se non si fosse rasciugata presto, si sarebbe beccato un catarro coi fiocchi. \u2014 Ehm! \u2014 disse il Topo, con accento autorevole, \u2014 siete tutti all\u2019ordine? Questa domanda \u00e8 bastantemente secca, mi pare! Silenzio tutti, per piacere! Guglielmo il Conquistatore, la cui causa era favorita dal papa, fu subito sottomesso dagli inglesi&#8230; \u2014 Uuff! \u2014 fece il Lori con un brivido. \u2014 Scusa! \u2014 disse il Topo con cipiglio, ma con molta cortesia: \u2014 Dicevi qualche cosa? \u2014 Niente affatto! \u2014 rispose in fretta il Lori. \u2014 M\u2019era parso di s\u00ec \u2014 soggiunse il Topo. \u2014 Continuo: Edwin e Morcar, i conti di Mercia e Northumbria, si dichiararono per lui; e anche, Stigand, il patriottico arcivescovo di Canterbury, trov\u00f2 che&#8230; \u2014 Che cosa? \u2014 disse l\u2019anitra. Trovo che \u2014 replic\u00f2 vivamente il Topo \u2014 tu sai che significa &#8220;che?&#8221; Significa una cosa, quando trovo qualche cosa? \u2014 rispose l\u2019Anitra; \u2014 un ranocchio o un verme. Si tratta di sapere che cosa trov\u00f2 l\u2019arcivescovo di Canterbury. Il Topo non le bad\u00f2 e continu\u00f2: \u2014 Trov\u00f2 che era opportuno andare con Edgar Antheling incontro a Guglielmo per offrirgli la corona. In principio Guglielmo us\u00f2 moderazione; ma l\u2019insolenza dei Normanni&#8230; Ebbene, cara, come stai ora? \u2014 disse rivolto ad Alice. \u2014 Bagnata come un pulcino, \u2014 rispose Alice afflitta, \u2014 mi sembra che il tuo racconto secchi, ma non asciughi affatto. \u2014 In questo caso, \u2014 disse il Dronte in tono solenne, levandosi in piedi, \u2014 propongo che l\u2019assemblea si aggiorni per l\u2019adozione di rimedi pi\u00f9 energici&#8230; Ma parla italiano! \u2014 esclam\u00f2 l\u2019Aquilotto. \u2014 Non capisco neppur la met\u00e0 di quei tuoi paroloni, e forse tu stesso non ne capisci un\u2019acca. \u2014 L\u2019Aquilotto chin\u00f2 la testa per nascondere un sorriso, ma alcuni degli uccelli si misero a sghignazzare sinceramente. \u2014 Volevo dire, \u2014 continu\u00f2 il Dronte, offeso, \u2014 che il miglior modo di asciugarsi sarebbe di fare una corsa scompigliata. \u2014 Che \u00e8 la corsa scompigliata? \u2014 domand\u00f2 Alice. Non le premeva molto di saperlo, ma il Dronte taceva come se qualcheduno dovesse parlare, mentre nessuno sembrava disposto ad aprire bocca o becco. \u2014 Ecco, \u2014 disse il Dronte, \u2014 il miglior modo di spiegarla \u00e8 farla. \u2014 (E siccome vi potrebbe venire in mente di provare questa corsa in qualche giorno d\u2019inverno, vi dir\u00f2 come la diresse il Dronte.) Prima tracci\u00f2 la linea dello steccato, una specie di circolo, (\u2014 che la forma sia esatta o no, non importa, \u2014 disse) e poi tutta la brigata entr\u00f2 nello steccato disponendosi in questo o in quel punto. Non si ud\u00ec: \u2014 Uno, due tre&#8230; via! \u2019ma tutti cominciarono a correre a piacere; e si fermarono quando vollero, di modo che non si seppe quando la corsa fosse terminata. A ogni modo, dopo che ebbero corso una mezz\u2019ora o quasi, e si sentirono tutti bene asciugati, il Dronte esclam\u00f2: \u2014 La corsa \u00e8 finita! \u2014 e tutti lo circondarono anelanti domandando: \u2014 Ma chi ha vinto? Per il Dronte non era facile rispondere, perci\u00f2 sedette e rest\u00f2 a lungo con un dito appoggiato alla fronte (tale e quale si rappresenta Shakespeare nei ritratti), mentre gli altri tacevano. Finalmente il Dronte disse: \u2014 Tutti hanno vinto e tutti debbono essere premiati. \u2014. Ma chi distribuir\u00e0 i premi? \u2014 replic\u00f2 un coro di voci. \u2014 Lei, s\u2019intende! \u2014 disse il Dronte, indicando con un dito Alice. E tutti le si affollarono intorno; gridando confusamente: \u2014 I premi! i premi! Alice non sapeva che fare, e nella disperazione si cacci\u00f2 le mani in tasca, e ne cav\u00f2 una scatola di confetti (per buona sorte non v\u2019era entrata l\u2019acqua,) e li distribu\u00ec in giro. Ce n\u2019era appunto uno per ciascuno. \u2014 Ma dovrebbe esser premiata anche lei, \u2014 disse il Topo. Naturalmente, \u2014 soggiunse gravemente il Dronte; \u2014 Che altro hai in tasca? \u2014 chiese ad Alice. \u2014 Un ditale, rispose mestamente la fanciulla. D\u00e0i qui, \u2014 replic\u00f2 il Dronte. E tutti l\u2019accerchiarono di nuovo, mentre il Dronte con molta gravit\u00e0 le offriva il ditale, dicendo: \u2014 La preghiamo di accettare quest\u2019elegante ditale; \u2014 e tutti applaudirono a quel breve discorso. Bisognava ora mangiare i confetti; cosa che cagion\u00f2 un po\u2019 di rumore e di confusione, perch\u00e8 gli uccelli grandi si lagnavano che non avevano potuto assaporarli, e i piccoli, avendoli inghiottiti d\u2019un colpo, corsero il rischio di strozzarsi e si dov\u00e8 picchiarli sulla schiena. Ma anche questo fin\u00ec, e sedettero in circolo pregando il Topo di dire qualche altra cosa. \u2014 Ricordati che mi hai promesso di narrarmi la tua storia, \u2014 disse Alice, \u2014 e la ragione per cui tu odii i G. e i C., \u2014 soggiunse sommessamente, temendo di offenderlo di nuovo. \u2014 La mia storia \u00e8 lunga e triste e con la coda! \u2014 rispose il Topo, sospirando. \u2014 Certo \u00e8 una coda lunga, \u2014 disse Alice, guardando con meraviglia la coda del topo, \u2014 ma perch\u00e8 la chiami trista? \u2014 E continu\u00f2 a pensarci impacciata, mentre il Topo parlava. Cos\u00ec l\u2019idea che ella si fece di quella storia con la coda fu press\u2019a poco questa:<\/p>\n<div class=\"poem\">Furietta disse<br \/>\nal Topo<br \/>\nche avea<br \/>\nsorpreso<br \/>\nin casa:<br \/>\nAndiamo<br \/>\nin tribunale;<br \/>\nper farti<br \/>\nprocessare<br \/>\nNon voglio<br \/>\nle tue scuse,<br \/>\no Topo<br \/>\nscellerato.<br \/>\nQuest\u2019oggi<br \/>\nnon ho niente<br \/>\nnel mio villin<br \/>\nda fare. \u2014<br \/>\nDisse a<br \/>\nFurietta<br \/>\nil Topo:<br \/>\n<i>Ma come<br \/>\n<\/i>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0andare<br \/>\nin Corte?<br \/>\nSenza giurati<br \/>\ne giudici<br \/>\nSarebbe<br \/>\nuna vendetta!<br \/>\nSar\u00f2 giurato<br \/>\ne giudice,<br \/>\nrispose<br \/>\nFurietta,<br \/>\nE passer\u00f2<br \/>\nsoffiando<br \/>\nla tua<br \/>\nsentenza<br \/>\na morte.<\/div>\n<p>Tu non stai attenta! \u2014 disse il Topo ad Alice severamente. \u2014 A che cosa pensi? \u2014 Scusami, \u2014 rispose umilmente Alice: \u2014 sei giunto alla quinta vertebra della coda, non \u00e8 vero? \u2014 No, do&#8230;po, \u2014 riprese il Topo irato, scandendo le sillabe. \u2014 C\u2019\u00e8 un nodo? \u2014 esclam\u00f2 Alice sempre pronta e servizievole, e guardandosi intorno. \u2014 Ti aiuter\u00f2 a scioglierlo! \u2014 Niente affatto! \u2014 rispose il Topo, levandosi e facendo l\u2019atto di andarsene. Tu m\u2019insulti dicendo tali sciocchezze! \u2014 Ma, no! \u2014 disse Alice con umilt\u00e0. \u2014 Tu t\u2019offendi con facilit\u00e0! Per tutta risposta il Topo si mise a borbottare. \u2014 Per piacere, ritorna e finisci il tuo racconto! \u2014 grid\u00f2 Alice; e tutti gli altri s\u2019unirono in coro: \u2014 Via finisci il racconto! \u2014 Ma il Topo croll\u00f2 il capo con un moto d\u2019impazienza, e affrett\u00f2 il passo. \u2014 Peccato che non sia rimasto! \u2014 disse sospirando il Lori; appena il Topo si fu dileguato. Un vecchio granchio colse quell\u2019occasione per dire alla sua piccina: \u2014 Amor mio, ti serva di lezione, e bada di non adirarti mai! \u2014 Pap\u00e0, \u2014 disse la piccina sdegnosa, \u2014 tu stancheresti anche la pazienza d\u2019un\u2019ostrica! \u2014 Ah, se Dina fosse qui! \u2014 disse Alice parlando ad alta voce, ma senza rivolgersi particolarmente a nessuno. \u2014 Lo riporterebbe indietro subito! \u2014 Scusa la domanda, chi \u00e8 Dina? \u2014 domando il Lori. Alice rispose sollecitamente sempre pronta a parlare del suo animale prediletto: \u2014 La mia gatta. Fa prodigi, quando caccia i topi! E se la vedessi correr dietro gli uccelli! Un uccellino lo fa sparire in un boccone. Questo discorso produsse una grande impressione nell\u2019assemblea. Alcuni uccelli spiccarono immediatamente il volo: una vecchia gazza si avvilupp\u00f2 ben bene dicendo: \u2014 \u00e8 tempo di tornare a casa; l\u2019aria notturna mi fa male alla gola! \u2014 Un canarino chiam\u00f2 con voce tremula tutti i suoi piccini. \u2014 Via, via cari miei! \u00c8 tempo di andare a letto! \u2014 Ciascuno trov\u00f2 un pretesto per andarsene, e Alice rimase sola. &#8220;Non dovevo nominare Dina! \u2014 disse malinconicamente tra s\u00e8. \u2014 Pare che quaggi\u00f9 nessuno le voglia bene; ed \u00e8 la migliore gatta del mondo! Oh, cara Dina, chi sa se ti rivedr\u00f2 mai pi\u00f9!&#8221; E la povera Alice ricominci\u00f2 a piangere, perch\u00e8 si sentiva soletta e sconsolata. Ma alcuni momenti dopo avvert\u00ec di nuovo uno scalpiccio in lontananza, e guard\u00f2 fissamente nella speranza che il Topo, dopo averci ripensato, tornasse per finire il suo racconto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 4<\/h2>\n<h2>LA CASETTINA DEL CONIGLIO<\/h2>\n<p>Era il Coniglio bianco che tornava trotterellando bel bello e guardandosi ansiosamente intorno,\u00a0come avesse smarrito qualche cosa, e mormorando tra s\u00e9: \u00abOh la duchessa! la duchessa! Oh zampe\u00a0care! pelle e baffi miei, siete accomodati per le feste ora! Ella mi far\u00e0 ghigliottinare, quant&#8217;\u00e8 vero\u00a0che le donnole sono donnole! Ma dove li ho perduti?\u00bb<br \/>\nAlice indovin\u00f2 subito ch&#8217;egli andava in traccia del ventaglio e del paio di guanti bianchi, e, buona e\u00a0servizievole com&#8217;era, si diede un gran da fare per ritrovarli. Ma invano. Tutto sembrava trasformato\u00a0dal momento che era caduta nello stagno; e la gran sala col tavolino di cristallo, e la porticina erano\u00a0interamente svanite.<br \/>\nNon appena il Coniglio si accorse di Alice affannata alla ricerca, grid\u00f2 in tono d&#8217;ira: &#8211; Marianna, che\u00a0fai qui? Corri subito a casa e portami un paio di guanti e un ventaglio! Presto, presto! &#8211;\u00a0Alice fu cos\u00ec impaurita da quella voce, che, senz&#8217;altro, corse velocemente verso il luogo indicato,\u00a0senza dir nulla sull&#8217;equivoco del Coniglio.<br \/>\n\u00abMi ha presa per la sua cameriera, &#8211; disse fra s\u00e9, mentre continuava a correre. &#8211; E si sorprender\u00e0\u00a0molto quando sapr\u00e0 chi sono! Ma \u00e8 meglio portargli il ventaglio e i guanti, se pure potr\u00f2 trovarli\u00bb.<br \/>\nE cos\u00ec dicendo, giunse innanzi a una bella casettina che aveva sull&#8217;uscio una lastra di ottone lucente,\u00a0con questo nome: G. Coniglio. Entr\u00f2 senza picchiare, e in fretta fece tutta la scala, temendo\u00a0d&#8217;incontrare la vera Marianna, ed essere da lei espulsa di l\u00ec prima di trovare il ventaglio e i guanti.<br \/>\n\u00abStrano, &#8211; pensava Alice, &#8211; essere mandata da un Coniglio a far dei servizi! Non mi meraviglier\u00f2, se\u00a0una volta o l&#8217;altra, Dina mi mander\u00e0 a sbrigare delle commissioni per lei!\u00bb E cominci\u00f2 a fantasticare\u00a0intorno alle probabili scene: \u00abSignorina Alice! Venga qui subito, e si prepari per la passeggiata!\u00bb<br \/>\n\u00abEccomi qui, zia! Ma dovrei far la guardia a questo buco fino al ritorno di Dina, perch\u00e9 non ne\u00a0scappi il topo&#8230;\u00bb \u00abMa non posso credere, &#8211; continu\u00f2 Alice, &#8211; che si permetterebbe a Dina di rimanere\u00a0in casa nostra, se cominciasse a comandare la gente a questo modo.\u00bb<br \/>\nIn quell&#8217;atto era entrata in una graziosa cameretta, con un tavolo nel vano della finestra. Sul tavolo\u00a0c&#8217;era, come Alice aveva sperato, un ventaglio e due o tre paia di guanti bianchi e freschi; prese il\u00a0ventaglio e un paio di guanti, e si prepar\u00f2 ad uscire, quando accanto allo specchio scorse una\u00a0boccettina. Questa volta non v&#8217;era alcuna etichetta con la parola \u00abBevi\u00bb. Pur nondimeno la stapp\u00f2 e\u00a0se la port\u00f2 alle labbra. \u00abQualche cosa di straordinario mi accade tutte le volte che bevo o mangio, &#8211;\u00a0disse fra s\u00e9; vediamo dunque che mi far\u00e0 questa bottiglia. Spero che mi far\u00e0 crescere di nuovo,\u00a0perch\u00e9 son proprio stanca di essere cos\u00ec piccina!\u00bb<br \/>\nE cos\u00ec avvenne, prima di quando s&#8217;aspettasse: non aveva ancor bevuto met\u00e0 della boccettina che urt\u00f2\u00a0con la testa contro la volta, di modo che dovette abbassarsi subito, per non rischiare di rompersi\u00a0l&#8217;osso del collo. Subito depose la fiala dicendo: &#8211; Basta per ora, spero di non crescere di pi\u00f9; ma\u00a0intanto come far\u00f2 ad uscire! Se avessi bevuto un po&#8217; meno!<br \/>\nOim\u00e8! troppo tardi! Continu\u00f2 a crescere, a crescere, e presto dovette inginocchiarsi, perch\u00e9 non\u00a0poteva pi\u00f9 star in piedi; e dopo un altro minuto non c&#8217;era pi\u00f9 spazio neanche per stare inginocchiata.<br \/>\nDovette sdraiarsi con un gomito contro l&#8217;uscio, e con un braccio intorno al capo. E cresceva ancora.<br \/>\nCon un estremo sforzo, cacci\u00f2 una mano fuori della finestra, ficc\u00f2 un piede nel caminetto, e si disse:<br \/>\nQualunque cosa accada non posso far di pi\u00f9. Che sar\u00e0 di me?<br \/>\nFortunatamente, la virt\u00f9 della boccettina magica aveva prodotto il suo massimo effetto, ed Alice\u00a0non crebbe pi\u00f9: ma avvertiva un certo malessere, e, giacch\u00e8 non era probabile uscire da quella\u00a0gabbia, non c&#8217;\u00e8 da stupire se si giudic\u00f2 infelicissima:<br \/>\n\u00abStavo cos\u00ec bene a casa! &#8211; pens\u00f2 la povera Alice, &#8211; senza diventar grande o piccola e sentirmi\u00a0comandare dai sorci e dai conigli. Ah; se non fossi discesa nella conigliera!&#8230; e pure&#8230; e pure&#8230;<br \/>\nquesto genere di vita \u00e8 curioso! Ma che cosa mi \u00e8 avvenuto? Quando leggevo i racconti delle fate,\u00a0credevo che queste cose non accadessero mai, ed ora eccomi un perfetto racconto di fate. Si<br \/>\ndovrebbe scrivere un libro sulle mie avventure, si dovrebbe! Quando sar\u00f2 grande lo scriver\u00f2 io&#8230; Ma\u00a0sono gi\u00e0 grande, &#8211; soggiunse afflitta, &#8211; e qui non c&#8217;\u00e8 spazio per crescere di pi\u00f9. Ma come, &#8211; pens\u00f2<br \/>\nAlice, &#8211; non sar\u00f2 mai maggiore di quanto sono adesso? Da una parte, sarebbe un bene non diventare\u00a0mai vecchia; ma da un&#8217;altra parte dovrei imparare sempre le lezioni, e mi seccherebbe! Ah sciocca\u00a0che sei! &#8211; rispose Alice a s\u00e9 stessa. &#8211; Come potrei imparare le lezioni qui? C&#8217;\u00e8 appena posto per me!<br \/>\nI libri non c&#8217;entrano!\u00bb<br \/>\nE continu\u00f2 cos\u00ec, interrogandosi e rispondendosi, sostenendo una conversazione tra Alice e Alice;<br \/>\nma dopo pochi minuti sent\u00ec una voce di fuori, e si ferm\u00f2 per ascoltare.<br \/>\n&#8211; Marianna! Marianna! &#8211; diceva la voce, &#8211; portami subito i guanti! &#8211; Poi s&#8217;ud\u00ec uno scalpiccio per la\u00a0scala. Alice pens\u00f2 che il Coniglio venisse per sollecitarla e trem\u00f2 da scuotere la casa, dimenticando<br \/>\nd&#8217;esser diventata mille volte pi\u00f9 grande del Coniglio, e che non aveva alcuna ragione di spaventarsi.<br \/>\nIl Coniglio giunse alla porta, e cerc\u00f2 di aprirla. Ma la porta si apriva al di dentro e il gomito d&#8217;Alice\u00a0era puntellato di dietro; cos\u00ec che ogni sforzo fu vano. Alice ud\u00ec che il Coniglio diceva tra s\u00e9:<br \/>\n&#8211; Andr\u00f2 dalla parte di dietro, ed entrer\u00f2 dalla finestra.<br \/>\n\u00abNon ci entrerai!\u00bb pens\u00f2 Alice, e aspett\u00f2 sinch\u00e8 le parve che il Coniglio fosse arrivato sotto la\u00a0finestra. Allora apr\u00ec d&#8217;un tratto la mano e fece un gesto in aria. Non afferr\u00f2 nulla; ma sent\u00ec delle<br \/>\npiccole strida e il rumore d&#8217;una caduta, poi un fracasso di vetri rotti e comprese che il poverino\u00a0probabilmente era cascato su qualche campana di cocomeri o qualche cosa di simile.<br \/>\nPoi s&#8217;ud\u00ec una voce adirata, quella del Coniglio: &#8211; Pietro! Pietro! &#8211; Dove sei? &#8211; E una voce ch&#8217;essa non\u00a0aveva mai sentita: &#8211; Sono qui! Stavo scavando le patate, eccellenza!<br \/>\nScavando le patate! &#8211; fece il Coniglio, pieno d&#8217;ira. &#8211; Vieni qua! Aiutami ad uscire di qui&#8230;! &#8211; Si sent\u00ec\u00a0un secondo fracasso di vetri infranti<br \/>\n&#8211; Dimmi, Pietro, che c&#8217;\u00e8 lass\u00f9 alla finestra?<br \/>\n&#8211; Perbacco! \u00e8 un braccio, eccellenza!<br \/>\n&#8211; Un braccio! Zitto, bestia! Esistono braccia cos\u00ec grosse? Riempie tutta la finestra!<br \/>\n&#8211; Certo, eccellenza: eppure \u00e8 un braccio!<br \/>\n&#8211; Bene, ma che c&#8217;entra con la mia finestra? Va a levarlo!<br \/>\nVi fu un lungo silenzio, poi Alice sent\u00ec qua e l\u00e0 un bisbiglio, e un dialogo come questo:<br \/>\nDavvero non me la sento, eccellenza, per nulla affatto! &#8211; Fa come ti dico, vigliacco! &#8211; E allora Alice\u00a0di nuovo apr\u00ec la mano e fece un gesto in aria. Questa volta si udirono due strilli acuti, e un nuovo<br \/>\nfracasso di vetri.<br \/>\n\u00abQuante campane di vetro ci sono laggi\u00f9! &#8211; pens\u00f2 Alice. Chi sa che faranno dopo! Magari potessero\u00a0cacciarmi fuori dalla finestra. Certo non intendo di rimanere qui!\u00bb<br \/>\nAttese un poco senza udire pi\u00f9 nulla; finalmente s&#8217;ud\u00ec un cigol\u00eco di ruote di carri e molte voci che\u00a0parlavano insieme. Essa pot\u00e9 afferrare queste parole: &#8211; Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;altra scala?&#8230; Ma io non dovevo<br \/>\nportarne che una&#8230; Guglielmo ha l&#8217;altra. Guglielmo! portala qui. Su, appoggiala a quest&#8217;angolo&#8230; No,\u00a0no, l\u00e8gale insieme prima. Non vedi che non arrivano neppure a met\u00e0!&#8230; Oh! vi arriveranno! Non fare\u00a0il difficile!&#8230; Qua, Guglielmo, afferra questa fune&#8230; Ma regger\u00e0 il tetto? Bada a quella tegola che si\u00a0muove&#8230;. Ehi! casca! attenti alla testa! \u00abPunfete\u00bb Chi \u00e8 stato? Guglielmo, immagino!&#8230; Chi andr\u00e0\u00a0gi\u00f9 per il camino?&#8230; Io no!&#8230; Vuoi andare tu?&#8230; No, neppure io!&#8230; Scender\u00e0 Guglielmo!&#8230; Ohi!<br \/>\nGuglielmo! il padrone dice che devi scendere gi\u00f9 nel camino!<br \/>\n\u00abMagnifico!\u00bb &#8211; disse Alice fra s\u00e9. &#8211; Cos\u00ec questo Guglielmo scender\u00e0 dal camino? Pare che quei\u00a0signori aspettino tutto da Guglielmo! Non vorrei essere nei suoi panni. Il camino \u00e8 molto stretto, ma<br \/>\nqualche calcio, credo, glielo potr\u00f2 assestare.\u00bb<br \/>\nE ritir\u00f2 il piede pi\u00f9 che pot\u00e9 lungi dal camino, ed attese sinch\u00e8 sent\u00ec un animaletto (senza che\u00a0potesse indovinare a che specie appartenesse) che raschiava e scendeva adagino adagino per la<br \/>\ncanna del camino. &#8211; \u00c8 Guglielmo! &#8211; ella disse, e tir\u00f2 un gran calcio, aspettando il seguito.<br \/>\nLa prima cosa che sent\u00ec fu un coro di voci che diceva: &#8211; Ecco Guglielmo che vola! &#8211; e poi la voce\u00a0sola del Coniglio: &#8211; Pigliatelo voi altri presso la siepe! &#8211; e poi silenzio, e poi di nuovo una gran<br \/>\nconfusione di voci&#8230; &#8211; Sostenetegli il capo&#8230; un po&#8217; d&#8217;acquavite&#8230; Non lo strozzate&#8230; Com&#8217;\u00e8 andata\u00a0amico?&#8230; Che cosa ti \u00e8 accaduto? Racconta!<br \/>\nFinalmente si sent\u00ec una vocina esile e stridula (- Guglielmo, &#8211; pens\u00f2 Alice): &#8211; Veramente, non so.<br \/>\nBasta, grazie, ora mi sento meglio&#8230; ma son troppo agitato per raccontarvelo&#8230; tutto quello che mi\u00a0ricordo si \u00e8 qualche cosa come un babau che m&#8217;ha fatto saltare in aria come un razzo!<br \/>\n&#8211; Davvero, poveretto! &#8211; dissero gli altri.<br \/>\n&#8211; Si deve appiccar fuoco alla casa! &#8211; esclam\u00f2 la voce del Coniglio; ma Alice grid\u00f2 subito con quanta\u00a0forza aveva in gola: &#8211; Se lo fate, guai! Vi far\u00f2 acchiappare da Dina!<br \/>\nSi fece immediatamente un silenzio mortale, e Alice disse fra s\u00e9: \u00abChi sa che faranno ora! Se\u00a0avessero tanto di cervello in testa scoperchierebbero la casa.\u00bb<br \/>\nDopo uno o due minuti cominciarono a muoversi di nuovo e sent\u00ec il Coniglio dire: &#8211; Baster\u00e0 una\u00a0carriola piena per cominciare. &#8211;<br \/>\n\u00abPiena di che?\u00bb &#8211; pens\u00f2 Alice; ma non rest\u00f2 molto in dubbio, perch\u00e9 subito una grandine di\u00a0sassolini cominci\u00f2 a tintinnare contro la finestra ed alcuni la colpirono in faccia. \u00abBisogna finirla!\u00bb &#8211;<br \/>\npens\u00f2 Alice, e strill\u00f2: &#8211; Non vi provate pi\u00f9! &#8211; Successe di nuovo un silenzio di tomba.<br \/>\nAlice osserv\u00f2 con sorpresa che i sassolini si trasformavano in pasticcini, toccando il pavimento, e\u00a0subito un&#8217;idea la fece sussultare di gioia: &#8211; Se mangio uno di questi pasticcini, &#8211; disse, &#8211; certo avverr\u00e0\u00a0un mutamento nella mia statura. Giacch\u00e8 non potranno farmi pi\u00f9 grande, mi faranno forse pi\u00f9\u00a0piccola.<br \/>\nE ingoi\u00f2 un pasticcino, e si rallegr\u00f2 di veder che cominciava a contrarsi. Appena si sent\u00ec piccina\u00a0abbastanza per uscir dalla porta, scapp\u00f2 da quella casa, e incontr\u00f2 una folla di piccoli animali e<br \/>\nd&#8217;uccelli che aspettavano fuori. La povera Lucertola (era Guglielmo) stava nel mezzo, sostenuta da\u00a0due Porcellini d&#8217;India, che la facevano bere da una bottiglia. Appena comparve Alice, tutti le si<br \/>\nscagliarono contro; ma la fanciulla si mise a correre pi\u00f9 velocemente che le fu possibile, e ripar\u00f2\u00a0incolume in un folto bosco.<br \/>\n\u00abLa prima cosa che dovr\u00f2 fare, &#8211; pens\u00f2 Alice, vagando nel bosco, &#8211; \u00e8 di ricrescere e giungere alla\u00a0mia statura normale; la seconda, di trovare la via per entrare in quel bel giardino. Credo che non ci<br \/>\nsia altro di meglio da fare\u00bb.<br \/>\nIl suo progetto era eccellente, senza dubbio; ma la difficolt\u00e0 stava nel fatto ch&#8217;ella non sapeva di\u00a0dove cominciare a metterlo in atto. Mentre aguzzava gli occhi, guardando fra gli alberi della foresta,<br \/>\nun piccolo latrato acuto al di sopra di lei la fece guardare in su presto presto.<br \/>\nUn enorme cucciolo la squadrava con i suoi occhi tondi ed enormi, e allungando una zampa cercava\u00a0di toccarla. &#8211; Poverino! &#8211; disse Alice in tono carezzevole, e per ammansirlo si prov\u00f2 a dirgli: &#8211; Te&#8217;,\u00a0te&#8217;! &#8211; ma tremava come una canna, pensando che forse era affamato. In questo caso esso l&#8217;avrebbe\u00a0probabilmente divorata, nonostante tutte le sue carezze.<br \/>\nPer far la disinvolta, prese un ramoscello e lo present\u00f2 al cagnolino; il quale diede un balzo in aria\u00a0come una palla con un latrato di gioia, e s&#8217;avvent\u00f2 al ramoscello come per sbranarlo. Allora Alice si\u00a0mise cautamente dietro un cardo altissimo per non esser travolta; quando si affacci\u00f2 dall&#8217;altro lato, il\u00a0cagnolino s&#8217;era avventato nuovamente al ramoscello, ed aveva fatto un capitombolo nella furia di\u00a0afferrarlo. Ma ad Alice sembr\u00f2 che fosse come voler scherzare con un cavallo da trasporto.<br \/>\nTemendo d&#8217;esser calpestata dalle zampe della bestia, si rifugi\u00f2 di nuovo dietro al cardo: allora il\u00a0cagnolino cominci\u00f2 una serie di cariche contro il ramoscello, andando sempre pi\u00f9 in l\u00e0, e rimanendo\u00a0sempre pi\u00f9 in qua del necessario, abbaiando raucamente sinch\u00e8 non s&#8217;acquatt\u00f2 ansante a una certa\u00a0distanza con la lingua penzoloni, e i grandi occhi semichiusi.<br \/>\nAlice colse quell&#8217;occasione per scappare. Corse tanto da perdere il fiato, sinch\u00e8 il latrato del\u00a0cagnolino si perse in lontananza.<br \/>\n&#8211; E pure che bel cucciolo che era! &#8211; disse Alice, appoggiandosi a un ranuncolo e facendosi vento con\u00a0una delle sue foglie. &#8211; Oh, avrei voluto insegnargli dei giuochi se&#8230; se fossi stata d&#8217;una statura adatta!<br \/>\nPoveretta me! avevo dimenticato che avevo bisogno di crescere ancora! Vediamo, come debbo fare?<br \/>\nForse dovrei mangiare o bere qualche cosa; ma che cosa?<br \/>\nIl problema era questo: che cosa? Alice guard\u00f2 intorno fra i fiori e i fili d&#8217;erba; ma non pot\u00e9 veder\u00a0nulla che le sembrasse adatto a mangiare o a bere per l&#8217;occasione. C&#8217;era per\u00f2 un grosso fungo vicino\u00a0a lei, press&#8217;a poco alto quanto lei; e dopo che l&#8217;ebbe esaminato di sotto, ai lati e di dietro, le parve\u00a0cosa naturale di vedere che ci fosse di sopra.<br \/>\nAlzandosi in punta dei piedi, si affacci\u00f2 all&#8217;orlo del fungo, e gli occhi suoi s&#8217;incontrarono con quelli\u00a0d&#8217;un grosso Bruco turchino che se ne stava seduto nel centro con le braccia conserte, fumando<br \/>\ntranquillamente una lunga pipa, e non facendo la minima attenzione ne a lei, n\u00e9 ad altro.<\/p>\n<h2>Capitolo 5<\/h2>\n<h2>Consigli del bruco<\/h2>\n<p>Il Bruco e Alice si guardarono a vicenda per qualche tempo in silenzio; finalmente il Bruco stacc\u00f2 la pipa di bocca, e le parl\u00f2 con voce languida e sonnacchiosa:<\/p>\n<p>Chi sei? &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>Non era un bel principio di conversazione. Alice rispose con qualche timidezza: &#8211; Davvero non te lo saprei dire ora. So dirti chi fossi, quando mi son levata questa mattina, ma d&#8217;allora credo di essere stata cambiata parecchie volte.<\/p>\n<p>&#8211; Che cosa mi vai contando? &#8211; disse austeramente il Bruco. &#8211; Spiegati meglio.<\/p>\n<p>&#8211; Temo di non potermi spiegare, &#8211; disse Alice, &#8211; perch\u00e8 non sono pi\u00f9 quella di prima, come vedi.<\/p>\n<p>&#8211; Io non vedo nulla, &#8211; rispose il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; Temo di non potermi spiegare pi\u00f9 chiaramente, &#8211; soggiunse Alice in maniera assai gentile, &#8211; perch\u00e8 dopo esser stata cambiata di statura tante volte in un giorno, non capisco pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>&#8211; Non \u00e8 vero! &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; Bene, non l&#8217;hai sperimentato ancora, &#8211; disse Alice, &#8211; ma quando ti trasformerai in crisalide, come ti accadr\u00e0 un giorno, e poi diventerai farfalla, certo ti sembrer\u00e0 un po&#8217;strano, &#8211; non \u00e8 vero?<\/p>\n<p>&#8211; Niente affatto, &#8211; rispose il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; Bene, tu la pensi diversamente, &#8211; replic\u00f2 Alice; &#8211; ma a me parrebbe molto strano.<\/p>\n<p>&#8211; A te! &#8211; disse il Bruco con disprezzo. &#8211; Chi sei tu?<\/p>\n<p>E questo li ricondusse di nuovo al principio della conversazione.<\/p>\n<p>Alice si sentiva un po&#8217; irritata dalle brusche osservazioni del Bruco e se ne stette sulle sue, dicendo con gravit\u00e0: &#8211; Perch\u00e8 non cominci tu a dirmi chi sei?<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e8? &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>Era un&#8217;altra domanda imbarazzante. Alice non seppe trovare una buona ragione. Il Bruco pareva di cattivo umore e perci\u00f2 ella fece per andarsene.<\/p>\n<p>&#8211; Vieni qui! &#8211; la richiam\u00f2 il Bruco. &#8211; Ho qualche cosa d&#8217;importante da dirti.<\/p>\n<p>La chiamata prometteva qualche cosa: Alice si fece innanzi.<\/p>\n<p>&#8211; Non arrabbiarti! &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; E questo \u00e8 tutto? &#8211; rispose Alice, facendo uno sforzo per frenarsi.<\/p>\n<p>&#8211; No, &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>Alice pens\u00f2 che poteva aspettare, perch\u00e8 non aveva niente di meglio da fare, e perch\u00e8 forse il Bruco avrebbe potuto dirle qualche cosa d&#8217;importante. Per qualche istante il Bruco fum\u00f2 in silenzio, finalmente sciolse le braccia, si tolse la pipa di bocca e disse:<\/p>\n<p>&#8211; E cos\u00ec, tu credi di essere cambiata?<\/p>\n<p>&#8211; Ho paura di s\u00ec, signore, &#8211; rispose Alice. &#8211; Non posso ricordarmi le cose bene come una volta, e non rimango della stessa statura neppure per lo spazio di dieci minuti!<\/p>\n<p>&#8211; Che cosa non ricordi? &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; Ecco, ho tentato di dire \u00abLa vispa Teresa\u00bb e l&#8217;ho detta tutta diversa! &#8211; soggiunse melanconicamente Alice.<\/p>\n<p>&#8211; Ripetimi \u00abSei vecchio, caro babbo\u00bb, &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>Alice incroci\u00f2 le mani sul petto, e cominci\u00f2:<\/p>\n<p>\u00abSei vecchio, caro babbo\u00bb &#8211; gli disse il ragazzino &#8211;<br \/>\n\u00absulla tua chioma splende &#8211; quasi un candore alpino;<br \/>\neppur costantemente &#8211; cammini sulla testa:<br \/>\nti sembra per un vecchio &#8211; buona maniera questa?\u00bb<br \/>\n\u00abQuand&#8217;ero bambinello\u00bb &#8211; rispose il vecchio allora &#8211;<br \/>\n\u00abtemevo di mandare &#8211; il cerebro in malora;<br \/>\nma adesso persuaso &#8211; di non averne affatto,<br \/>\na testa in gi\u00f9 cammino &#8211; pi\u00f9 agile d&#8217;un gatto.\u00bb<br \/>\n\u00abSei vecchio, caro babbo\u00bb &#8211; gli disse il ragazzino &#8211;<br \/>\ne sei capace e vasto &#8211; pi\u00f9 assai d&#8217;un grosso tino:<br \/>\ne pur sfondato hai l&#8217;uscio &#8211; con una capriola;<br \/>\n\u00abdimmi di quali acrobati &#8211; andasti, babbo, a scuola?\u00bb<br \/>\n\u00abQuand&#8217;ero bambinello.\u00bb &#8211; rispose il padre saggio,<br \/>\nper rafforzar le membra, &#8211; io mi facea il massaggio<br \/>\nsempre con quest&#8217;unguento. &#8211; Un franco alla boccetta.<br \/>\n\u00abchi comperarlo vuole, &#8211; fa bene se s&#8217;affretta\u00bb<br \/>\n\u00abSei vecchio, caro babbo,\u00bb &#8211; gli disse il ragazzino, &#8211;<br \/>\n\u00abe tu non puoi mangiare &#8211; che pappa nel brodino;<br \/>\npure hai mangiato un&#8217;oca &#8211; col becco e tutte l&#8217;ossa<br \/>\nMa dimmi, ove la pigli, &#8211; o babbo, tanta possa?\u00bb<br \/>\n\u00abUn d\u00ec apprendevo legge\u00bb &#8211; il padre allor gli disse, &#8211;<br \/>\n\u00abed ebbi con mia moglie continue liti e risse,<br \/>\ne tanta forza impressi &#8211; alle ganasce allora,<br \/>\ntanta energia, che, vedi, &#8211; mi servon bene ancora.\u00bb<br \/>\n\u00abSei vecchio. caro babbo,\u00bb &#8211; gli disse il ragazzino<br \/>\n\u00abe certo come un tempo &#8211; non hai pi\u00f9 l&#8217;occhio fino:<br \/>\npur reggi in equilibrio &#8211; un pesciolin sul naso:<br \/>\nor come cos\u00ec desto &#8211; ti mostri in questo caso?\u00bb<br \/>\n\u00abA tutte le domande &#8211; io t&#8217;ho risposto gi\u00e0,<br \/>\n\u00abe finalmente basta!\u00bb &#8211; risposegli il pap\u00e0:<br \/>\n\u00abse tutto il giorno poi &#8211; mi vuoi cos\u00ec seccare.<br \/>\nti faccio con un calcio &#8211; le scale ruzzolare\u00bb<\/p>\n<p>&#8211; Non l&#8217;hai detta fedelmente, &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; Temo di no, &#8211; rispose timidamente Alice, &#8211; certo alcune parole sono diverse.<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;hai detta male, dalla prima parola all&#8217;ultima, &#8211; disse il Bruco con accento risoluto.<\/p>\n<p>Vi fu un silenzio per qualche minuto.<\/p>\n<p>Il Bruco fu il primo a parlare:<\/p>\n<p>&#8211; Di che statura vuoi essere? &#8211; domand\u00f2.<\/p>\n<p>&#8211; Oh, non vado tanto pel sottile in fatto di statura, &#8211; rispose in fretta Alice; &#8211; soltanto non \u00e8 piacevole mutar cos\u00ec spesso, sai.<\/p>\n<p>&#8211; Io non ne so nulla, &#8211; disse il Bruco.<\/p>\n<p>Alice non disse sillaba: non era stata mai tante volte contraddetta, e non ne poteva proprio pi\u00f9.<\/p>\n<p>&#8211; Sei contenta ora? &#8211; domand\u00f2 il Bruco.<\/p>\n<p>&#8211; Veramente vorrei essere un pochino pi\u00f9 grandetta, se non ti dispiacesse, &#8211; rispose Alice, &#8211; una statura di otto centimetri \u00e8 troppo meschina!<\/p>\n<p>&#8211; Otto centimetri fanno una magnifica statura! &#8211; disse il Bruco collerico, rizzandosi come uno stelo, mentre parlava (egli era alto esattamente otto centimetri).<\/p>\n<p>&#8211; Ma io non ci sono abituata! &#8211; si scus\u00f2 Alice in tono lamentoso. E poi pens\u00f2 fra s\u00e8: \u00abQuesta bestiolina s&#8217;offende per nulla!\u00bb<\/p>\n<p>&#8211; Col tempo ti ci abituerai, &#8211; disse il Bruco, e rimettendosi la pipa in bocca ricominci\u00f2 a fumare.<\/p>\n<p>Questa volta Alice aspett\u00f2 pazientemente che egli ricominciasse a parlare. Dopo due o tre minuti, il Bruco si tolse la pipa di bocca, sbadigli\u00f2 due o tre volte, e si scosse tutto. Poi discese dal fungo, e se ne and\u00f2 strisciando nell&#8217;erba, dicendo soltanto queste parole: &#8211; Un lato ti far\u00e0 diventare pi\u00f9 alta e l&#8217;altro ti far\u00e0 diventare pi\u00f9 bassa.<\/p>\n<p>\u00abUn lato di che cosa? L&#8217;altro lato di che cosa?\u00bb pens\u00f2 Alice fra s\u00e8.<\/p>\n<p>&#8211; Del fungo, &#8211; disse il Bruco, come se Alice lo avesse interrogato ad alta voce; e subito scomparve.<\/p>\n<p>Alice rimase pensosa un minuto guardando il fungo, cercando di scoprirne i due lati, ma siccome era perfettamente rotondo, trov\u00f2 la cosa difficile. A ogni modo allung\u00f2 pi\u00f9 che le fu possibile le braccia per circondare il fungo, e ne ruppe due pezzetti dell&#8217;orlo a destra e a sinistra.<\/p>\n<p>&#8211; Ed ora qual \u00e8 un lato e qual \u00e8 l&#8217;altro? &#8211; si domand\u00f2, e si mise ad addentare, per provarne l&#8217;effetto, il pezzettino che aveva a destra; l&#8217;istante dopo si sent\u00ec un colpo violento sotto il mento. Aveva battuto sul piede!<\/p>\n<p>Quel mutamento subitaneo la spavent\u00f2 molto; ma non c&#8217;era tempo da perdere, perch\u00e8 ella si contraeva rapidamente; cos\u00ec si mise subito ad addentare l&#8217;altro pezzo. Il suo mento era talmente aderente al piede che a mala pena trov\u00f2 spazio per aprir la bocca; finalmente riusc\u00ec a inghiottire una briccica del pezzettino di sinistra.<\/p>\n<p>&#8211; Ecco, la mia testa \u00e8 libera finalmente! &#8211; esclam\u00f2 Alice gioiosa; ma la sua allegrezza si mut\u00f2 in terrore, quando si accorse che non poteva pi\u00f9 trovare le spalle: tutto ci\u00f2 che poteva vedere, guardando in basso, era un collo lungo lungo che sembrava elevarsi come uno stelo in un mare di foglie verdi, che stavano a una bella distanza al di sotto.<\/p>\n<p>&#8211; Che cosa \u00e8 mai quel campo verde? &#8211; disse Alice. &#8211; E le mie spalle dove sono? Oh povera me! perch\u00e8 non vi veggo pi\u00f9, o mie povere mani? &#8211; E andava movendole mentre parlava, ma non seguiva altro effetto che un piccolo movimento fra le foglie verdi lontane.<\/p>\n<p>E siccome non sembrava possibile portar le mani alla testa, tent\u00f2 di piegare la testa verso le mani, e fu contenta di rilevare che il collo si piegava e si moveva in ogni senso come il corpo d&#8217;un serpente. Era riuscita a curvarlo in gi\u00f9 in forma d&#8217;un grazioso zig-zag, e stava per tuffarlo fra le foglie (le cime degli alberi sotto i quali s&#8217;era smarrita), quando sent\u00ec un sibilo acuto, che glielo fece ritrarre frettolosamente: un grosso Colombo era volato su di lei e le sbatteva violentemente le ali contro la faccia.<\/p>\n<p>&#8211; Serpente! &#8211; grid\u00f2 il Colombo.<\/p>\n<p>&#8211; Io non sono un serpente, &#8211; disse Alice indignata. &#8211; Vattene!<\/p>\n<p>&#8211; Serpente, dico! &#8211; ripet\u00e8 il Colombo, ma con tono pi\u00f9 dimesso, e soggiunse singhiozzando: &#8211; Ho cercato tutti i rimedi, ma invano.<\/p>\n<p>&#8211; Io non comprendo affatto di che parli, &#8211; disse Alice.<\/p>\n<p>&#8211; Ho provato le radici degli alberi, ho provato i clivi, ho provato le siepi, &#8211; continu\u00f2 il Colombo senza badarle; &#8211; ma i serpenti! Oh, non c&#8217;\u00e8 modo di accontentarli!<\/p>\n<p>Alice sempre pi\u00f9 confusa, pens\u00f2 che sarebbe stato inutile dir nulla, sin che il Colombo non avesse finito.<\/p>\n<p>&#8211; Come se fosse poco disturbo covar le uova, &#8211; disse il Colombo. &#8211; Bisogna vegliarle giorno e notte! Sono tre settimane che non chiudo occhio!<\/p>\n<p>&#8211; Mi dispiace di vederti cos\u00ec sconsolato! disse Alice, che cominciava a comprendere.<\/p>\n<p>&#8211; E appunto quando avevo scelto l&#8217;albero pi\u00f9 alto del bosco, &#8211; continu\u00f2 il Colombo con un grido disperato, &#8211; e mi credevo al sicuro finalmente, ecco che mi discendono dal cielo! Ih! Brutto serpente!<\/p>\n<p>&#8211; Ma io non sono un serpente, ti dico! &#8211; rispose Alice. &#8211; lo sono una&#8230; Io sono una&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Bene, chi sei? &#8211; chiese il Colombo. &#8211; \u00c8 chiaro che tu cerchi dei raggiri per ingannarmi!<\/p>\n<p>&#8211; Io&#8230; io sono una bambina, &#8211; rispose Alice, ma con qualche dubbio, perch\u00e8 si rammentava i molti mutamenti di quel giorno.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 una frottola! &#8211; disse il Colombo col tono del pi\u00f9 amaro disprezzo. &#8211; Ho veduto molte bambine in vita mia, ma con un collo come il tuo, mai. No, no! Tu sei un serpente, \u00e8 inutile negarlo. Scommetto che avrai la faccia di dirmi che non hai assaggiato mai un uovo!<\/p>\n<p>&#8211; Ma certo che ho mangiato delle uova, &#8211; soggiunse Alice, che era una bambina molto sincera. &#8211; Non son soli i serpenti a mangiare le uova; le mangiano anche le bambine.<\/p>\n<p>&#8211; Non ci credo, &#8211; disse il Colombo, &#8211; ma se cos\u00ec fosse le bambine sarebbero un&#8217;altra razza di serpenti, ecco tutto.<\/p>\n<p>Questa idea parve cos\u00ec nuova ad Alice che rimase in silenzio per uno o due minuti; il Colombo colse quell&#8217;occasione per aggiungere: &#8211; Tu vai a caccia di uova, questo \u00e8 certo, e che m&#8217;importa, che tu sia una bambina o un serpente?<\/p>\n<p>&#8211; Ma importa moltissimo a me, &#8211; rispose subito Alice. &#8211; A ogni modo non vado in cerca di uova; e anche se ne cercassi, non ne vorrei delle tue; crude non mi piacciono.<\/p>\n<p>&#8211; Via dunque da me! &#8211; disse brontolando il Colombo, e si accovacci\u00f2 nel nido. Alice s&#8217;appiatt\u00f2 come meglio pot\u00e8 fra gli alberi, perch\u00e8 il collo le s&#8217;intralciava tra i rami, e spesso doveva fermarsi per distrigarnelo. Dopo qualche istante, si ricord\u00f2 che aveva tuttavia nelle mani i due pezzettini di fungo, e si mise all&#8217;opera con molta accortezza addentando ora l&#8217;uno ora l&#8217;altro, e cos\u00ec diventava ora pi\u00f9 alta ora pi\u00f9 bassa, finch\u00e8 riusc\u00ec a riavere la sua statura giusta.<\/p>\n<p>Era da tanto tempo che non aveva la sua statura giusta, che da prima le parve strano; ma vi si abitu\u00f2 in pochi minuti, e ricominci\u00f2 a parlare fra s\u00e8 secondo il solito. &#8211; Ecco sono a met\u00e0 del mio piano! Sono pure strani tutti questi mutamenti! Non so mai che diventer\u00f2 da un minuto all&#8217;altro! Ad ogni modo, sono tornata alla mia statura normale: ora bisogna pensare ad entrare in quel bel giardino&#8230; Come far\u00f2, poi?<\/p>\n<p>E cos\u00ec dicendo, giunse senza avvedersene in un piazzale che aveva nel mezzo una casettina alta circa un metro e venti. &#8211; Chiunque vi abiti, &#8211; pens\u00f2 Alice, &#8211; non posso con questa mia statura fargli una visita; gli farei una gran paura!<\/p>\n<p>E cominci\u00f2 ad addentare il pezzettino che aveva nella destra, e non os\u00f2 di avvicinarsi alla casa, se non quando ebbe la statura d&#8217;una ventina di centimetri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Capitolo 6<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Porco e Pepe<\/strong><br \/>\nPer un po&#8217; si mise a guardare la casa, e non sapeva che fare, quando ecco un valletto in livrea uscire<br \/>\nin corsa dalla foresta&#8230; (lo prese per un valletto perch\u00e9 era in livrea, altrimenti al viso lo avrebbe<br \/>\ncreduto un pesce), e picchiare energicamente all&#8217;uscio con le nocche delle dita. La porta fu aperta da<br \/>\nun altro valletto in livrea, con una faccia rotonda e degli occhi grossi, come un ranocchio; ed Alice<br \/>\nosserv\u00f2 che entrambi portavano delle parrucche inanellate e incipriate. Le venne la curiosit\u00e0 di<br \/>\nsapere di che si trattasse, e usc\u00ec cautamente dal cantuccio della foresta, e si mise ad origliare.<br \/>\nIl pesce valletto cav\u00f2 di sotto il braccio un letterone grande quasi quanto lui, e lo present\u00f2 all&#8217;altro,<br \/>\ndicendo solennemente: \u00abPer la Duchessa. Un invito della Regina per giocare una partita di croquet.\u00bb<br \/>\nIl ranocchio valletto rispose nello stesso tono di voce, ma cambiando l&#8217;ordine delle parole: \u00abDalla<br \/>\nRegina. Un invito per la Duchessa per giocare una partita di croquet.\u00bb<br \/>\nEd entrambi s&#8217;inchinarono sino a terra, e le ciocche de&#8217; loro capelli si confusero insieme.<br \/>\nAlice scoppi\u00f2 in una gran risata, e si rifugi\u00f2 nel bosco per non farsi sentire, e quando torn\u00f2 il pesce<br \/>\nvalletto se n&#8217;era andato, e l&#8217;altro s&#8217;era seduto sulla soglia dell&#8217;uscio, fissando stupidamente il cielo.<br \/>\nAlice si avvicin\u00f2 timidamente alla porta e picchi\u00f2.<br \/>\n&#8211; \u00c8 inutile picchiare, &#8211; disse il valletto, &#8211; e questo per due ragioni. La prima perch\u00e9 io sto dalla stessa<br \/>\nparte della porta dove tu stai, la seconda perch\u00e9 di dentro si sta facendo tanto fracasso, che non<br \/>\nsentirebbe nessuno. &#8211; E davvero si sentiva un gran fracasso di dentro, un guaire e uno starnutire<br \/>\ncontinui, e di tempo in tempo un gran scroscio, come se un piatto o una caldaia andasse in pezzi.<br \/>\n&#8211; Per piacere, &#8211; domand\u00f2 Alice, &#8211; che ho da fare per entrare?<br \/>\n&#8211; Il tuo picchiare avrebbe un significato, &#8211; continu\u00f2 il valletto senza badarle, &#8211; se la porta fosse fra<br \/>\nnoi due. Per esempio se tu fossi dentro, e picchiassi, io potrei farti uscire, capisci.<br \/>\nE parlando continuava a guardare il cielo, il che ad Alice pareva un atto da maleducato. \u00abMa forse<br \/>\nnon pu\u00f2 farne a meno, &#8211; disse fra s\u00e9 &#8211; ha gli occhi quasi sull&#8217;orlo della fronte! Potrebbe per\u00f2<br \/>\nrispondere a qualche domanda&#8230;\u00bb &#8211; Come fare per entrare? &#8211; disse Alice ad alta voce.<br \/>\n&#8211; Io me ne star\u00f2 qui, &#8211; osserv\u00f2 il valletto, &#8211; fino a domani&#8230;<br \/>\nIn quell&#8217;istante la porta si apr\u00ec, e un gran piatto vol\u00f2 verso la testa del valletto, gli sfior\u00f2 il naso e si<br \/>\nruppe in cento pezzi contro un albero pi\u00f9 oltre.<br \/>\n-&#8230;forse fino a poidomani, &#8211; continu\u00f2 il valletto come se nulla fosse accaduto.<br \/>\n&#8211; Come debbo fare per entrare? &#8211; grid\u00f2 Alice pi\u00f9 forte.<br \/>\n&#8211; Devi entrare? &#8211; rispose il valletto. &#8211; Si tratta di questo principalmente, sai.<br \/>\nSenza dubbio, ma Alice non voleva sentirlo dire. \u00ab\u00c8 spaventoso, &#8211; mormor\u00f2 fra s\u00e9, &#8211; il modo con cui<br \/>\ndiscutono queste bestie. Mi farebbero diventar matta!\u00bb<br \/>\nIl valletto colse l&#8217;occasione per ripetere l&#8217;osservazione con qualche variante: &#8211; io me ne star\u00f2 seduto<br \/>\nqui per giorni e giorni.<br \/>\n&#8211; Ma io che debbo fare? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Quel che ti pare e piace, &#8211; rispose il valletto, e si mise a fischiare.<br \/>\n&#8211; \u00c8 inutile discutere con lui, &#8211; disse Alice disperata: &#8211; \u00e8 un perfetto imbecille! &#8211; Apr\u00ec la porta ed<br \/>\nentr\u00f2.<br \/>\nLa porta conduceva di filato a una vasta cucina, da un capo all&#8217;altro invasa di fumo: la Duchessa<br \/>\nsedeva in mezzo su uno sgabello a tre piedi, cullando un bambino in seno; la cuoca era di fronte al<br \/>\nfornello, rimestando in un calderone che pareva pieno di minestra.<br \/>\n\u00abCerto, c&#8217;\u00e8 troppo pepe in quella minestra!\u00bb &#8211; disse Alice a s\u00e9 stessa, non potendo frenare uno<br \/>\nstarnuto.<br \/>\nDavvero c&#8217;era troppo sentor di pepe in aria.<br \/>\nAnche la Duchessa starnutiva qualche volta; e quanto al bambino non faceva altro che starnutire e<br \/>\nstrillare senza un istante di riposo. I soli due esseri che non starnutivano nella cucina, erano la cuoca<br \/>\ne un grosso gatto, che se ne stava accoccolato sul focolare, ghignando con tutta la bocca, da un<br \/>\norecchio all&#8217;altro.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2454 alignleft\" src=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-gatto.png\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-gatto.png 220w, https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-gatto-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/>&#8211; Per piacere, &#8211; domand\u00f2 Alice un po&#8217; timidamente, perch\u00e9 non era certa che fosse buona creanza di<br \/>\ncominciare lei a parlare, &#8211; perch\u00e9 il suo gatto ghigna cos\u00ec?<br \/>\n&#8211; \u00c8 un Ghignagatto, &#8211; rispose la Duchessa, &#8211; ecco perch\u00e9. Porco!<br \/>\nElla pronunci\u00f2 l&#8217;ultima parola con tanta energia, che Alice fece un balzo; ma subito comprese che<br \/>\nquel titolo era dato al bambino, e non gi\u00e0 a lei. Cos\u00ec si riprese e continu\u00f2:<br \/>\n&#8211; Non sapevo che i gatti ghignassero a quel modo: anzi non sapevo neppure che i gatti potessero<br \/>\nghignare.<br \/>\n&#8211; Tutti possono ghignare, &#8211; rispose la Duchessa; &#8211; e la maggior parte ghignano.<br \/>\n&#8211; Non ne conosco nessuno che sappia farlo, &#8211; replic\u00f2 Alice con molto rispetto, e contenta finalmente<br \/>\ndi conversare.<br \/>\n&#8211; Tu non sai molto, &#8211; disse la Duchessa; &#8211; non c&#8217;\u00e8 da dubitarne!<br \/>\nIl tono secco di questa conversazione non piacque ad Alice, che volle cambiar discorso. Mentre<br \/>\ncercava un soggetto, la cuoca tolse il calderone della minestra dal fuoco, e tosto si mise a gettare<br \/>\ntutto ci\u00f2 che le stava vicino contro la Duchessa e il bambino&#8230; Scagli\u00f2 prima le molle, la padella, e<br \/>\nl&#8217;attizzatoio; poi un nembo di casseruole, di piatti e di tondi. La duchessa non se ne dava per intesa,<br \/>\nnemmeno quand&#8217;era colpita; e il bambino guaiva gi\u00e0 tanto, che era impossibile dire se i colpi gli<br \/>\nfacessero male o no.<br \/>\n&#8211; Ma badi a quel che fa! &#8211; grid\u00f2 Alice, saltando qua e l\u00e0 atterrita. &#8211; Addio naso! &#8211; continu\u00f2 a dire,<br \/>\nmentre un grosso tegame sfiorava il naso del bimbo e poco manc\u00f2 non glielo portasse via.<br \/>\n&#8211; Se tutti badassero ai fatti loro, &#8211; esclam\u00f2 la Duchessa con un rauco grido, &#8211; il mondo andrebbe<br \/>\nmolto pi\u00f9 presto di quanto non faccia.<br \/>\n&#8211; Non sarebbe un bene, &#8211; disse Alice, lieta di poter sfoggiare la sua dottrina. &#8211; Pensi che sarebbe del<br \/>\ngiorno e della notte! La terra, com&#8217;ella sa, ci mette ventiquattro ore a girare intorno al suo asse&#8230;<br \/>\n&#8211; A proposito di asce! &#8211; grid\u00f2 la Duchessa, &#8211; tagliatele la testa!<br \/>\nAlice guard\u00f2 ansiosamente la cuoca per vedere se ella intendesse obbedire; ma la cuoca era<br \/>\noccupata a rimestare la minestra, e, non pareva che avesse ascoltato, perci\u00f2 and\u00f2 innanzi dicendo:<br \/>\n&#8211; Ventiquattro ore, credo; o dodici? Io&#8230;<br \/>\n&#8211; Oh non mi seccare, &#8211; disse la Duchessa. &#8211; Ho sempre odiato i numeri! &#8211; E si rimise a cullare il<br \/>\nbimbo, cantando una certa sua ninnananna, e dandogli una violenta scossa alla fine d&#8217;ogni strofa:<br \/>\nVo col bimbo per la corte,<br \/>\nse starnuta d\u00e0gli forte: lui<br \/>\nlo sa che infastidisce<br \/>\ne per picca starnutisce.<br \/>\nCoro<br \/>\n(al quale si unisce la cuoca)<br \/>\nAhi ahi ahi!!!<br \/>\nMentre la Duchessa cantava il secondo verso, scoteva il bimbo su e gi\u00f9 con molta violenza, e il<br \/>\npoverino strillava tanto che Alice appena pot\u00e9 udire le parole della canzoncina:<br \/>\nVo col bimbo per le corte,<br \/>\nse starnuta gli d\u00f2 forte;<br \/>\nlui se vuole pu\u00f2 mangiare<br \/>\ntutto il pepe che gli pare.<br \/>\nCoro<br \/>\nAhi, ahi ahi!!!<br \/>\n&#8211; Tieni, lo potrai cullare un poco se ti piace! &#8211; disse la Duchessa ad Alice, buttandole il bimbo in<br \/>\nbraccio. &#8211; Vado a prepararmi per giocare una partita a croquet con la Regina. &#8211; E usc\u00ec in fretta dalla<br \/>\nstanza. La cuoca le scaravent\u00f2 addosso una padella, e per un pelo non la colse.<br \/>\nAlice afferr\u00f2 il bimbo, ma con qualche difficolt\u00e0, perch\u00e9 era una creatura stranissima; springava le<br \/>\nmani e i piedi in tutti i sensi, \u00abproprio come una stella di mare\u00bb pens\u00f2 Alice. Il poverino quando<br \/>\nAlice lo prese, ronfava come una macchina a vapore e continuava a contorcersi e a divincolarsi cos\u00ec<br \/>\nche, per qualche istante, ella dubit\u00f2 di non poterlo neanche reggere.<br \/>\nAppena la fanciulla ebbe trovato la maniera di cullarlo a modo, (e questo consist\u00e8 nel ridurlo a una<br \/>\nspecie di nodo, e nell&#8217;afferrarlo al piede sinistro e all&#8217;orecchio destro, per impedirgli di sciogliersi) lo<br \/>\nport\u00f2 all&#8217;aria aperta.<br \/>\n&#8211; Se non mi porto via questo bambino, &#8211; osserv\u00f2 Alice, &#8211; \u00e8 certo che fra qualche giorno lo<br \/>\nammazzeranno; non sarebbe un assassinio l&#8217;abbandonarlo? &#8211; Disse le ultime parole a voce alta, e il<br \/>\npoverino si mise a grugnire per risponderle (non starnutiva pi\u00f9 allora). &#8211; Non grugnire, &#8211; disse Alice,<br \/>\n&#8211; non \u00e8 educazione esprimersi a codesto modo.<br \/>\nIl bambino grugn\u00ec di nuovo, e Alice lo guard\u00f2 ansiosamente in faccia per vedere che avesse. Aveva<br \/>\nun naso troppo all&#8217;ins\u00f9, e non c&#8217;era dubbio che rassomigliava pi\u00f9 a un grugno che a un naso vero e<br \/>\nproprio; e poi gli occhi gli stavano diventando cos\u00ec piccoli che non parevano di un bambino: in<br \/>\ncomplesso quell&#8217;aspetto non piaceva ad Alice. \u00abForse singhiozzava\u00bb, pens\u00f2, e lo guard\u00f2 di nuovo<br \/>\nnegli occhi per vedere se ci fossero lagrime.<br \/>\nMa non ce n&#8217;erano. &#8211; Carino mio, se tu ti trasformi in un porcellino, &#8211; disse Alice seriamente, &#8211; non<br \/>\nvoglio aver pi\u00f9 nulla a che fare con te. Bada dunque! &#8211; Il poverino si rimise a singhiozzare (o a<br \/>\ngrugnire, chi sa, era difficile dire) e si and\u00f2 innanzi in silenzio per qualche tempo.<br \/>\nAlice, intanto, cominciava a riflettere: \u00abChe cosa ho da fare di questa creatura quando arrivo a<br \/>\ncasa?\u00bb allorch\u00e8 quella creatura grugn\u00ec di nuovo e con tanta energia, che ella lo guard\u00f2 in faccia<br \/>\nsgomenta. Questa volta non c&#8217;era dubbio: era un porcellino vero e proprio, ed ella si convinse che<br \/>\nera assurdo portarlo oltre.<br \/>\nCos\u00ec depose la bestiolina in terra, e si sent\u00ec sollevata quando la vide trottar via tranquillamente verso<br \/>\nil bosco. &#8211; Se fosse cresciuto, sarebbe stato un ragazzo troppo brutto; ma diventer\u00e0 un magnifico<br \/>\nporco, credo. &#8211; E si ricord\u00f2 di certi fanciulli che conosceva, i quali avrebbero potuto essere degli<br \/>\nottimi porcellini, e stava per dire: &#8211; Se si sapesse il vero modo di trasformarli&#8230; &#8211; quando sussult\u00f2 di<br \/>\npaura, scorgendo il Ghignagatto, seduto su un ramo d&#8217;albero a pochi passi di distanza.<br \/>\nIl Ghignagatto si mise soltanto a ghignare quando vide Alice.\u00abSembra di buon umore, &#8211; essa pens\u00f2;<br \/>\n&#8211; ma ha le unghie troppo lunghe, ed ha tanti denti,\u00bb perci\u00f2 si dispose a trattarlo con molto rispetto.<br \/>\n&#8211; Ghignagatto, &#8211; cominci\u00f2 a parlargli con un poco di timidezza, perch\u00e9 non sapeva se quel nome gli<br \/>\npiacesse; comunque egli fece un ghigno pi\u00f9 grande. \u00abEcco, ci ha piacere,\u00bb pens\u00f2 Alice e continu\u00f2: &#8211;<br \/>\nVorresti dirmi per dove debbo andare?<br \/>\n&#8211; Dipende molto dal luogo dove vuoi andare, &#8211; rispose il Gatto.<br \/>\n&#8211; Poco m&#8217;importa dove&#8230; &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Allora importa poco sapere per dove devi andare, &#8211; soggiunse il Gatto.<br \/>\n-&#8230;purch\u00e8 giunga in qualche parte, &#8211; riprese Alice come per spiegarsi meglio.<br \/>\n&#8211; Oh certo vi giungerai! &#8211; disse il Gatto, non hai che da camminare.<br \/>\nAlice sent\u00ec che quegli aveva ragione e tent\u00f2 un&#8217;altra domanda. &#8211; Che razza di gente c&#8217;\u00e8 in questi<br \/>\ndintorni?<br \/>\n&#8211; Da questa parte, &#8211; rispose il Gatto, facendo un cenno con la zampa destra, &#8211; abita un Cappellaio; e<br \/>\nda questa parte, &#8211; indicando con l&#8217;altra zampa, &#8211; abita una Lepre di Marzo. Visita l&#8217;uno o l&#8217;altra, sono<br \/>\ntutt&#8217;e due matti.<br \/>\n&#8211; Ma io non voglio andare fra i matti, &#8211; osserv\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Oh non ne puoi fare a meno, &#8211; disse il Gatto, &#8211; qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta.<br \/>\n&#8211; Come sai che io sia matta? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Tu sei matta, &#8211; disse il Gatto, &#8211; altrimenti non saresti venuta qui.<br \/>\nNon parve una ragione sufficiente ad Alice, ma pure continu\u00f2: &#8211; E come sai che tu sei matto?<br \/>\n&#8211; Intanto, &#8211; disse il Gatto, &#8211; un cane non \u00e8 matto. Lo ammetti?<br \/>\n&#8211; Ammettiamolo, &#8211; rispose Alice.<br \/>\n&#8211; Bene, &#8211; continu\u00f2 il Gatto, &#8211; un cane brontola quando \u00e8 in collera, e agita la coda quando \u00e8 contento.<br \/>\nOra io brontolo quando sono contento ed agito la coda quando sono triste. Dunque sono matto.<br \/>\n&#8211; Io direi far le fusa e non gi\u00e0 brontolare, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Di&#8217; come ti pare, &#8211; rispose il Gatto. &#8211; Vai oggi dalla Regina a giocare a croquet?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, che ci andrei, &#8211; disse Alice, &#8211; ma non sono stata ancora invitata.<br \/>\n&#8211; Mi rivedrai da lei, &#8211; disse il Gatto, e scomparve.<br \/>\nAlice non se ne sorprese; si stava abituando a veder cose strane. Mentre guardava ancora il posto<br \/>\noccupato dal Gatto, eccolo ricomparire di nuovo.<br \/>\n&#8211; A proposito, che n&#8217;\u00e8 successo del bambino? &#8211; disse il Gatto. -.Avevo dimenticato di domandartelo.<br \/>\n&#8211; S&#8217;\u00e8 trasformato in porcellino, &#8211; rispose Alice tranquillamente, come se la ricomparsa del Gatto<br \/>\nfosse pi\u00f9 che naturale.<br \/>\n&#8211; Me l&#8217;ero figurato, &#8211; disse il Gatto, e svan\u00ec di nuovo.<br \/>\nAlice aspett\u00f2 un poco con la speranza di rivederlo, ma non ricomparve pi\u00f9, ed ella pochi istanti<br \/>\ndopo prese la via dell&#8217;abitazione della Lepre di Marzo. \u00abDi cappellai ne ho veduti tanti, &#8211; disse fra<br \/>\ns\u00e9: &#8211; sar\u00e0 pi\u00f9 interessante la Lepre di Marzo. Ma siccome siamo nel mese di maggio, non sar\u00e0 poi<br \/>\ntanto matta&#8230; almeno sar\u00e0 meno matta che in marzo\u00bb. Mentre diceva cos\u00ec guard\u00f2 in su, e vide di<br \/>\nnuovo il Gatto, seduto sul ramo d&#8217;un albero.<br \/>\n&#8211; Hai detto porcellino o porcellana? &#8211; domand\u00f2 il Gatto.<br \/>\n&#8211; Ho detto porcellino, &#8211; rispose Alice; &#8211; ma ti prego di non apparire e scomparire con tanta rapidit\u00e0:<br \/>\nmi fai girare il capo!<br \/>\n&#8211; Hai ragione, &#8211; disse il Gatto; e questa volta svan\u00ec adagio adagio; cominciando con la fine della<br \/>\ncoda e finendo col ghigno, il quale rimase per qualche tempo sul ramo, dopo che tutto s&#8217;era<br \/>\ndileguato.<br \/>\n&#8211; Curioso! ho veduto spesso un gatto senza ghigno; &#8211; osserv\u00f2 Alice, &#8211; mai un ghigno senza Gatto. \u00c8<br \/>\nla cosa pi\u00f9 strana che mi sia capitata!<br \/>\nNon s&#8217;era allontanata di molto, quando arriv\u00f2 di fronte alla dimora della Lepre di Marzo: pens\u00f2 che<br \/>\nfosse proprio quella, perch\u00e9 i comignoli avevano la forma di orecchie, e il tetto era coperto di pelo.<br \/>\nLa casa era cos\u00ec grande che ella non os\u00f2 avvicinarsi se non dopo aver sbocconcellato un po&#8217; del<br \/>\nfungo che aveva nella sinistra, e esser cresciuta quasi sessanta centimetri di altezza: ma questo non<br \/>\nla rendeva pi\u00f9 coraggiosa. Mentre si avvicinava, diceva fra s\u00e9: \u00abE se poi fosse pazza furiosa?<br \/>\nSarebbe meglio che fossi andata dal Cappellaio.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 7<br \/>\nUN T\u00c8 DI MATTI<\/h2>\n<p>Sotto un albero di rimpetto alla casa c&#8217;era una tavola apparecchiata. Vi prendevano il t\u00e8 la Lepre di<br \/>\nMarzo e il Cappellaio. Un Ghiro profondamente addormentato stava fra di loro, ed essi se ne<br \/>\nservivano come se fosse stato un guanciale, poggiando su di lui i gomiti, e discorrendogli sulla testa.<br \/>\n\u00abUn gran disturbo per il Ghiro, &#8211; pens\u00f2 Alice, &#8211; ma siccome dorme, immagino che non se ne importi<br \/>\nn\u00e9 punto, n\u00e9 poco.\u00bb<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2455 alignleft\" src=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-Teaparty.png\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-Teaparty.png 310w, https:\/\/www.happynewlife.it\/it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-Teaparty-300x223.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/>La tavola era vasta, ma i tre stavano stretti tutti in un angolo: &#8211; Non c&#8217;\u00e8 posto! Non c&#8217;\u00e8 posto! &#8211;<br \/>\ngridarono, vedendo Alice avvicinarsi.<br \/>\n&#8211; C&#8217;\u00e8 tanto posto! &#8211; disse Alice sdegnata, e si sdrai\u00f2 in una gran poltrona, a un&#8217;estremit\u00e0 della tavola.<br \/>\n&#8211; Vuoi un po&#8217; di vino? &#8211; disse la Lepre di Marzo affabilmente.<br \/>\nAlice osserv\u00f2 la mensa, e vide che non c&#8217;era altro che t\u00e8. &#8211; Non vedo il vino, &#8211; ella osserv\u00f2.<br \/>\n&#8211; Non ce n&#8217;\u00e8, replic\u00f2 la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Ma non \u00e8 creanza invitare a bere quel che non c&#8217;\u00e8, &#8211; disse Alice in collera.<br \/>\n&#8211; Neppure \u00e8 stata creanza da parte tua sederti qui senza essere invitata, &#8211; osserv\u00f2 la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Non sapevo che la tavola ti appartenesse, &#8211; rispose Alice; &#8211; \u00e8 apparecchiata per pi\u00f9 di tre.<br \/>\n&#8211; Dovresti farti tagliare i capelli, &#8211; disse il Cappellaio. Egli aveva osservato Alice per qualche istante<br \/>\ncon molta curiosit\u00e0, e quelle furono le sue prime parole.<br \/>\n-Tu non dovresti fare osservazioni personali, &#8211; disse Alice un po&#8217; severa; &#8211; \u00e8 sconveniente.<br \/>\nIl Cappellaio spalanc\u00f2 gli occhi; ma quel che rispose fu questo: &#8211; Perch\u00e9 un corvo somiglia a uno<br \/>\nscrittoio?<br \/>\n&#8211; Ecco, ora staremo allegri! &#8211; pens\u00f2 Alice. -Sono contenta che hanno cominciato a proporre degli<br \/>\nindovinelli&#8230; credo di poterlo indovinare, &#8211; soggiunse ad alta voce.<br \/>\n&#8211; Intendi dire che credi che troverai la risposta? &#8211; domand\u00f2 la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Appunto, &#8211; rispose Alice.<br \/>\n&#8211; Ebbene, dicci ci\u00f2 che intendi, &#8211; disse la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Ecco, &#8211; riprese Alice in fretta; &#8211; almeno intendo ci\u00f2 che dico&#8230; \u00e8 lo stesso, capisci.<br \/>\n&#8211; Ma che lo stesso! &#8211; disse il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Sarebbe come dire che \u00abveggo ci\u00f2 che mangio\u00bb sia lo stesso di \u00abmangio quel che veggo.\u00bb<br \/>\n&#8211; Sarebbe come dire, &#8211; soggiunse la Lepre di Marzo, &#8211; che \u00abmi piace ci\u00f2 che prendo\u00bb, sia lo stesso<br \/>\nche \u00abprendo ci\u00f2 che mi piace?\u00bb<br \/>\n&#8211; Sarebbe come dire, &#8211; aggiunse il Ghiro che pareva parlasse nel sonno, &#8211; che \u00abrespiro quando<br \/>\ndormo\u00bb, sia lo stesso che \u00abdormo quando respiro?\u00bb<br \/>\n&#8211; \u00c8 lo stesso per te, &#8211; disse il Cappellaio. E qui la conversazione cadde, e tutti stettero muti per un<br \/>\npoco, mentre Alice cercava di ricordarsi tutto ci\u00f2 che sapeva sui corvi e sugli scrittoi, il che non era<br \/>\nmolto.<br \/>\nIl Cappellaio fu il primo a rompere il silenzio. &#8211; Che giorno del mese abbiamo? &#8211; disse, volgendosi<br \/>\nad Alice. Aveva cavato l&#8217;orologio dal taschino e lo guardava con un certo timore, scuotendolo di<br \/>\ntanto in tanto, e portandoselo all&#8217;orecchio.<br \/>\nAlice medit\u00f2 un po&#8217; e rispose: &#8211; Oggi ne abbiamo quattro.<br \/>\n&#8211; Sbaglia di due giorni! &#8211; osserv\u00f2 sospirando il Cappellaio. &#8211; Te lo avevo detto che il burro avrebbe<br \/>\nguastato il congegno! &#8211; soggiunse guardando con disgusto la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Il burro era ottimo, &#8211; rispose umilmente la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; &#8211; S\u00ec ma devono esserci entrate anche delle molliche di pane, &#8211; borbott\u00f2 il Cappellaio, &#8211; non dovevi<br \/>\nmetterlo dentro col coltello del pane.<br \/>\nLa Lepre di Marzo prese l&#8217;orologio e lo guard\u00f2 malinconicamente: poi lo tuff\u00f2 nella sua tazza di t\u00e8,<br \/>\ne l&#8217;osserv\u00f2 di nuovo: ma non seppe far altro che ripetere l&#8217;osservazione di dianzi: &#8211; Il burro era<br \/>\nottimo, sai.<br \/>\nAlice, che l&#8217;aveva guardato curiosamente, con la coda dell&#8217;occhio, disse:<br \/>\n&#8211; Che strano orologio! segna i giorni e non dice le ore.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9? &#8211; esclam\u00f2 il Cappellaio. &#8211; Che forse il tuo orologio segna in che anno siamo?<br \/>\n&#8211; No, &#8211; si affrett\u00f2 a rispondere Alice &#8211; ma l&#8217;orologio segna lo stesso anno per molto tempo.<br \/>\n&#8211; Quello che fa il mio, &#8211; rispose il Cappellaio.<br \/>\nAlice ebbe un istante di grande confusione. Le pareva che l&#8217;osservazione del Cappellaio non avesse<br \/>\nalcun senso; e pure egli parlava correttamente. &#8211; Non ti comprendo bene! &#8211; disse con la maggiore<br \/>\ndelicatezza possibile.<br \/>\n&#8211; Il Ghiro s&#8217;\u00e8 di nuovo addormentato, &#8211; disse il Cappellaio, e gli vers\u00f2 sul naso un poco di t\u00e8<br \/>\nbollente.<br \/>\nIl Ghiro scosse la testa con atto d&#8217;impazienza, e senza aprire gli occhi disse: &#8211; Gi\u00e0! Gi\u00e0! stavo per<br \/>\ndirlo io.<br \/>\n&#8211; Credi ancora di aver sciolto l&#8217;indovinello? &#8211; disse il Cappellaio, volgendosi di nuovo ad Alice.<br \/>\n&#8211; No, ci rinunzio, &#8211; rispose Alice. &#8211; Qual&#8217;\u00e8 la risposta?<br \/>\n&#8211; Non la so, &#8211; rispose il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Neppure io, &#8211; rispose la Lepre di Marzo.<br \/>\nAlice sospir\u00f2 seccata, e disse: &#8211; Ma credo potresti fare qualche cosa di meglio che perdere il tempo,<br \/>\nproponendo indovinelli senza senso.<br \/>\n&#8211; Se tu conoscessi il tempo come lo conosco io, &#8211; rispose il Cappellaio, &#8211; non diresti che lo<br \/>\nperdiamo. Domandaglielo.<br \/>\n&#8211; Non comprendo che vuoi dire, &#8211; osserv\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Certo che non lo comprendi! &#8211; disse il Cappellaio, scotendo il capo con aria di disprezzo &#8211;<br \/>\nScommetto che tu non hai mai parlato col tempo.<br \/>\n&#8211; Forse no, &#8211; rispose prudentemente Alice; &#8211; ma so che debbo battere il tempo quando studio la<br \/>\nmusica.<br \/>\n&#8211; Ahi, adesso si spiega, &#8211; disse il Cappellaio. &#8211; Il tempo non vuol esser battuto. Se tu fossi in buone<br \/>\nrelazioni con lui, farebbe dell&#8217;orologio ci\u00f2 che tu vuoi. Per esempio, supponi che siano le nove, l&#8217;ora<br \/>\ndelle lezioni, basterebbe che gli dicessi una parolina all orecchio, e in un lampo la lancetta andrebbe<br \/>\ninnanzi! Mezzogiorno, l&#8217;ora del desinare!<br \/>\n(\u00abVorrei che fosse mezzogiorno,\u00bb bisbigli\u00f2 fra s\u00e9 la Lepre di Marzo).<br \/>\n&#8211; Sarebbe magnifico, davvero &#8211; disse Alice pensosa: &#8211; ma non avrei fame a quell&#8217;ora, capisci.<br \/>\n&#8211; Da principio, forse, no, &#8211; riprese il Cappellaio, &#8211; ma potresti fermarlo su le dodici fin quando ti<br \/>\nparrebbe e piacerebbe.<br \/>\n&#8211; E tu fai cos\u00ec? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\nIl Cappellaio scosse mestamente la testa e rispose: &#8211; Io no. Nel marzo scorso abbiamo litigato&#8230;<br \/>\nproprio quando divent\u00f2 matta lei&#8230; &#8211; (e indic\u00f2 col cucchiaio la Lepre di Marzo&#8230;) Fu al gran<br \/>\nconcerto dato dalla Regina di Cuori&#8230; ivi dovetti cantare:<br \/>\nSplendi, splendi, pipistrello!<br \/>\nSu pel cielo vai bel bello!<br \/>\n&#8211; Conosci tu quest&#8217;aria?<br \/>\n&#8211; Ho sentito qualche cosa di simile, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Senti, \u00e8 cos\u00ec, &#8211; continu\u00f2 il Cappellaio:<br \/>\nNon t&#8217;importa d&#8217;esser solo<br \/>\ne sul mondo spieghi il volo.<br \/>\nSplendi. splendi&#8230;<br \/>\nA questo il Ghiro si riscosse, e cominci\u00f2 a cantare nel sonno:<br \/>\nTeco il pane; teco il pane aggiunger\u00f2&#8230;.<br \/>\ne via via and\u00f2 innanzi fino a che gli dovettero dare dei pizzicotti per farlo tacere.<br \/>\n&#8211; Ebbene, avevo appena finito di cantare la prima strofa, &#8211; disse il Cappellaio, &#8211; quando la Regina<br \/>\nproruppe infuriata: &#8211; Sta assassinando il tempo! Tagliategli la testa!<br \/>\n&#8211; Feroce! &#8211; esclam\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; E d&#8217;allora, &#8211; continu\u00f2 melanconicamente il Cappellaio, &#8211; il tempo non fa pi\u00f9 nulla di quel che io<br \/>\nvoglio! Segna sempre le sei!<br \/>\nAlice ebbe un&#8217;idea luminosa e domand\u00f2: \u00c8 per questo forse che vi sono tante tazze apparecchiate?<br \/>\n&#8211; Per questo, &#8211; rispose il Cappellaio, &#8211; \u00e8 sempre l&#8217;ora del t\u00e8, e non abbiamo mai tempo di risciacquare<br \/>\nle tazze negl&#8217;intervalli.<br \/>\n&#8211; Cos\u00ec le fate girare a turno, immagino&#8230; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Proprio cos\u00ec, &#8211; replic\u00f2 il Cappellaio: a misura che le tazze hanno servito.<br \/>\n&#8211; Ma come fate per cominciare da capo? s&#8217;avventur\u00f2 a chiedere Alice.<br \/>\n&#8211; Se cambiassimo discorso? &#8211; disse la Lepre di Marzo sbadigliando, &#8211; Questo discorso mi annoia<br \/>\ntanto. Desidero che la signorina ci racconti una storiella.<br \/>\n&#8211; Temo di non saperne nessuna, &#8211; rispose Alice con un po&#8217; di timore a quella proposta.<br \/>\n&#8211; Allora ce la dir\u00e0 il Ghiro! &#8211; gridarono entrambi. &#8211; Risvegliati Ghiro! &#8211; e gli dettero dei forti<br \/>\npizzicotti dai due lati.<br \/>\nIl Ghiro apr\u00ec lentamente gli occhi, e disse con voce debole e roca:<br \/>\n&#8211; Io non dormivo! Ho sentito parola per parola ci\u00f2 che avete detto.<br \/>\n&#8211; Raccontaci una storiella! &#8211; disse la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Per piacere, diccene una! &#8211; supplic\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; E sbrigati! &#8211; disse il Cappellaio, &#8211; se no ti riaddormenterai prima di finirla.<br \/>\n&#8211; C&#8217;erano una volta tre sorelle, &#8211; cominci\u00f2 in gran fretta il Ghiro. &#8211; Si chiamavano Elsa, Lucia e<br \/>\nTilla; e abitavano in fondo a un pozzo&#8230;<br \/>\n&#8211; Che cosa mangiavano? &#8211; domand\u00f2 Alice, la quale s&#8217;interessava sempre molto al mangiare e al bere.<br \/>\n&#8211; Mangiavano teriaca, &#8211; rispose il Ghiro dopo averci pensato un poco.<br \/>\n&#8211; Impossibile, &#8211; osserv\u00f2 gentilmente Alice. &#8211; si sarebbero ammalate.<br \/>\n&#8211; E infatti erano ammalate, &#8211; rispose il Ghiro, &#8211; gravemente ammalate.<br \/>\nAlice cerc\u00f2 di immaginarsi quella strana maniera di vivere, ma ne fu pi\u00f9 che confusa e continu\u00f2: &#8211;<br \/>\nMa perch\u00e9 se ne stavano in fondo a un pozzo?<br \/>\n&#8211; Prendi un po&#8217; pi\u00f9 di t\u00e8! &#8211; disse la Lepre di Marzo con molta seriet\u00e0.<br \/>\n&#8211; Non ne ho avuto ancora una goccia, &#8211; rispose Alice in tono offeso, &#8211; cos\u00ec non posso prenderne un<br \/>\npo&#8217; di pi\u00f9.<br \/>\n&#8211; Vuoi dire che non ne puoi prendere meno. &#8211; disse il Cappellaio: &#8211; \u00e8 molto pi\u00f9 facile prenderne pi\u00f9<br \/>\ndi nulla che meno di nulla.<br \/>\n&#8211; Nessuno ha domandato il tuo parere, &#8211; soggiunse Alice.<br \/>\n&#8211; Chi \u00e8 ora che fa delle osservazioni personali? &#8211; domand\u00f2 il Cappellaio con aria di trionfo.<br \/>\nAlice non seppe che rispondere; ma prese una tazza di t\u00e8 con pane e burro, e volgendosi al Ghiro,<br \/>\ngli ripet\u00e8 la domanda: &#8211; Perch\u00e9 se ne stavano in fondo a un pozzo?<br \/>\nIl Ghiro si prese un minuto o due per riflettere, e rispose: &#8211; Era un pozzo di teriaca.<br \/>\n&#8211; Ma non s&#8217;\u00e8 sentita mai una cosa simile! interruppe Alice sdegnata. Ma la Lepre di Marzo e il<br \/>\nCappellaio facevano: &#8211; St! st! &#8211; e il Ghiro continu\u00f2 burbero: &#8211; Se non hai educazione, finisciti da te<br \/>\nla storiella.<br \/>\n&#8211; No, continua pure! &#8211; disse Alice molto umilmente: &#8211; Non ti interromper\u00f2 pi\u00f9. Forse esiste un<br \/>\npozzo cos\u00ec.<br \/>\n&#8211; Soltanto uno! &#8211; rispose il Ghiro indignato. A ogni modo acconsent\u00ec a continuare: &#8211; E quelle tre<br \/>\nsorelle&#8230; imparavano a trarne&#8230;<br \/>\n&#8211; Che cosa traevano? &#8211; domand\u00f2 Alice, dimenticando che aveva promesso di tacere.<br \/>\n&#8211; Teriaca, &#8211; rispose il Ghiro, questa volta senza riflettere.<br \/>\n&#8211; Mi occorre una tazza pulita, &#8211; interruppe il Cappellaio; &#8211; moviamoci tutti d&#8217;un posto innanzi.<br \/>\nE mentre parlava si mosse, e il Ghiro lo segu\u00ec: la Lepre di Marzo occup\u00f2 il posto del Ghiro, e Alice<br \/>\nsi sedette di mala voglia al posto della Lepre di Marzo. Il solo Cappellaio s&#8217;avvantaggi\u00f2 dello<br \/>\nspostamento: e Alice si trov\u00f2 peggio di prima, perch\u00e9 la Lepre di Marzo s&#8217;era rovesciato il vaso del<br \/>\nlatte nel piatto.<br \/>\nAlice, senza voler offender di nuovo il Ghiro disse con molta discrezione: &#8211; Non comprendo bene.<br \/>\nDi dove traevano la teriaca?<br \/>\n&#8211; Tu puoi trarre l&#8217;acqua da un pozzo d&#8217;acqua? &#8211; disse il Cappellaio; &#8211; cos\u00ec immagina, potresti trarre<br \/>\nteriaca da un pezzo di teriaca&#8230; eh! scioccherella!<br \/>\n&#8211; Ma esse erano nel pozzo, &#8211; disse Alice al Ghiro.<br \/>\n&#8211; Sicuro, e ci stavano bene, &#8211; disse il Ghiro.<br \/>\n&#8211; Imparavano a trarre, &#8211; continu\u00f2 il Ghiro, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi, perch\u00e9 cadeva di<br \/>\nsonno; &#8211; e traevano cose d&#8217;ogni genere&#8230; tutte le cose che cominciano con una T&#8230;<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 con una T? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 no? &#8211; grid\u00f2 la Lepre di Marzo.<br \/>\nAlice non disse pi\u00f9 sillaba.<br \/>\nIl Ghiro intanto aveva chiusi gli occhi cominciando a sonnecchiare; ma, pizzicato dal Cappellaio, si<br \/>\ndest\u00f2 con un grido, e continu\u00f2: &#8211; Che cominciano con una T. come una trappola, un topo, una<br \/>\ntopaia, un troppo&#8230; gi\u00e0 tu dici: \u00abil troppo stroppia\u00bb, oh, non hai mai veduto come si tira il troppo<br \/>\nstroppia?\u00bb<br \/>\n&#8211; Veramente, ora che mi domandi, &#8211; disse Alice, molto confusa, &#8211; non saprei&#8230;<br \/>\n&#8211; Allora stai zitta, &#8211; disse il Cappellaio.<br \/>\nQuesto saggio di sgarbatezza sdegn\u00f2 grandemente Alice, la quale si lev\u00f2 d&#8217;un tratto e se ne usc\u00ec. Il<br \/>\nGhiro si addorment\u00f2 immediatamente, e nessuno degli altri due si accorse che Alice se n&#8217;era andata,<br \/>\nbench\u00e9 ella si fosse voltata una o due volte, con una mezza speranza d&#8217;essere richiamata: l&#8217;ultima<br \/>\nvolta vide che essi cercavano di tuffare il Ghiro nel vaso del t\u00e8.<br \/>\n&#8211; Non ci torner\u00f2 mai pi\u00f9, &#8211; disse Alice entrando nel bosco. &#8211; \u00c8 la pi\u00f9 stupida gente che io m&#8217;abbia<br \/>\nmai conosciuta.<br \/>\nMentre parlava cos\u00ec osserv\u00f2 un albero con un uscio nel tronco. \u00abCurioso, &#8211; pens\u00f2 Alice. &#8211; Ma ogni<br \/>\ncosa oggi \u00e8 curiosa. Credo che far\u00f2 bene ad entrarci subito\u00bb. Ed entr\u00f2.<br \/>\nSi trov\u00f2.di nuovo nella vasta sala, e presso il tavolino di cristallo. &#8211; Questa volta sapr\u00f2 far meglio, &#8211;<br \/>\ndisse, e prese la chiavetta d&#8217;oro ed apr\u00ec la porta che conduceva nel giardino. Poi si mise a<br \/>\nsbocconcellare il fungo (ne aveva conservato un pezzetto in tasca), finch\u00e9 ebbe un trenta centimetri<br \/>\nd&#8217;altezza o gi\u00f9 di l\u00ec: percorse il piccolo corridoio: e poi si trov\u00f2 finalmente nell&#8217;ameno giardino in<br \/>\nmezzo alle aiuole fulgide di fiori, e alle freschissime fontane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 8<br \/>\nIL CROQUET DELLA REGINA<\/h2>\n<p>Un gran cespuglio di rose stava presso all&#8217;ingresso del giardino. Le rose germogliate erano bianche,<br \/>\nma v&#8217;erano l\u00ec intorno tre giardinieri occupati a dipingerle rosse. \u00ab\u00c8 strano!\u00bb pens\u00f2 Alice, e s&#8217;avvicin\u00f2<br \/>\nper osservarli, e come fu loro accanto, sent\u00ec dire da uno: &#8211; Bada, Cinque! non mi schizzare la tua<br \/>\ntinta addosso!<br \/>\n&#8211; E che vuoi da me? &#8211; rispose Cinque in tono burbero. &#8211; Sette mi ha urtato il braccio.<br \/>\nSette lo guard\u00f2 e disse: &#8211; Ma bene! Cinque d\u00e0 sempre la colpa agli altri!<br \/>\n&#8211; Tu faresti meglio a tacere! &#8211; disse Cinque. &#8211; Proprio ieri la Regina diceva che tu meriteresti di<br \/>\nessere decapitato!<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9? &#8211; domand\u00f2 il primo che aveva parlato.<br \/>\n&#8211; Questo non ti riguarda, Due! &#8211; rispose Sette.<br \/>\nS\u00ec, che gli riguarda! &#8211; disse Cinque; &#8211; e glielo dir\u00f2 io&#8230; perch\u00e9 hai portato al cuoco bulbi di tulipani<br \/>\ninvece di cipolle.<br \/>\nSette scagli\u00f2 lontano il pennello, e stava l\u00ec l\u00ec per dire: &#8211; Di tutte le cose le pi\u00f9 ingiuste&#8230; &#8211; quando<br \/>\nincontr\u00f2 gli occhi di Alice e si mangi\u00f2 il resto della frase. Gli altri similmente si misero a guardarla<br \/>\ne le fecero tutti insieme una profonda riverenza.<br \/>\nVolete gentilmente dirmi, &#8211; domand\u00f2 Alice, con molta timidezza, &#8211; perch\u00e9 state dipingendo quelle<br \/>\nrose?<br \/>\nCinque e Sette non risposero, ma diedero uno sguardo a Due. Due disse allora sottovoce: &#8211; Perch\u00e9<br \/>\nquesto qui doveva essere un rosaio di rose rosse. Per isbaglio ne abbiamo piantato uno di rose<br \/>\nbianche. Se la Regina se ne avvedesse, ci farebbe tagliare le teste a tutti. Cos\u00ec, signorina, facciamo il<br \/>\npossibile per rimediare prima ch&#8217;essa venga a&#8230;<br \/>\nIn quell&#8217;istante Cinque che guardava attorno pieno d&#8217;ansia, grid\u00f2: &#8211; La Regina! la Regina! &#8211; e i tre<br \/>\ngiardinieri si gettarono immediatamente a faccia a terra. Si sent\u00ec un gran scalpicc\u00eco, e Alice si volse<br \/>\ncuriosa a veder la Regina.<br \/>\nPrima comparvero dieci soldati armati di bastoni: erano della forma dei tre giardinieri, bislunghi e<br \/>\npiatti, le mani e i piedi agli angoli: seguivano dieci cortigiani, tutti rilucenti di diamanti; e sfilavano<br \/>\na due a due come i soldati. Venivano quindi i principi reali, divisi a coppie e saltellavano a due a<br \/>\ndue, tenendosi per mano: erano ornati di cuori.<br \/>\nPoi sfilavano gli invitati, la maggior parte re e regine, e fra loro Alice riconobbe il Coniglio Bianco<br \/>\nche discorreva in fretta nervosamente, sorridendo di qualunque cosa gli si dicesse. Egli pass\u00f2<br \/>\ninnanzi senza badare ad Alice. Seguiva il fante di cuori, portando la corona reale sopra un cuscino<br \/>\ndi velluto rosso; e in fondo a tutta questa gran processione venivano IL RE E LA REGINA DI<br \/>\nCUORI.<br \/>\nAlice non sapeva se dovesse prosternarsi, come i tre giardinieri, ma non pot\u00e9 ricordarsi se ci fosse<br \/>\nun costume simile nei cortei reali.<br \/>\n\u00abE poi, a che servirebbero i cortei, &#8211; riflett\u00e8, &#8211; se tutti dovessero stare a faccia per terra e nessuno<br \/>\npotesse vederli?\u00bb<br \/>\nCos\u00ec rimase in piedi ad aspettare.<br \/>\nQuando il corteo arriv\u00f2 di fronte ad Alice, tutti si fermarono e la guardarono; e la Regina grid\u00f2 con<br \/>\ncipiglio severo: &#8211; Chi \u00e8 costei? &#8211; e si volse al fante di cuori, il quale per tutta risposta sorrise e<br \/>\ns&#8217;inchin\u00f2.<br \/>\n&#8211; Imbecille! &#8211; disse la Regina, scotendo la testa impaziente; indi volgendosi ad Alice, continu\u00f2 a<br \/>\ndire: &#8211; Come ti chiami, fanciulla?<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0, mi chiamo Alice, &#8211; rispose la fanciulla con molta garbatezza, ma soggiunse fra s\u00e9: \u00abNon \u00e8<br \/>\nche un mazzo di carte, dopo tutto? Perch\u00e9 avrei paura?\u00bb<br \/>\n&#8211; E quelli chi sono? &#8211; domand\u00f2 la Regina indicando i tre giardinieri col viso a terra intorno al rosaio;<br \/>\nperch\u00e9, comprendete, stando cos\u00ec in quella posizione, il disegno posteriore rassomigliava a quello<br \/>\ndel resto del mazzo, e la Regina non poteva distinguere se fossero giardinieri, o soldati, o cortigiani,<br \/>\no tre dei suoi stessi figliuoli.<br \/>\n&#8211; Come volete che io lo sappia? &#8211; rispose Alice, che si meravigliava del suo coraggio. &#8211; \u00c8 cosa che<br \/>\nnon mi riguarda.<br \/>\nLa Regina divent\u00f2 di porpora per la rabbia e, dopo di averla fissata selvaggiamente come una bestia<br \/>\nferoce, grid\u00f2: &#8211; Tagliatele la testa, subito!&#8230;<br \/>\n&#8211; Siete matta! &#8211; rispose Alice a voce alta e con fermezza; e la Regina tacque.<br \/>\nIl Re mise la mano sul braccio della Regina, e disse timidamente: &#8211; Rifletti, cara mia, \u00e8 una<br \/>\nbambina!<br \/>\nLa Regina irata gli volt\u00f2 le spalle e disse al fante: &#8211; Voltateli!<br \/>\nIl fante obbed\u00ec, e con un piede volt\u00f2 attentamente i giardinieri.<br \/>\n&#8211; Alzatevi! &#8211; grid\u00f2 la Regina, e i tre giardinieri, si levarono immediatamente in piedi, inchinandosi<br \/>\ninnanzi al Re e alla Regina, ai principi reali, e a tutti gli altri.<br \/>\n&#8211; Basta! &#8211; strill\u00f2 la regina. &#8211; Mi fate girare la testa. &#8211; E guardando il rosaio continu\u00f2: &#8211; Che facevate<br \/>\nqui?<br \/>\n&#8211; Con buona grazia della Maest\u00e0 vostra, &#8211; rispose Due umilmente, piegando il ginocchio a terra,<br \/>\ntentavamo&#8230;<br \/>\n&#8211; Ho compreso! &#8211; disse la Regina, che aveva gi\u00e0 osservato le rose, &#8211; Tagliate loro la testa! &#8211; E il<br \/>\ncorteo reale si rimise in moto, lasciando indietro tre soldati, per mozzare la testa agli sventurati<br \/>\ngiardinieri, che corsero da Alice per esserne protetti.<br \/>\n&#8211; Non vi decapiteranno! &#8211; disse Alice, e li mise in un grosso vaso da fiori accanto a lei. I tre soldati<br \/>\nvagarono qua e l\u00e0 per qualche minuto in cerca di loro, e poi tranquillamente seguirono gli altri.<br \/>\n&#8211; Avete loro mozzata la testa? &#8211; grid\u00f2 la Regina.<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0, le loro teste se ne sono andate! &#8211; risposero i soldati.<br \/>\n&#8211; Bene! &#8211; grid\u00f2 la Regina. &#8211; Si gioca il croquet?<br \/>\nI soldati tacevano e guardavano Alice, pensando che la domanda fosse rivolta a lei.<br \/>\n&#8211; S\u00ec! &#8211; grid\u00f2 Alice.<br \/>\nVenite qui dunque! &#8211; url\u00f2 la Regina. E Alice segu\u00ec il corteo, curiosa di vedere il seguito.<br \/>\n&#8211; Che bel tempo! &#8211; disse una timida voce accanto a lei. Ella s&#8217;accorse di camminare accanto al<br \/>\nConiglio bianco, che la scrutava in viso con una certa ansia.<br \/>\n&#8211; Bene, &#8211; rispose Alice: &#8211; dov&#8217;\u00e8 la Duchessa?<br \/>\n&#8211; St! st! &#8211; disse il Coniglio a voce bassa, con gran fretta. Si guard\u00f2 ansiosamente d&#8217;intorno levandosi<br \/>\nin punta di piedi, avvicin\u00f2 la bocca all&#8217;orecchio della bambina: &#8211; \u00c8 stata condannata a morte.<br \/>\n&#8211; Per qual reato? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Hai detto: \u00abChe peccato?\u00bb &#8211; chiese il Coniglio.<br \/>\n&#8211; Ma no, &#8211; rispose Alice: &#8211; Ho detto per che reato?<br \/>\n&#8211; Ha dato uno schiaffo alla Regina&#8230; -cominci\u00f2 il coniglio.<br \/>\nAlice ruppe in una risata.<br \/>\n&#8211; Zitta! &#8211; bisbigli\u00f2 il Coniglio tutto tremante. &#8211; Ti potrebbe sentire la Regina! Sai, \u00e8 arrivata tardi, e<br \/>\nla Regina ha detto&#8230;<br \/>\n&#8211; Ai vostri posti! &#8211; grid\u00f2 la Regina con voce tonante. E gl&#8217;invitati si sparpagliarono in tutte le<br \/>\ndirezioni, l&#8217;uno rovesciando l&#8217;altro: finalmente, dopo un po&#8217;, poterono disporsi in un certo ordine, e il<br \/>\ngiuoco cominci\u00f2. Alice pensava che in vita sua non aveva mai veduto un terreno pi\u00f9 curioso per<br \/>\ngiocare il croquet; era tutto a solchi e zolle; le palle erano ricci, i mazzapicchi erano fenicotteri vivi,<br \/>\ne gli archi erano soldati vivi, che si dovevano curvare e reggere sulle mani e sui piedi.<br \/>\nLa principale difficolt\u00e0 consisteva in ci\u00f2, che Alice non sapeva come maneggiare il suo fenicottero;<br \/>\nma poi riusc\u00ec a tenerselo bene avviluppato sotto il braccio, con le gambe penzoloni; ma quando gli<br \/>\nallungava il collo e si preparava a picchiare il riccio con la testa, il fenicottero girava il capo e poi si<br \/>\nmetteva a guardarla in faccia con una espressione di tanto stupore che ella non poteva tenersi dallo<br \/>\nscoppiare dalle risa: e dopo che gli aveva fatto abbassare la testa, e si preparava a ricominciare, ecco<br \/>\nche il riccio si era svolto, e se n&#8217;andava via. Oltre a ci\u00f2 c&#8217;era sempre una zolla o un solco l\u00e0 dove<br \/>\nvoleva scagliare il riccio, e siccome i soldati incurvati si alzavano e andavan vagando qua e l\u00e0, Alice<br \/>\nsi persuase che quel giuoco era veramente difficile.<br \/>\nI giocatori giocavano tutti insieme senza aspettare il loro turno, litigando sempre e picchiandosi a<br \/>\ncagion dei ricci; e in breve la Regina divent\u00f2 furiosa, e andava qua e l\u00e0 pestando i piedi e gridando:<br \/>\n&#8211; Mozzategli la testa! &#8211; oppure: &#8211; Mozzatele la testa! &#8211; almeno una volta al minuto.<br \/>\n&#8211; Alice cominci\u00f2 a sentirsi un po&#8217; a disagio: e vero che non aveva avuto nulla da dire con la Regina;<br \/>\nma poteva succedere da un momento all&#8217;altro, e pens\u00f2: \u00abChe avverr\u00e0 di me? Qui c&#8217;\u00e8 la smania di<br \/>\ntroncar teste. Strano che vi sia ancora qualcuno che abbia il collo a posto!\u00bb<br \/>\nE pensava di svignarsela, quando scorse uno strano spettacolo in aria. Prima ne rest\u00f2 sorpresa, ma<br \/>\ndopo aver guardato qualche istante, vide un ghigno e disse fra s\u00e9: \u00ab\u00c8 Ghignagatto: potr\u00f2 finalmente<br \/>\nparlare con qualcuno.\u00bb<br \/>\n&#8211; Come va il giuoco? &#8211; disse il Gatto, appena ebbe tanto di bocca da poter parlare.<br \/>\nAlice aspett\u00f2 che apparissero gli occhi, e poi fece un cenno col capo. \u00ab\u00c8 inutile parlargli, &#8211; pens\u00f2, &#8211;<br \/>\naspettiamo che appaiano le orecchie, almeno una.\u00bb Tosto apparve tutta la testa, e Alice depose il suo<br \/>\nfenicottero, e cominci\u00f2 a raccontare le vicende del giuoco, lieta che qualcuno le prestasse<br \/>\nattenzione. Il Gatto intanto dopo aver messa in mostra la testa, cred\u00e9 bene di non far apparire il resto<br \/>\ndel corpo.<br \/>\n&#8211; Non credo che giochino realmente, &#8211; disse Alice lagnandosi. &#8211; Litigano con tanto calore che non<br \/>\nsentono neanche la loro voce&#8230; non hanno regole nel giuoco; e se le hanno, nessuno le osserva&#8230; E<br \/>\npoi c&#8217;\u00e8 una tal confusione con tutti questi oggetti vivi; che non c&#8217;\u00e8 modo di raccapezzarsi. Per<br \/>\nesempio, ecco l&#8217;arco che io dovrei attraversare, che scappa via dall&#8217;altra estremit\u00e0 del terreno&#8230;<br \/>\nProprio avrei dovuto fare croquet col riccio della Regina, ma \u00e8 fuggito non appena ha visto il mio.<br \/>\n&#8211; Ti piace la Regina? &#8211; domand\u00f2 il Gatto a voce bassa.<br \/>\n&#8211; Per nulla! &#8211; rispose Alice; &#8211; essa \u00e8 tanto&#8230; &#8211; Ma s&#8217;accorse che la Regina le stava vicino in ascolto, e<br \/>\ncontinu\u00f2 -&#8230;abile al giuoco, ch&#8217;\u00e8 inutile finire la partita.<br \/>\nLa Regina sorrise e pass\u00f2 oltre.<br \/>\n&#8211; Con chi parli? &#8211; domand\u00f2 il Re che s&#8217;era avvicinato ad Alice, e osservava la testa del Gatto con<br \/>\ngrande curiosit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Con un mio amico&#8230; il Ghignagatto, &#8211; disse Alice; &#8211; vorrei presentarlo a Vostra Maest\u00e0.<br \/>\n&#8211; Quel suo sguardo non mi piace, &#8211; rispose il Re; &#8211; per\u00f2 se vuole, pu\u00f2 baciarmi la mano.<br \/>\n&#8211; Non ho questo desiderio, &#8211; osserv\u00f2 il Gatto.<br \/>\n&#8211; Non essere insolente, &#8211; disse il Re, &#8211; e non mi guardare in quel modo. &#8211; E parlando si rifugi\u00f2 dietro<br \/>\nAlice.<br \/>\n&#8211; Un gatto pu\u00f2 guardare in faccia a un re, &#8211; osserv\u00f2 Alice, &#8211; l&#8217;ho letto in qualche libro, ma non<br \/>\nricordo dove.<br \/>\n&#8211; Ma bisogna mandarlo via, &#8211; disse il Re risoluto; e chiam\u00f2 la Regina che passava in quel momento:<br \/>\n&#8211; Cara mia, vorrei che si mandasse via quel Gatto!<br \/>\nLa Regina conosceva un solo modo per sciogliere tutte le difficolt\u00e0, grandi o piccole, e senza<br \/>\nneppure guardare intorno, grid\u00f2: &#8211; Tagliategli la testa!<br \/>\n&#8211; Andr\u00f2 io stesso a chiamare il carnefice, &#8211; disse il Re, e and\u00f2 via a precipizio.<br \/>\nAlice pens\u00f2 che intanto poteva ritornare per vedere il progresso del gioco, mentre udiva da lontano<br \/>\nla voce della Regina che s&#8217;adirava urlando. Ella aveva sentito gi\u00e0 condannare a morte tre giocatori<br \/>\nche avevano perso il loro turno. Tutto ci\u00f2 non le piaceva, perch\u00e9 il gioco era diventato una tal<br \/>\nconfusione ch&#8217;ella non sapeva pi\u00f9 se fosse la sua volta di tirare o no. E si mise in cerca del suo<br \/>\nriccio.<br \/>\nIl riccio stava allora combattendo contro un altro riccio; e questa sembr\u00f2 ad Alice una buona<br \/>\noccasione per batterli a croquet l&#8217;uno contro l&#8217;altro: ma v&#8217;era una difficolt\u00e0: il suo fenicottero era<br \/>\ndall&#8217;altro lato del giardino, e Alice lo vide sforzarsi inutilmente di volare su un albero.<br \/>\nQuando le riusc\u00ec d&#8217;afferrare il fenicottero e a ricondurlo sul terreno, la battaglia era finita e i due<br \/>\nricci s&#8217;erano allontanati. \u00abNon importa, &#8211; pens\u00f2 Alice, &#8211; tanto tutti gli archi se ne sono andati<br \/>\ndall&#8217;altro lato del terreno.\u00bb E se lo accomod\u00f2 per benino sotto il braccio per non farselo scappare<br \/>\npi\u00f9, e ritorn\u00f2 dal Gatto per riattaccare discorso con lui.<br \/>\nMa con sorpresa trov\u00f2 una gran folla raccolta intorno al Ghignagatto; il Re, la Regina e il carnefice<br \/>\nurlavano tutti e tre insieme, e gli altri erano silenziosi e malinconici.<br \/>\nQuando Alice apparve fu chiamata da tutti e tre per risolvere la questione. Essi le ripeterono i loro<br \/>\nargomenti; ma siccome parlavano tutti in una volta, le fu difficile intendere che volessero.<br \/>\nIl carnefice sosteneva che non si poteva tagliar la testa dove mancava un corpo da cui staccarla; che<br \/>\nnon aveva mai avuto da fare con una cosa simile prima, e che non voleva cominciare a farne alla sua<br \/>\net\u00e0.<br \/>\nL&#8217;argomento del Re, era il seguente: che ogni essere che ha una testa pu\u00f2 essere decapitato, e che il<br \/>\ncarnefice non doveva dire sciocchezze.<br \/>\nL&#8217;argomento della Regina era questo: che se non si fosse eseguito immediatamente il suo ordine,<br \/>\navrebbe ordinato l&#8217;esecuzione di quanti la circondavano. (E quest&#8217;ingiunzione aveva dato a tutti<br \/>\nquell&#8217;aria grave e piena d&#8217;ansiet\u00e0.)<br \/>\nAlice non seppe dir altro che questo: &#8211; Il Gatto \u00e8 della Duchessa: sarebbe meglio interrogarla.<br \/>\n&#8211; Ella \u00e8 in prigione, &#8211; disse la Regina al carnefice: &#8211; Conducetela qui. &#8211; E il carnefice vol\u00f2 come una<br \/>\nsaetta.<br \/>\nAndato via il carnefice, la testa del Gatto cominci\u00f2 a dileguarsi, e quando egli torn\u00f2 con la Duchessa<br \/>\nnon ce n&#8217;era pi\u00f9 traccia: il Re e il carnefice corsero qua e l\u00e0 per ritrovarla, mentre il resto della<br \/>\nbrigata si rimetteva a giocare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 9<br \/>\nSTORIA DELLA FALSA TESTUGGINE<\/h2>\n<p>&#8211; Non puoi immaginare la mia gioia nel rivederti, bambina mia! &#8211; disse la Duchessa infilando<br \/>\naffettuosamente il braccio in quello di Alice, e camminando insieme.<br \/>\nAlice fu lieta di vederla di buon umore, e pens\u00f2 che quando l&#8217;aveva vista in cucina era stato il pepe,<br \/>\nforse, a renderla intrattabile. \u00abQuando sar\u00f2 Duchessa, &#8211; si disse (ma senza soverchia speranza), &#8211; non<br \/>\nvorr\u00f2 avere neppure un granello di pepe in cucina. La minestra \u00e8 saporosa anche senza pepe. \u00c8 il<br \/>\npepe, certo, che irrita tanta gente, continu\u00f2 soddisfatta d&#8217;aver scoperta una specie di nuova teoria, &#8211;<br \/>\nl&#8217;aceto la inacidisce&#8230; la camomilla la fa amara&#8230; e i confetti e i pasticcini addolciscono il carattere<br \/>\ndei bambini. Se tutti lo sapessero, non lesinerebbero tanto in fatto di dolci.\u00bb<br \/>\nIn quell&#8217;istante aveva quasi dimenticata la Duchessa, e sussult\u00f2 quando si sent\u00ec dire all&#8217;orecchio: &#8211;<br \/>\nTu pensi a qualche cosa ora, cara mia, e dimentichi di parlarmi. Ora non posso dirti la morale, ma<br \/>\nme ne ricorder\u00f2 fra breve.<br \/>\n&#8211; Forse non ne ha, &#8211; Alice si arrischi\u00f2 di osservare.<br \/>\n&#8211; Zitta! zitta! bambina! &#8211; disse la Duchessa. &#8211; Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla &#8211; .E le si<br \/>\nstrinse pi\u00f9 da presso.<br \/>\nAd Alice non piaceva esserle cos\u00ec vicina; primo; perch\u00e9 la Duchessa era bruttissima; secondo,<br \/>\nperch\u00e9 era cos\u00ec alta che poggiava il mento sulle spalle d&#8217;Alice, un mento terribilmente aguzzo! Ma<br \/>\nnon volle mostrarsi scortese, e sopport\u00f2 quella noia con molta buona volont\u00e0.<br \/>\n&#8211; Il giuoco va meglio, ora, &#8211; disse per alimentare un po&#8217; la conversazione.<br \/>\n&#8211; Eh s\u00ec, &#8211; rispose la Duchessa, &#8211; e questa \u00e8 la morale: \u00ab\u00c8 l&#8217;amore, \u00e8 l&#8217;amore che fa girare il mondo.\u00bb<br \/>\n&#8211; Ma qualcheduno ha detto invece, &#8211; bisbigli\u00f2 Alice, &#8211; se ognuno badasse a s\u00e9, il mondo andrebbe<br \/>\nmeglio.<br \/>\n&#8211; Bene! \u00c8 lo stesso, &#8211; disse la Duchessa, conficcando il suo mento aguzzo nelle spalle d&#8217;Alice: &#8211; E la<br \/>\nmorale \u00e8 questa: \u00abGuardate al senso; le sillabe si guarderanno da s\u00e9.\u00bb<br \/>\n(\u00abCome si diletta a trovare la morale in tutto!\u00bb pens\u00f2 Alice.)<br \/>\n&#8211; Scommetto che sei sorpresa, perch\u00e9 non ti cingo la vita col braccio, &#8211; disse la Duchessa dopo<br \/>\nqualche istante, &#8211; ma si \u00e8 perch\u00e9 non so di che carattere sia il tuo fenicottero. Vogliamo far la prova?<br \/>\n&#8211; Potrebbe morderla, &#8211; rispose Alice, che non desiderava simili esperimenti.<br \/>\n&#8211; \u00c8 vero, &#8211; disse la Duchessa, &#8211; i fenicotteri e la mostarda non fanno che mordere, e la morale \u00e8<br \/>\nquesta: \u00abGli uccelli della stessa razza se ne vanno insieme.\u00bb<br \/>\n&#8211; Ma la mostarda non \u00e8 un uccello, &#8211; osserv\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Bene, come sempre, disse la Duchessa, &#8211; tu dici le cose con molta chiarezza!<br \/>\n&#8211; \u00c8 un minerale, credo, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Gi\u00e0, &#8211; rispose la Duchessa, che pareva accettasse tutto quello che diceva Alice; &#8211; in questi dintorni<br \/>\nc&#8217;\u00e8 una miniera di mostarda e la morale \u00e8 questa: \u00abLa miniera \u00e8 la maniera di gabbar la gente<br \/>\nintera.\u00bb<br \/>\n&#8211; Oh lo so! &#8211; esclam\u00f2 Alice, che non aveva badato a queste parole; &#8211; \u00e8 un vegetale, bench\u00e9 non<br \/>\nsembri.<br \/>\n&#8211; Proprio cos\u00ec, &#8211; disse la Duchessa, &#8211; e la morale \u00e8 questa: \u00abSii ci\u00f2 che vuoi parere\u00bb o, se vuoi che te<br \/>\nla dica pi\u00f9 semplicemente: \u00abNon credere mai d&#8217;essere diversa da quella che appari agli altri di esser<br \/>\no d&#8217;esser stata, o che tu possa essere, e l&#8217;essere non \u00e8 altro che l&#8217;essere di quell&#8217;essere ch&#8217;\u00e8 l&#8217;essere<br \/>\ndell&#8217;essere, e non diversamente.\u00bb<br \/>\n&#8211; Credo che la intenderei meglio, &#8211; disse Alice con molto garbo, &#8211; se me la scrivesse; non posso<br \/>\nseguir con la mente ci\u00f2 che dice.<br \/>\n&#8211; Questo \u00e8 nulla rimpetto a quel che potrei dire, se ne avessi voglia, &#8211; soggiunse la Duchessa.<br \/>\n&#8211; Non s&#8217;incomodi a dire qualche altra cosa pi\u00f9 lunga, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Non mi parlar d&#8217;incomodo! &#8211; rispose la Duchessa. &#8211; Ti faccio un regalo di ci\u00f2 che ho detto finora.<br \/>\n\u00abUn regalo che non costa nulla, &#8211; pens\u00f2 Alice; &#8211; meno male che negli onomastici e nei genetliaci<br \/>\nnon si fanno regali simili\u00bb. &#8211; Ma non os\u00f2 dirlo a voce alta.<br \/>\n&#8211; Sempre pensosa? &#8211; domand\u00f2 la Duchessa, dando alla spalla della bambina un altro colpo del suo<br \/>\nmento acuminato.<br \/>\n&#8211; N&#8217;ho ben ragione! &#8211; rispose vivamente Alice, perch\u00e9 cominciava a sentirsi un po&#8217; seccata.<br \/>\nE la Duchessa:<br \/>\n&#8211; La stessa ragione che hanno i porci di volare: e la mora&#8230;<br \/>\nA questo punto, con gran sorpresa d&#8217;Alice, la voce della Duchessa and\u00f2 morendo e si spense in<br \/>\nmezzo alla sua favorita parola: morale. Il braccio che era in quello d&#8217;Alice cominci\u00f2 a tremare. Alice<br \/>\nalz\u00f2 gli occhi, e vide la Regina ritta di fronte a loro due, le braccia conserte, le ciglia aggrottate,<br \/>\ncome un uragano.<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0 che bella giornata! &#8211; balbett\u00f2 la Duchessa con voce bassa e fioca.<br \/>\nVi avverto a tempo, &#8211; grid\u00f2 la Regina, pestando il suolo; &#8211; o voi o la vostra testa dovranno andarsene<br \/>\nimmediatamente! Scegliete!<br \/>\nLa Duchessa scelse e in un attimo spar\u00ec.<br \/>\n&#8211; Ritorniamo al giuoco, &#8211; disse la Regina ad Alice; ma Alice era troppo atterrita, e non rispose<br \/>\nsillaba, seguendola lentamente sul terreno.<br \/>\nGl&#8217;invitati intanto, profittando dell&#8217;assenza della Regina, si riposavano all&#8217;ombra: per\u00f2 appena la<br \/>\nvidero ricomparire, tornarono ai loro posti; la Regina accenn\u00f2 soltanto che se avessero ritardato un<br \/>\nmomento solo, avrebbero perduta la vita.<br \/>\nMentre giocavano, la Regina continuava a querelarsi con gli altri giocatori, gridando sempre: &#8211;<br \/>\nTagliategli la testa! &#8211; oppure: &#8211; Tagliatele la testa! &#8211; Coloro ch&#8217;erano condannati a morte erano<br \/>\narrestati da soldati che dovevano servire d&#8217;archi al gioco, e cos\u00ec in meno di mezz&#8217;ora, non c&#8217;erano pi\u00f9<br \/>\narchi, e tutti i giocatori, eccettuati il Re, la Regina e Alice, erano in arresto e condannati nel capo.<br \/>\nFinalmente la Regina lasci\u00f2 il giuoco, senza pi\u00f9 fiato, e disse ad Alice: &#8211; Non hai veduto ancora la<br \/>\nFalsa-testuggine?<br \/>\n&#8211; No, &#8211; disse Alice. &#8211; Non so neppure che sia la Falsa-testuggine.<br \/>\n&#8211; \u00c8 quella con cui si fa la minestra di Falsa-testuggine, &#8211; disse la Regina.<br \/>\n&#8211; Non ne ho mai veduto, n\u00e9 udito parlare, &#8211; soggiunse Alice.<br \/>\n&#8211; Vieni dunque, &#8211; disse la Regina, ed essa ti racconter\u00e0 la sua storia.<br \/>\nMentre andavano insieme, Alice sent\u00ec che il Re diceva a voce bassa a tutti i condannati: &#8211; Faccio<br \/>\ngrazia a tutti.<br \/>\n&#8211; Oh come sono contenta! &#8211; disse fra s\u00e9 Alice, perch\u00e9 era afflittissima per tutte quelle condanne<br \/>\nordinate dalla Regina. Tosto arrivarono presso un Grifone sdraiato e addormentato al sole. (Se voi<br \/>\nnon sapete che sia un Grifone, guardate la figura.) &#8211; Su, su, pigro! &#8211; disse la Regina, &#8211; conducete<br \/>\nquesta bambina a vedere la Falsa-testuggine che le narrer\u00e0 la sua storia. Io debbo tornare indietro<br \/>\nper assistere alle esecuzioni che ho ordinate. &#8211; E and\u00f2 via lasciando Alice sola col Grifone. Non<br \/>\npiacque ad Alice l&#8217;aspetto della bestia, ma poi riflettendo che, dopo tutto, rimaner col Grifone era<br \/>\npi\u00f9 sicuro che star con quella feroce Regina, rimase in attesa.<br \/>\nIl Grifone si lev\u00f2, si sfreg\u00f2 gli occhi, aspett\u00f2 che la Regina sparisse interamente e poi si mise a<br \/>\nghignare:<br \/>\n&#8211; Che commedia! &#8211; disse il Grifone, parlando un po&#8217; per s\u00e9, un po&#8217; per Alice.<br \/>\n&#8211; Quale commedia? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Quella della Regina, &#8211; soggiunse il Grifone. &#8211; \u00c8 una sua mania, ma a nessuno viene tagliata la testa,<br \/>\nmai. Vieni!<br \/>\n&#8211; Qui tutti mi dicono: \u00abVieni!\u00bb &#8211; osserv\u00f2 Alice, seguendolo lentamente. &#8211; Non sono mai stata<br \/>\ncomandata cos\u00ec in tutta la mia vita!<br \/>\nNon s&#8217;erano allontanati di molto che scorsero in distanza la Falsa-testuggine, seduta<br \/>\nmalinconicamente sull&#8217;orlo d&#8217;una rupe. Avvicinatasi un po&#8217; pi\u00f9, Alice la sent\u00ec sospirare come se le si<br \/>\nrompesse il cuore. N&#8217;ebbe compassione. &#8211; Che ha? &#8211; domand\u00f2 al Grifone, e il Grifone rispose quasi<br \/>\ncon le stesse parole di prima: &#8211; \u00c8 una mania che l&#8217;ha presa, ma non ha nulla. Vieni!<br \/>\nE andarono verso la Falsa-testuggine, che li guard\u00f2 con certi occhioni pieni di lagrime, ma senza far<br \/>\nmotto.<br \/>\n&#8211; Questa bambina, &#8211; disse il Grifone, &#8211; vorrebbe sentire la tua storia, vorrebbe.<br \/>\n&#8211; Gliela dir\u00f2, &#8211; rispose la Falsa-testuggine, con voce profonda. &#8211; Sedete, e non dite sillaba, prima che<br \/>\nio termini.<br \/>\nE sedettero e per qualche minuto nessuno parl\u00f2. Alice intanto osservo fra s\u00e9: \u00abCome potr\u00e0 mai finire<br \/>\nse non comincia mai?\u00bb Ma aspett\u00f2 pazientemente.<br \/>\n&#8211; Una volta, &#8211; disse finalmente la Falsa-testuggine con un gran sospiro, &#8211; io ero una testuggine vera.<br \/>\nQuelle parole furono seguite da un lungo silenzio, interrotto da qualche \u00abHjckrrh!\u00bb del Grifone e da<br \/>\ncontinui e grossi singhiozzi della Falsa-testuggine. Alice stava per levarsi e dirle: &#8211; Grazie della<br \/>\nvostra storia interessante, &#8211; quando pens\u00f2 che ci doveva essere qualche altra cosa, e sedette<br \/>\ntranquillamente senza dir nulla.<br \/>\n&#8211; Quando eravamo piccini, &#8211; riprese finalmente la Falsa-testuggine, un po&#8217; pi\u00f9 tranquilla, ma sempre<br \/>\nsinghiozzando di quando in quando, &#8211; andavamo a scuola al mare. La maestra era una vecchia<br \/>\ntestuggine&#8230; &#8211; e noi la chiamavamo tartarug&#8230;<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 la chiamavate tartaruga se non era tale? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; La chiamavamo tartaruga, perch\u00e9 c&#8217;insegnava, &#8211; disse la Falsa-testuggine con dispetto: Hai poco<br \/>\nsale in zucca!<br \/>\n&#8211; Ti dovresti vergognare di fare domande cos\u00ec semplici, &#8211; aggiunse il Grifone; e poi tacquero ed<br \/>\nentrambi fissarono gli occhi sulla povera Alice che avrebbe preferito sprofondare sotterra.<br \/>\nFinalmente il Grifone disse alla Falsa-testuggine: &#8211; Va innanzi, cara mia! e non ti dilungare tanto!<br \/>\nE cos\u00ec la Falsa-testuggine continu\u00f2:<br \/>\n&#8211; Andavamo a scuola al mare, bench\u00e9 tu non lo creda&#8230;<br \/>\n&#8211; Non ho mai detto questo! &#8211; interruppe Alice.<br \/>\n&#8211; S\u00ec che l&#8217;hai detto, &#8211; disse la Falsa-testuggine .<br \/>\n&#8211; Zitta! &#8211; soggiunse il Grifone, prima che. Alice potesse rispondere. La Falsa-testuggine continu\u00f2:<br \/>\n&#8211; Noi fummo educate benissimo&#8230; infatti andavamo a scuola tutti i giorni&#8230;<br \/>\nAnch&#8217;io andavo a scuola ogni giorno, &#8211; disse Alice; &#8211; non serve inorgoglirsi per cos\u00ec poco.<br \/>\n&#8211; E avevate dei corsi facoltativi? &#8211; domand\u00f2 la Falsa-testuggine con ansiet\u00e0.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, &#8211; rispose Alice; &#8211; imparavamo il francese e la musica.<br \/>\n&#8211; E il bucato? &#8211; disse la Falsa-testuggine.<br \/>\n&#8211; No, il bucato, no, &#8211; disse Alice indignata.<br \/>\n&#8211; Ah! e allora che scuola era? &#8211; disse la Falsa-testuggine, come se si sentisse sollevata. &#8211; Nella<br \/>\nnostra, c&#8217;era nella fine del programma: Corsi facoltativi: francese, musica, e bucato.<br \/>\n&#8211; E vivendo in fondo al mare, &#8211; disse Alice, &#8211; a che vi serviva?<br \/>\n&#8211; Non ebbi mai il mezzo per impararlo, &#8211; soggiunse sospirando la Falsa-testuggine; &#8211; cos\u00ec seguii<br \/>\nsoltanto i corsi ordinari.<br \/>\n&#8211; Ed erano? &#8211; domand\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Annaspare e contorcersi, prima di tutto, &#8211; rispose la Falsa-testuggine. &#8211; E poi le diverse operazioni<br \/>\ndell&#8217;aritmetica&#8230; ambizione, distrazione, bruttificazione, e derisione.<br \/>\n&#8211; Non ho mai sentito parlare della bruttificazione, &#8211; disse Alice. &#8211; Che cos&#8217;\u00e8?<br \/>\nIl Grifone lev\u00f2 le due zampe in segno di sorpresa ed esclam\u00f2: &#8211; Mai sentito parlare di<br \/>\nbruttificazione! Ma sai che significhi bellificazione, spero.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, &#8211; rispose Alice, ma un po&#8217; incerta: &#8211; significa&#8230; rendere&#8230; qualche cosa&#8230; pi\u00f9 bella.<br \/>\nEbbene, &#8211; continua il Grifone, &#8211; se non sai che significa bruttificazione mi par che ti manchi il<br \/>\ncomprendonio.<br \/>\nAlice non si sentiva incoraggiata a fare altre domande. Cos\u00ec si volse alla Falsa-testuggine e disse: &#8211;<br \/>\nChe altro dovevate imparare?<br \/>\n&#8211; C&#8217;era il mistero, rispose la Falsa-testuggine, contando i soggetti sulle natatoie&#8230; &#8211; il mistero antico<br \/>\ne moderno con la marografia: poi il disdegno&#8230; il maestro di disdegno era un vecchio grongo, e<br \/>\nveniva una volta la settimana: c&#8217;insegnava il disdegno, il passaggio, e la frittura ad occhio.<br \/>\n&#8211; E che era? &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Non te la potrei mostrare, &#8211; rispose la Falsa-testuggine, &#8211; perch\u00e9 vedi son tutta d&#8217;un pezzo. E il<br \/>\nGrifone non l&#8217;ha mai imparata.<br \/>\n&#8211; Non ebbi tempo, &#8211; rispose il Grifone: ma studiai le lingue classiche e bene. Ebbi per maestro un<br \/>\nvecchio granchio, sapete.<br \/>\n&#8211; Non andai mai da lui, &#8211; disse la Falsa-testuggine con un sospiro: &#8211; dicevano che insegnasse Catino<br \/>\ne Gretto.<br \/>\n&#8211; Proprio cos\u00ec, &#8211; disse il Grifone, sospirando anche lui, ed entrambe le bestie si nascosero la faccia<br \/>\ntra le zampe.<br \/>\n&#8211; Quante ore di lezione al giorno avevate? &#8211; disse prontamente Alice per cambiar discorso.<br \/>\n&#8211; Dieci ore il primo giorno, &#8211; rispose la Falsa-testuggine: &#8211; nove il secondo, e cos\u00ec di seguito.<br \/>\n&#8211; Che strano metodo! &#8211; esclam\u00f2 Alice.<br \/>\n&#8211; Ma \u00e8 questa la ragione perch\u00e9 si chiamano lezioni, &#8211; osserv\u00f2 il Grifone: &#8211; perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una lesione<br \/>\nogni giorno.<br \/>\n&#8211; Era nuovo per Alice, e ci pens\u00f2 su un poco, prima di fare questa osservazione: &#8211; Allora l&#8217;undecimo<br \/>\ngiorno era vacanza?<br \/>\n&#8211; Naturalmente, &#8211; disse la Falsa-testuggine.<br \/>\n&#8211; E che si faceva il dodicesimo? &#8211; domand\u00f2 vivamente Alice.<br \/>\n&#8211; Basta in quanto alle lezioni: dille ora qualche cosa dei giuochi, &#8211; interruppe il Grifone, in tono<br \/>\nmolto risoluto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 10<br \/>\nIL BALLO DEI GAMBERI<\/h2>\n<p>La Falsa-testuggine cacci\u00f2 un gran sospiro e si pass\u00f2 il rovescio d&#8217;una natatoia sugli occhi. Guard\u00f2<br \/>\nAlice, e cerc\u00f2 di parlare, ma per qualche istante ne fu impedita dai singhiozzi.<br \/>\n&#8211; Come se avesse un osso in gola, &#8211; disse il Grifone, e si mise a scuoterla e a batterle la schiena.<br \/>\nFinalmente la Falsa-testuggine ricuper\u00f2 la voce e con le lagrime che le solcavano le gote, riprese:<br \/>\n&#8211; Forse tu non sei vissuta a lungo sott&#8217;acqua&#8230; ( &#8211; Certo che no, &#8211; disse Alice) &#8211; e forse non sei mai<br \/>\nstata presentata a un gambero&#8230; (Alice stava per dire: &#8211; Una volta assaggiai&#8230; &#8211; ma tronc\u00f2 la frase e<br \/>\ndisse: &#8211; No mai): &#8211; cos\u00ec tu non puoi farti un&#8217;idea della bellezza d&#8217;un ballo di gamberi?<br \/>\n&#8211; No, davvero, &#8211; rispose Alice. &#8211; Ma che \u00e8 mai un ballo di gamberi?<br \/>\n&#8211; Ecco, &#8211; disse il Grifone, &#8211; prima di tutto si forma una linea lungo la spiaggia&#8230;<br \/>\n&#8211; Due! &#8211; grid\u00f2 la Falsa-testuggine. &#8211; Foche, testuggini di mare, salmoni e simili: poi quando si son<br \/>\ntolti dalla spiaggia i polipi&#8230;<br \/>\n&#8211; E generalmente cos\u00ec facendo si perde del tempo, &#8211; interruppe il Grifone.<br \/>\n&#8211; &#8230;si fa un avant-deux.<br \/>\n&#8211; Ciascuno con un gambero per cavaliere, &#8211; grid\u00f2 il Grifone.<br \/>\n&#8211; Eh gi\u00e0! &#8211; disse la Falsa-testuggine: &#8211; si fa un avant-deux, e poi un balanc\u00e9&#8230;<br \/>\n&#8211; Si scambiano i gamberi e si ritorna en place, &#8211; continu\u00f2 il Grifone.<br \/>\n&#8211; E poi capisci? &#8211; continu\u00f2 la Falsa-testuggine, &#8211; si scaraventano i&#8230;<br \/>\n&#8211; I gamberi! &#8211; urlo il Grifone, saltando come un matto.<br \/>\n&#8230;nel mare, pi\u00f9 lontano che si pu\u00f2&#8230;<br \/>\n&#8211; Quindi si nuota dietro di loro! &#8211; strill\u00f2 il Grifone.<br \/>\n&#8211; Si fa capitombolo in mare! &#8211; grid\u00f2 la Falsa-testuggine, saltellando pazzamente qua e la.<br \/>\n&#8211; Si scambiano di nuovo i gamberi! &#8211; Voci\u00f2 il Grifone.<br \/>\n&#8211; Si ritorna di nuovo a terra, e&#8230; e questa \u00e8 la prima figura, &#8211; disse la Falsa-testuggine, abbassando di<br \/>\nnuovo la voce. E le due bestie che poco prima saltavano come matte, si accosciarono<br \/>\nmalinconicamente e guardarono Alice.<br \/>\n&#8211; Vuoi vederne un saggio? &#8211; domand\u00f2 la Falsa-testuggine.<br \/>\n&#8211; Mi piacerebbe molto, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Coraggio, proviamo la prima figura! disse la Falsa-testuggine al Grifone. &#8211; Possiamo farla senza<br \/>\ngamberi. Chi canta?<br \/>\n&#8211; Canta tu, &#8211; disse il Grifone. &#8211; Io ho dimenticate le parole.<br \/>\nE cominciarono a ballare solennemente intorno ad Alice, pestandole i piedi di quando in quando, e<br \/>\nagitando le zampe anteriori per battere il tempo. La Falsa-testuggine cantava adagio adagio<br \/>\nmalinconicamente:<br \/>\nAlla chiocciola il nasello: \u00abSu, dicea, cammina presto;<br \/>\nmi vien dietro un cavalluccio &#8211; che uno stinco m&#8217;ha gi\u00e0 pesto:<br \/>\nvedi quante mai testuggini &#8211; qui s&#8217;accalcan per ballare!\u00bb<br \/>\nPresto vuoi, non vuoi danzare?<br \/>\nPresto vuoi, non vuoi danzare?<br \/>\n\u00abTu non sai quant&#8217;\u00e8 squisita &#8211; come \u00e8 dolce questa danza<br \/>\nquando in mar ci scaraventano &#8211; senza un&#8217;ombra di esitanza!\u00bb<br \/>\nMa la chiocciola rispose: &#8211; \u00abGrazie, caro, \u00e8 assai lontano,<br \/>\ne arrivar col\u00e0 non posso &#8211; camminando cos\u00ec piano.\u00bb<br \/>\nNon potea, volea danzare!<br \/>\nNon potea, volea danzare!<br \/>\n\u00abMa che importa s&#8217;\u00e8 lontano\u00bb &#8211; all&#8217;amica fe&#8217; il nasello<br \/>\n\u00abd\u00e8i saper che all&#8217;altra sponda &#8211; c&#8217;\u00e8 un paese assai pi\u00f9 bello!<br \/>\nPi\u00f9 lontan della Sardegna &#8211; pi\u00f9 vicino alla Toscana.<br \/>\nNon temer, vi balleremo &#8211; tutti insieme la furlana.\u00bb<br \/>\nPresto vuoi, non vuoi danzare?<br \/>\nPresto vuoi, non vuoi danzare?<br \/>\n&#8211; Grazie, \u00e8 un bel ballo, &#8211; disse Alice, lieta che fosse finito; &#8211; e poi quel canto curioso del nasello mi<br \/>\npiace tanto!<br \/>\n&#8211; A proposito di naselli, &#8211; disse la Falsa-testuggine, &#8211; ne hai veduti, naturalmente?<br \/>\n&#8211; S\u00ec, &#8211; disse Alice, &#8211; li ho veduti spesso a tavo&#8230; &#8211; E si mangi\u00f2 il resto.<br \/>\n&#8211; Non so dove sia Tavo, &#8211; disse la Falsa-testuggine &#8211; ma se li hai veduti spesso, sai che cosa sono.<br \/>\n&#8211; Altro! &#8211; rispose Alice meditabonda, &#8211; hanno la coda in bocca e sono mollicati.<br \/>\n&#8211; Ma che molliche! &#8211; soggiunse la Falsa-testuggine, &#8211; le molliche sarebbero spazzate dal mare. Per\u00f2<br \/>\nhanno la coda in bocca; e la ragione \u00e8 questa&#8230;<br \/>\nE a questo la Falsa-testuggine sbadigli\u00f2 e chiuse gli occhi. &#8211; Digliela tu la ragione, &#8211; disse al<br \/>\nGrifone.<br \/>\n&#8211; La ragione \u00e8 la seguente, &#8211; disse il Grifone. &#8211; Essi vollero andare al ballo; e poi furono buttati in<br \/>\nmare; e poi fecero il capitombolo molto al di l\u00e0, poi tennero stretta la coda fra i denti; e poi non<br \/>\npoterono distaccarsela pi\u00f9; e questo \u00e8 tutto.<br \/>\n&#8211; Grazie, &#8211; disse Alice, &#8211; molto interessante. Non ne seppi mai tanto dei naselli.<br \/>\n&#8211; Presto facci un racconto delle tue avventure, &#8211; disse il Grifone.<br \/>\n&#8211; Ne potrei raccontare cominciando da stamattina, &#8211; disse timidamente Alice; &#8211; ma \u00e8 inutile<br \/>\nraccontarvi quelle di ieri, perch\u00e9&#8230; ieri io ero un altra.<br \/>\n&#8211; Come un&#8217;altra? Spiegaci, &#8211; disse la Falsa-testuggine.<br \/>\n&#8211; No, no! prima le avventure, &#8211; esclam\u00f2 il Grifone impaziente; &#8211; le spiegazioni occupano tanto<br \/>\ntempo.<br \/>\nCos\u00ec Alice cominci\u00f2 a raccontare i suoi casi, dal momento dell&#8217;incontro col Coniglio bianco; ma<br \/>\ntosto si cominci\u00f2 a sentire un po&#8217; a disagio, ch\u00e8 le due bestie le si stringevano da un lato e l&#8217;altro,<br \/>\nspalancando gli occhi e le bocche; ma la bambina poco dopo riprese coraggio. I suoi uditori si<br \/>\nmantennero tranquilli sino a che ella giunse alla ripetizione del \u00abSei vecchio, caro babbo\u00bb, da lei<br \/>\nfatta al Bruco. Siccome le parole le venivano diverse dal vero originale, la Falsa-testuggine cacci\u00f2<br \/>\nun gran sospiro, e disse: &#8211; \u00c8 molto curioso!<br \/>\n&#8211; \u00c8 pi\u00f9 curioso che mai! &#8211; esclam\u00f2 il Grifone.<br \/>\n&#8211; \u00c8 scaturito assolutamente diverso! &#8211; soggiunse la Falsa-testuggine, meditabonda. &#8211; Vorrei che ella<br \/>\nci recitasse qualche cosa ora. Dille di cominciare.<br \/>\nE guard\u00f2 il Grifone, pensando ch&#8217;egli avesse qualche specie d&#8217;autorit\u00e0 su Alice.<br \/>\n&#8211; Levati in piedi, &#8211; disse il Grifone, &#8211; e ripetici la canzone: \u00abTrenta quaranta&#8230;\u00bb<br \/>\n&#8211; Oh come queste bestie danno degli ordini, e fanno recitar le lezioni! &#8211; pens\u00f2 Alice; &#8211; sarebbe<br \/>\nmeglio andare a scuola subito!<br \/>\nA ogni modo, si lev\u00f2, e cominci\u00f2 a ripetere la canzone; ma la sua testolina era cos\u00ec piena di gamberi<br \/>\ne di balli, che non sapeva che si dicesse, e i versi le venivano male:<br \/>\n\u00abSon trenta e son quaranta,\u00bb &#8211; il gambero gi\u00e0 canta,<br \/>\n\u00abM&#8217;ha troppo abbrustolito &#8211; mi voglio inzuccherare,<br \/>\nIn faccia a questo specchio &#8211; mi voglio spazzolare,<br \/>\nE voglio rivoltare &#8211; e piedi e naso in su!\u00bb<br \/>\n&#8211; Ma questo \u00e8 tutto diverso da quello che recitavo da bambino, &#8211; disse il Grifone.<br \/>\n&#8211; \u00c8 la prima volta che lo sento, &#8211; osserv\u00f2 la Falsa-testuggine; &#8211; ed \u00e8 una vera sciocchezza!<br \/>\nAlice non rispose: se ne stava con la faccia tra le mani, sperando che le cose tornassero finalmente<br \/>\nal loro corso naturale.<br \/>\n&#8211; Vorrei che me lo spiegassi, &#8211; disse la Falsa-testuggine.<br \/>\n&#8211; Non sa spiegarlo, &#8211; disse il Grifone; &#8211; comincia la seconda strofa.<br \/>\n&#8211; A proposito di piedi, &#8211; continu\u00f2 la Falsa-testuggine, &#8211; come poteva rivoltarli, e col naso, per<br \/>\ngiunta?<br \/>\n&#8211; \u00c8 la prima posizione nel ballo, &#8211; disse Alice; ma era tanto confusa che non vedeva l&#8217;ora di mutar<br \/>\ndiscorso.<br \/>\n&#8211; Continua la seconda strofa, &#8211; replic\u00f2 il Grifone con impazienza; &#8211; comincia: \u00abBianca la sera.\u00bb<br \/>\nAlice non os\u00f2 disubbidire, bench\u00e9 sicura che l&#8217;avrebbe recitata tutt&#8217;al rovescio, e continu\u00f2 tremante:<br \/>\n\u00abAl nereggiar dell&#8217;alba &#8211; nel lor giardino, in fretta,<br \/>\ntagliavano un pasticcio &#8211; l&#8217;ostrica e la civetta.\u00bb<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 recitarci tutta questa robaccia? interruppe la Falsa-testuggine; &#8211; se non ce la spieghi? Fai<br \/>\ntanta confusione!<br \/>\n&#8211; S\u00ec, sarebbe meglio smettere, &#8211; disse il Grifone. E Alice fu pi\u00f9 che lieta di terminare.<br \/>\n&#8211; Vogliamo provare un&#8217;altra figura del ballo dei gamberi? &#8211; continu\u00f2 il Grifone. &#8211; O preferiresti<br \/>\ninvece che la Falsa-testuggine cantasse lei?<br \/>\n&#8211; Oh, s\u00ec, se la Falsa-testuggine vorr\u00e0 cantare! &#8211; rispose Alice; ma con tanta premura, che il Grifone<br \/>\noffeso grid\u00f2: &#8211; Ah tutti i gusti sono gusti. Amica, cantaci la canzone della \u00abZuppa di testuggine.\u00bb<br \/>\nLa Falsa-testuggine sospir\u00f2 profondamente, e con voce soffocata dai singhiozzi cant\u00f2 cos\u00ec:<br \/>\nBella zuppa cos\u00ec verde<br \/>\nin attesa dentro il tondo<br \/>\nchi ti vede e non si perde<br \/>\nnel piacere pi\u00f9 profondo?<br \/>\nZuppa cara, bella zuppa,<br \/>\nzuppa cara, bella zuppa,<br \/>\nbella zuppa, bella zuppa,<br \/>\nzuppa cara,<br \/>\nbella bella bella zuppa!<br \/>\nBella zuppa, chi \u00e8 il meschino<br \/>\nche vuol pesce, caccia od altro?<br \/>\nSol di zuppa un cucchiaino<br \/>\npreferir usa chi \u00e8 scaltro.<br \/>\nSolo un cucchiain di zuppa,<br \/>\ncara zuppa, bella zuppa,<br \/>\ncara zuppa, bella zuppa,<br \/>\nzuppa cara,<br \/>\nbella bella bella zuppa!<br \/>\n&#8211; Ancora il coro! &#8211; grid\u00f2 il Grifone.<br \/>\nE la Falsa-testuggine si preparava a ripeterlo, quando si ud\u00ec una voce in distanza:<br \/>\n&#8211; Si comincia il processo!<br \/>\n&#8211; Vieni, vieni! &#8211; grid\u00f2 il Grifone, prendendo Alice per mano, e fuggiva con lei senza aspettare la<br \/>\nfine.<br \/>\n&#8211; Che processo? &#8211; domand\u00f2 Alice; ma il Grifone le rispose: &#8211; Vieni! &#8211; e fuggiva pi\u00f9 veloce, mentre il<br \/>\nvento portava pi\u00f9 flebili le melanconiche parole:<br \/>\nZuppa cara,<br \/>\nbella bella bella zuppa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 11<br \/>\nCHI HA RUBATO LE TORTE?<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arrivati, videro il Re e la Regina di cuori seduti in trono, circondati da una gran folla di uccellini, di<br \/>\nbestioline e da tutto il mazzo di carte: il Fante stava davanti, incatenato, con un soldato da un lato e<br \/>\nl&#8217;altro: accanto al Re stava il Coniglio bianco con una tromba nella destra e un rotolo di pergamena<br \/>\nnella sinistra. Nel mezzo della corte c&#8217;era un tavolo, con un gran piatto di torte d&#8217;apparenza cos\u00ec<br \/>\nsquisita che ad Alice venne l&#8217;acquolina in bocca.<br \/>\n\u00abVorrei che si finisse presto il processo, &#8211; pens\u00f2 Alice, &#8211; e che si servissero le torte!\u00bb Ma nessuno si<br \/>\nmuoveva intanto, ed ella cominci\u00f2 a guardare intorno per ammazzare il tempo.<br \/>\nAlice non aveva mai visto un tribunale, ma ne aveva letto qualche cosa nei libri, e fu lieta di<br \/>\nriconoscere tutti quelli che vedeva.<br \/>\n\u00abQuello \u00e8 il giudice, &#8211; disse fra s\u00e9, &#8211; perch\u00e9 porta quel gran parruccone. &#8211; E quello \u00e8 il banco dei<br \/>\ngiurati, &#8211; osserv\u00f2 Alice, &#8211; e quelle dodici creature, &#8211; doveva dire \u00abcreature\u00bb, perch\u00e9 alcune erano<br \/>\nquadrupedi, ed altre uccelli, &#8211; sono sicuramente i giurati.\u00bb E ripet\u00e8 queste parole due o tre volte,<br \/>\nsuperba della sua scienza, perch\u00e9 giustamente si diceva che pochissime ragazze dell&#8217;et\u00e0 sua<br \/>\nsapevano tanto.<br \/>\nI dodici giurati erano affaccendati a scrivere su delle lavagne. &#8211; Che fanno? &#8211; bisbigli\u00f2 Alice<br \/>\nnell&#8217;orecchio del Grifone. &#8211; Non possono aver nulla da scrivere se il processo non \u00e8 ancora<br \/>\ncominciato.<br \/>\n&#8211; Scrivono i loro nomi, &#8211; bisbigli\u00f2 il Grifone; &#8211; temono di dimenticarseli prima della fine del<br \/>\nprocesso.<br \/>\n&#8211; Che stupidi! &#8211; esclam\u00f2 Alice sprezzante, ma tacque subito, perch\u00e9 il Coniglio bianco, esclam\u00f2: &#8211;<br \/>\nSilenzio in corte! &#8211; e il Re inforc\u00f2 gli occhiali, mettendosi a guardare ansiosamente da ogni lato per<br \/>\nscoprire i disturbatori.<br \/>\nAlice vedeva bene, come se fosse loro addosso, che scrivevano \u00abstupidi\u00bb, sulle lavagne: osserv\u00f2<br \/>\naltres\u00ec che uno di loro non sapeva sillabare \u00abstupidi\u00bb, e domandava al vicino come si scrivesse.<br \/>\n\u00abLe lavagne saranno tutte uno scarabocchio prima della fine del processo!\u00bb pens\u00f2 Alice.<br \/>\nUn giurato aveva una matita che strideva. Alice non potendo resistervi, gir\u00f2 intorno al tribunale, gli<br \/>\ngiunse alle spalle e gliela strapp\u00f2 di sorpresa. Lo fece con tanta rapidit\u00e0 che il povero giurato (era<br \/>\nGuglielmo, la lucertola) non seppe pi\u00f9 che fosse successo della matita. Dopo aver girato qua e l\u00e0 per<br \/>\nritrovarla, fu costretto a scrivere col dito tutto il resto della giornata. Ma a che pro, se il dito non<br \/>\nlasciava traccia sulla lavagna?<br \/>\n&#8211; Usciere! leggete l&#8217;atto d&#8217;accusa, &#8211; disse il Re.<br \/>\nAllora il Coniglio di\u00e8 tre squilli di tromba, poi spieg\u00f2 il rotolo della pergamena, e lesse cos\u00ec:<br \/>\n\u00abLa Regina di cuori<br \/>\nfece le torte in tutto un d\u00ec d&#8217;estate:<br \/>\nTristo, il Fante di cuori<br \/>\ndi nascosto le torte ha trafugate!\u00bb<br \/>\n&#8211; Ponderate il vostro verdetto! &#8211; disse il Re ai giurati.<br \/>\n&#8211; Non ancora, non ancora ! &#8211; interruppe vivamente il Coniglio. &#8211; Vi son molte cose da fare prima!<br \/>\n&#8211; Chiamate il primo testimone, &#8211; disse il Re; e il Coniglio bianco di\u00e8 tre squilli di tromba, e chiam\u00f2:<br \/>\n&#8211; Il primo testimone!<br \/>\nIl testimone era il Cappellaio. S&#8217;avanz\u00f2 con una tazza di t\u00e8 in una mano, una fetta di pane imburrato<br \/>\nnell&#8217;altra.<br \/>\n&#8211; Domando perdono alla maest\u00e0 vostra, disse, &#8211; se vengo con le mani impedite; ma non avevo<br \/>\nancora finito di prendere il t\u00e8 quando sono stato chiamato.<br \/>\n&#8211; Avreste dovuto finire, &#8211; rispose il Re. Quando avete cominciato a prenderlo?<br \/>\nIl Cappellaio guard\u00f2 la Lepre di Marzo che lo aveva seguito in corte, a braccetto col Ghiro. &#8211; Credo<br \/>\nche fosse il quattordici di marzo, &#8211; disse il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Il quindici, &#8211; esclam\u00f2 la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Il sedici, &#8211; soggiunse il Ghiro.<br \/>\n&#8211; Scrivete questo, &#8211; disse il Re ai giurati.<br \/>\nE i giurati si misero a scrivere prontamente sulle lavagne, e poi sommarono i giorni riducendoli a<br \/>\nlire e centesimi.<br \/>\n&#8211; Cavatevi il cappello, &#8211; disse il Re al Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Non \u00e8 mio, &#8211; rispose il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; \u00c8 rubato allora! &#8211; esclam\u00f2 il Re volgendosi ai giurati, i quali subito annotarono il fatto.<br \/>\n&#8211; Li tengo per venderli, &#8211; soggiunse il Cappellaio per spiegare la cosa: &#8211; Non ne ho di miei. Sono<br \/>\ncappellaio.<br \/>\nLa Regina inforc\u00f2 gli occhiali, e cominci\u00f2 a fissare il Cappellaio, che divent\u00f2 pallido dallo<br \/>\nspavento.<br \/>\n&#8211; Narraci quello che sai, &#8211; disse il Re, &#8211; e non aver paura&#8230; ti far\u00f2 decapitare immediatamente.<br \/>\nQueste parole non incoraggiarono il testimone, che non si reggeva pi\u00f9 in piedi. Guardava<br \/>\nangosciosamente la Regina, e nella confusione addent\u00f2 la tazza invece del pane imburrato.<br \/>\nProprio in quel momento, Alice prov\u00f2 una strana sensazione, che la sorprese molto finch\u00e9 non se ne<br \/>\ndiede ragione: cominciava a crescere di nuovo; pens\u00f2 di lasciare il tribunale, ma poi riflettendoci<br \/>\nmeglio volle rimanere finch\u00e9 per lei ci fosse spazio.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 mi urti cos\u00ec? &#8211; disse il Ghiro che le sedeva da presso. &#8211; Mi manca il respiro.<br \/>\n&#8211; Che ci posso fare? &#8211; disse affabilmente Alice. &#8211; Sto crescendo.<br \/>\n&#8211; Tu non hai diritto di crescere qui, &#8211; url\u00f2 il Ghiro.<br \/>\n&#8211; Non dire delle sciocchezze, &#8211; grid\u00f2 Alice, &#8211; anche tu cresci.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, ma io cresco a un passo ragionevole, soggiunse il Ghiro, &#8211; e non in quella maniera ridicola. &#8211; E<br \/>\nbrontolando si lev\u00f2 e and\u00f2 a mettersi dall&#8217;altro lato.<br \/>\nIntanto la Regina non aveva mai distolto lo sguardo dal Cappellaio e mentre il Ghiro attraversava la<br \/>\nsala del tribunale, disse a un usciere: &#8211; Dammi la lista dei cantanti dell&#8217;ultimo concerto!<br \/>\nA quest&#8217;ordine il Cappellaio si mise a tremare cos\u00ec che le scarpe gli sfuggirono dai piedi.<br \/>\n&#8211; Narraci quello che sai, &#8211; ripet\u00e8 adirato il Re, &#8211; o ti far\u00f2 tagliare la testa, abbi o no paura.<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0: sono un povero disgraziato, &#8211; cominci\u00f2 il Cappellaio con voce tremante, &#8211; e ho appena<br \/>\ncominciato a prendere il t\u00e8&#8230; non \u00e8 ancora una settimana&#8230; e in quanto al pane col burro che si<br \/>\nassottiglia&#8230; e il tremolio del t\u00e8.<br \/>\n&#8211; Che tremolio? &#8211; esclam\u00f2 il re.<br \/>\nIl tremolio cominci\u00f2 col t\u00e8, &#8211; rispose il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Sicuro che \u00abtremolio\u00bb comincia con un T! &#8211; disse vivamente il Re. &#8211; M&#8217;hai preso per un allocco?<br \/>\nContinua.<br \/>\n&#8211; Sono un povero disgraziato, &#8211; continu\u00f2 il Cappellaio, &#8211; e dopo il t\u00e8 tremavamo tutti&#8230; solo la Lepre<br \/>\ndi Marzo disse&#8230;<br \/>\n&#8211; Non dissi niente! &#8211; interruppe in fretta la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; S\u00ec che lo dicesti! &#8211; disse il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Lo nego! &#8211; replic\u00f2 la Lepre di Marzo.<br \/>\n&#8211; Lo nega, &#8211; disse il Re: &#8211; ebbene, lascia andare.<br \/>\n&#8211; Bene, a ogni modo il Ghiro disse&#8230;<br \/>\nE il Cappellaio guard\u00f2 il Ghiro per vedere se anche lui volesse dargli una smentita: ma quegli,<br \/>\nprofondamente addormentato, non negava nulla.<br \/>\n&#8211; Dopo di ci\u00f2, &#8211; continu\u00f2 il Cappellaio, &#8211; mi preparai un&#8217;altra fetta di pane col burro&#8230;<br \/>\n&#8211; Ma che cosa disse il Ghiro? &#8211; domand\u00f2 un giurato.<br \/>\n&#8211; Non lo posso ricordare, &#8211; disse il Cappellaio.<br \/>\n&#8211; Lo devi ricordare, &#8211; disse il Re, &#8211; se no ti far\u00f2 tagliare la testa.<br \/>\nL&#8217;infelice Cappellaio si lasci\u00f2 cadere la tazza, il pane col burro e le ginocchia a terra, e implor\u00f2: &#8211;<br \/>\nSono un povero mortale!<br \/>\n&#8211; Sei un povero oratore, &#8211; disse il Re.<br \/>\nQui un Porcellino d&#8217;India di\u00e8 un applauso, che venne subito represso dagli uscieri del tribunale. (Ed<br \/>\necco come: fu preso un sacco che si legava con due corde all&#8217;imboccatura; vi si fece entrare a testa<br \/>\nin gi\u00f9 il Porcellino, e gli uscieri vi si sedettero sopra.)<br \/>\n&#8211; Sono contenta d&#8217;avervi assistito, &#8211; pens\u00f2 Alice. &#8211; Ho letto tante volte nei giornali, alla fine dei<br \/>\nprocessi: \u00abVi fu un tentativo di applausi, subito represso dal presidente\u00bb; ma non avevo mai<br \/>\ncompreso che cosa volesse dire.<br \/>\n&#8211; Se \u00e8 questo tutto quello che sai, &#8211; disse il Re, &#8211; puoi ritirarti.<br \/>\n&#8211; Non posso ritirarmi, &#8211; disse il Cappellaio, &#8211; sono gi\u00e0 sul pavimento.<br \/>\n&#8211; Allora siediti, &#8211; disse il Re.<br \/>\nQui un altro Porcellino d&#8217;India di\u00e8 un applauso, ma fu represso.<br \/>\n&#8211; Addio Porcellini d&#8217;India! Non vi vedr\u00f2 pi\u00f9! &#8211; disse Alice. &#8211; Ora si andr\u00e0 innanzi meglio.<br \/>\n&#8211; Vorrei piuttosto finire il t\u00e8, &#8211; disse il Cappellaio, guardando con ansiet\u00e0 la Regina, la quale leggeva<br \/>\nla lista dei cantanti.<br \/>\n&#8211; Puoi andare, &#8211; disse il Re, e il Cappellaio lasci\u00f2 frettolosamente il tribunale, senza nemmeno<br \/>\nrimettersi le scarpe.<br \/>\n-&#8230;E tagliategli la testa, &#8211; soggiunse la Regina, volgendosi a un ufficiale; ma il Cappellaio era gi\u00e0<br \/>\nsparito prima che l&#8217;ufficiale arrivasse alla porta.<br \/>\n&#8211; Chiamate l&#8217;altro testimone! &#8211; grid\u00f2 il Re. L&#8217;altro testimone era la cuoca della Duchessa. Aveva il<br \/>\nvaso del pepe in mano, e Alice indovin\u00f2 chi fosse anche prima di vederla, perch\u00e9 tutti quelli vicini<br \/>\nall&#8217;ingresso cominciarono a starnutire.<br \/>\n&#8211; Che cosa sai? &#8211; disse il Re.<br \/>\n&#8211; Niente, &#8211; rispose la cuoca.<br \/>\nIl Re guard\u00f2 con ansiet\u00e0 il Coniglio bianco che mormor\u00f2:- Maest\u00e0, fatele delle domande.<br \/>\n&#8211; Bene, se debbo farle, le far\u00f2, &#8211; disse il Re, e dopo aver incrociate le braccia sul petto, e spalancati<br \/>\ngli occhi sulla cuoca, disse con voce profonda: &#8211; Di che cosa sono composte le torte?<br \/>\n&#8211; Di pepe per la maggior parte, &#8211; rispose la cuoca.<br \/>\n&#8211; Di melassa, &#8211; soggiunse una voce sonnolenta dietro di lei.<br \/>\n&#8211; Afferrate quel Ghiro! &#8211; grid\u00f2 la Regina. &#8211; Tagliategli il capo! Fuori quel Ghiro! Sopprimetelo!<br \/>\npizzicatelo! Strappategli i baffi!<br \/>\nDurante qualche istante il tribunale fu una Babele, mentre il Ghiro veniva afferrato; e quando<br \/>\nl&#8217;ordine fu ristabilito, la cuoca era scomparsa.<br \/>\n&#8211; Non importa, &#8211; disse il Re con aria di sollievo. &#8211; Chiamate l&#8217;altro testimone. &#8211; E bisbigli\u00f2 alla<br \/>\nRegina: &#8211; Cara mia, l&#8217;altro testimone dovresti esaminarlo tu. A me duole il capo.<br \/>\nAlice stava osservando il Coniglio che esaminava la lista, curiosa di vedere chi fosse mai l&#8217;altro<br \/>\ntestimone, &#8211; perch\u00e9 non hanno ancora una prova, &#8211; disse fra s\u00e9. Figurarsi la sua sorpresa, quando il<br \/>\nConiglio bianco chiam\u00f2 con voce stridula: Alice!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Capitolo 13<br \/>\nLA TESTIMONIANZA DI ALICE<\/h2>\n<p>&#8211; Presente! &#8211; rispose Alice.<br \/>\nDimenticando, nella confusione di quell&#8217;istante di esser cresciuta enormemente, salt\u00f2 con tanta fretta<br \/>\nche rovesci\u00f2 col lembo della veste il banco de&#8217; giurati, i quali capitombolarono con la testa in gi\u00f9<br \/>\nsulla folla, restando con le. gambe in aria. Questo le ramment\u00f2 l&#8217;urtone dato la settimana prima a un<br \/>\nglobo di cristallo con i pesciolini d&#8217;oro.<br \/>\n&#8211; Oh, vi prego di scusarmi! &#8211; ella esclam\u00f2 con voce angosciata e cominci\u00f2 a raccoglierli con molta<br \/>\nsollecitudine, perch\u00e9 invasa dall&#8217;idea dei pesciolini pensava di doverli prontamente raccogliere e<br \/>\nrimettere sul loro banco se non li voleva far morire.<br \/>\n&#8211; Il processo, &#8211; disse il Re con voce grave, &#8211; non pu\u00f2 andare innanzi se tutti i giurati non saranno al<br \/>\nloro posto&#8230; dico tutti, &#8211; soggiunse con energia, guardando fisso Alice.<br \/>\nAlice guard\u00f2 il banco de&#8217; giurati, e vide che nella fretta avea rimessa la lucertola a testa in gi\u00f9. La<br \/>\npoverina agitava melanconicamente la coda, non potendosi muovere. Subito la raddrizz\u00f2. \u00abNon gi\u00e0<br \/>\nperch\u00e9 significhi qualche cosa, &#8211; disse fra s\u00e9, &#8211; perch\u00e9 ne la testa n\u00e9 la coda gioveranno al processo.\u00bb<br \/>\nAppena i giurati si furono rimessi dalla caduta e riebbero in consegna le lavagne e le matite, si<br \/>\nmisero a scarabocchiare con molta ansia la storia del loro ruzzolone, tranne la lucertola, che era<br \/>\nancora stordita e sedeva a bocca spalancata, guardando il soffitto.<br \/>\n&#8211; Che cosa sai di quest&#8217;affare? &#8211; domand\u00f2 il Re ad Alice.<br \/>\n&#8211; Niente, &#8211; rispose Alice.<br \/>\n&#8211; Proprio niente? &#8211; replic\u00f2 il Re.<br \/>\n&#8211; Proprio niente, &#8211; soggiunse Alice.<br \/>\n&#8211; \u00c8 molto significante, &#8211; disse il Re, volgendosi ai giurati.<br \/>\nEssi si accingevano a scrivere sulle lavagne, quando il Coniglio bianco li interruppe:<br \/>\n&#8211; Insignificante, intende certamente vostra Maest\u00e0, &#8211; disse con voce rispettosa, ma aggrottando le<br \/>\nciglia e facendo una smorfia mentre parlava.<br \/>\n&#8211; Insignificante, gi\u00e0, \u00e8 quello che intendevo &#8211; soggiunse in fretta il Re; e poi si mise a dire a bassa<br \/>\nvoce: \u00absignificante, insignificante, significante&#8230;\u00bb &#8211; come se volesse provare quale delle due parole<br \/>\nsonasse meglio.<br \/>\nAlcuni dei giurati scrissero \u00absignificante\u00bb, altri \u00abinsignificante.\u00bb<br \/>\nAlice pot\u00e9 vedere perch\u00e9 era vicina, e poteva sbirciare sulle lavagne: \u00abMa non importa\u00bb, pens\u00f2.<br \/>\nAllora il Re, che era stato occupatissimo a scrivere nel suo taccuino, grid\u00f2: &#8211; Silenzio! &#8211; e lesse dal<br \/>\nsuo libriccino: \u00abNorma quarantaduesima: &#8211; Ogni persona, la cui altezza supera il miglio deve uscire<br \/>\ndal tribunale.\u00bb<br \/>\nTutti guardarono Alice.<br \/>\n&#8211; Io non sono alta un miglio, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; S\u00ec che lo sei, &#8211; rispose il Re.<br \/>\n&#8211; Quasi due miglia d&#8217;altezza, &#8211; aggiunse la Regina.<br \/>\n&#8211; Ebbene non m&#8217;importa, ma non andr\u00f2 via, &#8211; disse Alice. &#8211; Inoltre quella \u00e8 una norma nuova; l&#8217;avete<br \/>\ninventata or ora.<br \/>\n&#8211; Che! \u00e8 la pi\u00f9 vecchia norma del libro! &#8211; rispose il Re.<br \/>\n&#8211; Allora dovrebbe essere la prima, &#8211; disse Alice.<br \/>\nAllora il Re divent\u00f2 pallido e chiuse in fretta il libriccino.<br \/>\n&#8211; Ponderate il vostro verdetto, &#8211; disse volgendosi ai giurati, ma con voce sommessa e tremante.<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0, vi sono altre testimonianze, &#8211; disse il Coniglio bianco balzando in piedi. &#8211; Giusto adesso<br \/>\nabbiamo trovato questo foglio.<br \/>\n&#8211; Che contiene? &#8211; domand\u00f2 la Regina<br \/>\nNon l&#8217;ho aperto ancora, disse il Coniglio bianco; &#8211; ma sembra una lettera scritta dal prigioniero a&#8230; a<br \/>\nqualcuno.<br \/>\n&#8211; Dev&#8217;essere cos\u00ec &#8211; disse il Re, &#8211; salvo che non sia stata scritta a nessuno, il che generalmente non<br \/>\navviene.<br \/>\n&#8211; A chi \u00e8 indirizzata &#8211; domand\u00f2 uno dei giurati.<br \/>\n&#8211; Non ha indirizzo, &#8211; disse il Coniglio bianco, &#8211; infatti non c&#8217;\u00e8 scritto nulla al di fuori. &#8211; E apr\u00ec il<br \/>\nfoglio mentre parlava, e soggiunse: &#8211; Dopo tutto, non \u00e8 una lettera; \u00e8 una filastrocca in versi.<br \/>\n&#8211; Sono di mano del prigioniero? &#8211; domand\u00f2 un giurato.<br \/>\n&#8211; No, no, -rispose Il Coniglio bianco, questo \u00e8 ancora pi\u00f9 strano. (I giurati si guardarono confusi.)<br \/>\n&#8211; Forse ha imitato la scrittura di qualcun altro, &#8211; disse il Re.(I giurati si schiarirono.)<br \/>\n&#8211; Maest\u00e0, &#8211; disse il Fante, &#8211; io non li ho scritti, e nessuno potrebbe provare il contrario. E poi non c&#8217;\u00e8<br \/>\nalcuna firma in fondo.<br \/>\n&#8211; Il non aver firmato, &#8211; rispose il Re, non fa che aggravare il tuo delitto. Tu miravi certamente a un<br \/>\nreato; se no, avresti lealmente firmato il foglio.<br \/>\nVi fu un applauso generale, e a ragione, perch\u00e9 quella era la prima frase di spirito detta dal Re in<br \/>\nquel giorno.<br \/>\n&#8211; Questo prova la sua colpa, &#8211; afferm\u00f2 la Regina.<br \/>\n&#8211; Non prova niente, &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Ma se non sai neppure ci\u00f2 che contiene il foglio!<br \/>\n&#8211; Leggilo! &#8211; disse il re.<br \/>\nIl Coniglio bianco si mise gli occhiali e domand\u00f2: &#8211; Maest\u00e0, di grazia, di dove debbo incominciare ?<br \/>\n&#8211; Comincia dal principio, &#8211; disse il Re solennemente&#8230; &#8211; e continua fino alla fine, poi fermati.<br \/>\nOr questi erano i versi che il Coniglio bianco lesse:<br \/>\n\u00abMi disse che da lei te n&#8217;eri andato,<br \/>\ned a lui mi volesti rammentar;<br \/>\nlei poi mi diede il mio certificato<br \/>\ndicendomi: ma tu non sai nuotar.<br \/>\nEgli poi disse che non ero andato<br \/>\n(e non si pu\u00f2 negar, chi non lo sa?)<br \/>\ne se il negozio sar\u00e0 maturato,<br \/>\noh dimmi allor di te che mai sar\u00e0?<br \/>\nUna a lei diedi, ed essi due le diero,<br \/>\ntu me ne desti tre, fors&#8217;anche pi\u00f9;<br \/>\nma tutte si rinvennero, &#8211; o mistero!<br \/>\ned eran tutte mie, non lo sai tu?<br \/>\nSe lei ed io per caso in questo affare<br \/>\nmisterioso involti ci vedrem,<br \/>\negli ha fiducia d&#8217;esser liberato<br \/>\ne con noi stare finalmente insiem.<br \/>\nHo questa idea che prima dell&#8217;accesso,<br \/>\n(gi\u00e0 tu sai che un accesso la colp\u00ec),<br \/>\nun ostacol per lui, per noi, per esso<br \/>\nfosti tu solo in quel fatale d\u00ec.<br \/>\nCh&#8217;egli non sappia chi lei predilige<br \/>\n(il segreto bisogna mantener);<br \/>\nsia segreto per tutti, ch\u00e8 qui vige<br \/>\nla impenetrabile legge del mister.\u00bb<br \/>\n&#8211; Questo \u00e8 il pi\u00f9 importante documento di accusa, &#8211; disse il Re stropicciandosi le mani; &#8211; ora i<br \/>\ngiurati si preparino.<br \/>\n&#8211; Se qualcuno potesse spiegarmelo, &#8211; disse Alice (la quale era talmente cresciuta in quegli ultimi<br \/>\nminuti che non aveva pi\u00f9 paura d&#8217;interrompere il Re) &#8211; gli darei mezza lira. Non credo che ci sia in<br \/>\nesso neppure un atomo di buon senso.<br \/>\nI giurati scrissero tutti sulla lavagna: \u00abElla non crede che vi sia in esso neppure un atomo di buon<br \/>\nsenso\u00bb.Ma nessuno cerc\u00f2 di spiegare il significato del foglio.<br \/>\n&#8211; Se non c&#8217;\u00e8 un significato, &#8211; disse il Re, &#8211; noi usciamo da un monte di fastidi, perch\u00e9 non \u00e8<br \/>\nnecessario trovarvelo. E pure non so, &#8211; continu\u00f2 aprendo il foglio sulle ginocchia e sbirciandolo, &#8211;<br \/>\nma mi pare di scoprirvi un significato, dopo tutto&#8230; \u00abDisse&#8230; non sai mica nuotar.\u00bb Tu non sai<br \/>\nnuotare, non \u00e8 vero? &#8211; continu\u00f2 volgendosi al Fante.<br \/>\nIl Fante scosse tristemente la testa e disse: &#8211; Vi pare che io possa nuotare? (E certamente, no, perch\u00e9<br \/>\nera interamente di cartone).<br \/>\n&#8211; Bene, fin qui,-, disse il Re, e continu\u00f2: &#8211; \u00abE questo \u00e8 il vero, e ognun di noi io sa.\u00bb Questo \u00e8 senza<br \/>\ndubbio per i giurati. &#8211; \u00abUna a lei diedi, ed essi due gli diero.\u00bb &#8211; Questo spiega l&#8217;uso fatto delle torte,<br \/>\ncapisci&#8230;<br \/>\nMa, &#8211; disse Alice, &#8211; continua con le parole: \u00abMa tutte si rinvennero\u00bb.<br \/>\n&#8211; Gi\u00e0, esse son la, -disse il Re con un&#8217;aria di trionfo, indicando le torte sul tavolo. &#8211; Nulla di pi\u00f9<br \/>\nchiaro. Continua:\u00abGi\u00e0 tu sai che un accesso la colp\u00ec\u00bb,- tu non hai mai avuto degli attacchi nervosi,<br \/>\ncara mia, non \u00e8 vero?- soggiunse volgendosi alla Regina.<br \/>\n&#8211; Mai! &#8211; grid\u00f2 furiosa la Regina, e scaravent\u00f2 un calamaio sulla testa della lucertola. (Il povero<br \/>\nGuglielmo! aveva cessato di scrivere sulla lavagna col dito, perch\u00e9 s&#8217;era accorto che non ne<br \/>\nrimaneva traccia; e in quell&#8217;istante si rimise sollecitamente all&#8217;opera, usando l&#8217;inchiostro che gli<br \/>\nscorreva sulla faccia, e l&#8217;us\u00f2 finche ne ebbe.)<br \/>\n&#8211; Dunque a te questo verso non si attacca, &#8211; disse il Re, guardando con un sorriso il tribunale. E vi fu<br \/>\ngran silenzio.<br \/>\n\u00c8 un bisticcio &#8211; soggiunse il Re con voce irata, e tutti allora risero. &#8211; Che i giurati ponderino il loro<br \/>\nverdetto &#8211; ripet\u00e8 il Re, forse per la ventesima volta quel giorno.<br \/>\n&#8211; No, disse la Regina. &#8211; Prima la sentenza, poi il verdetto.<br \/>\n&#8211; \u00c8 una stupidit\u00e0 &#8211; esclam\u00f2 Alice. &#8211; Che idea d&#8217;aver prima la sentenza!<br \/>\n&#8211; Taci! &#8211; grid\u00f2 la Regina, tutta di porpora in viso.<br \/>\n&#8211; Ma che tacere! &#8211; disse Alice.<br \/>\n&#8211; Tagliatele la testa! url\u00f2 la Regina con quanta voce aveva. Ma nessuno si mosse.<br \/>\n&#8211; Chi si cura di te? &#8211; disse Alice, (allora era cresciuta fino alla sua statura naturale.); &#8211; Tu non sei che<br \/>\nla Regina d&#8217;un mazzo di carte.<br \/>\nA queste parole tutto il mazzo si sollev\u00f2 in aria vorticosamente e poi si rovesci\u00f2 sulla fanciulla: essa<br \/>\ndiede uno strillo di paura e d&#8217;ira, e cerc\u00f2 di respingerlo da s\u00e9, ma si trov\u00f2 sul poggio, col capo sulle<br \/>\nginocchia di sua sorella, la quale le toglieva con molta delicatezza alcune foglie secche che le erano<br \/>\ncadute sul viso.<br \/>\n&#8211; Risvegliati, Alice cara,- le disse la sorella, &#8211; da quanto tempo dormi, cara!<br \/>\n&#8211; Oh! ho avuto un sogno cos\u00ec curioso! &#8211; disse Alice, e raccont\u00f2 alla sorella come meglio pot\u00e9, tutte<br \/>\nle strane avventure che avete lette; e quando fin\u00ec, la sorella la baci\u00f2 e le disse:<br \/>\n&#8211; \u00c8 stato davvero un sogno curioso, cara ma ora, va subito a prendere il t\u00e8; \u00e8 gi\u00e0 tardi. &#8211; E cos\u00ec Alice<br \/>\nsi lev\u00f2; e and\u00f2 via, pensando, mentre correva, al suo sogno meraviglioso.<br \/>\nSua sorella rimase col\u00e0 con la testa sulla palma, tutta intenta a guardare il sole al tramonto,<br \/>\npensando alla piccola Alice, e alle sue avventure meravigliose finch\u00e9 anche lei si mise a sognare, e<br \/>\nfece un sogno simile a questo:<br \/>\nPrima di tutto sogn\u00f2 la piccola, Alice, con le sue manine delicate congiunte sulle ginocchia di lei e<br \/>\ncoi grandi occhioni lucenti fissi in lei. Le sembrava di sentire il vero suono della sua voce, e di<br \/>\nvedere quella caratteristica mossa della sua testolina quando rigettava indietro i capelli che volevano<br \/>\nvelarle gli occhi. Mentre ella era tutta intenta ad ascoltare, o sembrava che ascoltasse, tutto il. luogo<br \/>\nd&#8217;intorno si popol\u00f2 delle strane creature del sogno di sua sorella.<br \/>\nL&#8217;erba rigogliosa stormiva ai suoi piedi, mentre il Coniglio passava trotterellando e il Topo<br \/>\nimpaurito s&#8217;apriva a nuoto una via attraverso lo stagno vicino. Ella poteva sentire il rumore delle<br \/>\ntazze mentre la Lepre di Marzo e gli amici suoi partecipavano al pasto perpetuo; udiva la stridula<br \/>\nvoce della Regina che mandava i suoi invitati a morte. Ancora una volta il bimbo Porcellino<br \/>\nstarnutiva sulle ginocchia della Duchessa, mentre i tondi e i piatti volavano e s&#8217;infrangevano<br \/>\nd&#8217;intorno e l&#8217;urlo del Grifone, lo stridore della matita della Lucertola sulla lavagna, la repressione dei<br \/>\nPorcellini d&#8217;India riempivano l&#8217;aria misti ai singhiozzi lontani della Falsa-testuggine. Si sedette, con<br \/>\ngli occhi a met\u00e0 velati e quasi si cred\u00e8 davvero nel Paese delle Meraviglie; bench\u00e9 sapesse che<br \/>\naprendo gli occhi tutto si sarebbe mutato nella triste realt\u00e0. Avrebbe sentito l&#8217;erba stormire al soffiar<br \/>\ndel vento, avrebbe veduto lo stagno incresparsi all&#8217;ondeggiare delle canne. L&#8217;acciottolio, delle tazze<br \/>\nsi sarebbe mutato nel tintinnio della campana delle pecore, e la stridula voce della Regina nella voce<br \/>\ndel pastorello, e gli starnuti del bimbo, l&#8217;urlo del Grifone e tutti gli altri curiosi rumori si sarebbero<br \/>\nmutati (lei lo sapeva) nel rumore confuso d&#8217;una fattoria, e il muggito lontano degli armenti avrebbe<br \/>\nsostituito i profondi singhiozzi della Falsa-testuggine.<br \/>\nFinalmente essa immagin\u00f2 come sarebbe stata la sorellina gi\u00e0 cresciuta e diventata donna: Alice<br \/>\navrebbe conservato nei suoi anni maturi il cuore affettuoso e semplice dell&#8217;infanzia e avrebbe<br \/>\nraccolto intorno a s\u00e9 altre fanciulle e avrebbe fatto loro risplendere gli occhi, beandole con molte<br \/>\nstrane storielle e forse ancora col suo sogno di un tempo: le sue avventure nel Paese delle<br \/>\nMeraviglie. Con quanta tenerezza avrebbe ella stessa partecipato alle loro innocenti afflizioni, e con<br \/>\nquanta gioia alle loro gioie, riandando i beati giorni della infanzia e le felici giornate estive!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Testi Canzoni Alice nel Paese delle meraviglie<\/h3>\n<h4>A-E-I-O-U<\/h4>\n<p>O-e-i-o-u<br \/>\nE-i-o-u<br \/>\nE-i-o-u<br \/>\nO-u-e-i-o-a<br \/>\nU-e-i-a<br \/>\nO-e-i-o-u<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Il Paese delle Meraviglie<\/h4>\n<p>Il viaggio vuoi incredibile<br \/>\nNel mondo inverosimile<br \/>\nChe diun s\u00e0 dir dov\u00e8<br \/>\nDov\u00e8 quel magico<br \/>\nPaese che tu sai trovar<br \/>\nOltre le onde in fondo al mar<br \/>\nO dentro di te<br \/>\nChiss\u00e0 dov\u00e8<br \/>\nForse quaggi\u00f9<br \/>\nSi vanno a rifugiare<br \/>\nLa luna e gli altri<br \/>\nGuardano il sol in ciel<br \/>\nGuidaci<br \/>\nLe meraviglie mostraci<br \/>\nIn quei paesi magici<br \/>\nChe sai trovar<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Maratonda<\/h4>\n<p>Girotondo<br \/>\nSempre intorno<br \/>\nAsciugati anche tu<br \/>\nNiente pi\u00f9 seccante<br \/>\nDi una corsa in su e in giu<br \/>\nMara maratonda<br \/>\nTesta in basso<br \/>\nGambe in su<br \/>\nNon c\u00e8 stato inizio<br \/>\nE non ci fermeremo pi\u00f9<br \/>\nDi correr<br \/>\nDi saltar calciar<br \/>\nDi qua e di l\u00e0<br \/>\nComincia domani<br \/>\nL&#8217;altro ieri finir\u00e0<br \/>\nGira gira intorno<br \/>\nC\u00e8 pi\u00f9 gusto<br \/>\nE sai perch\u00e8<br \/>\nNon c\u00e8 mai nessuno che stia avanti<br \/>\nO che stia indietro<br \/>\nAvanti gira intorno<br \/>\nProvaci anche tu<br \/>\nNiente secca meglio<br \/>\nDi una corsa in su e in giu<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Nel Bel Meriggio d&#8217;Or<\/h4>\n<p>Se vedrai la valle dei tulipani<br \/>\nBaci sotto i girasol<br \/>\nSono le campanule al risveglio<br \/>\nNel bel meriggio d&#8217;or<br \/>\nNelle nuvole son gi\u00e0 gli asfodeli<br \/>\nE le viole cantano di cuor<br \/>\nBocca bocca di leone e i gigli dolci<br \/>\nNel bel meriggio d&#8217;or<br \/>\nSono bruchi il cane e il gatto<br \/>\nHa la gotta il millepi\u00e8<br \/>\nMa le margherite hanno sonno<br \/>\nImparar puoi tante cose dai fiori<br \/>\nE di grazia sempre ricchi son<br \/>\nSon felici a primavera i cuori<br \/>\nNel bel meriggio d&#8217;or<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Ottimi Consigli<\/h4>\n<p>Io mi so dar ottimi consigli,<br \/>\nMa poi seguirli mai non so<br \/>\nE per questo nei pasticci spesso son<br \/>\n&#8220;Rifletti&#8221; \u00e8 un ottimo consiglio<br \/>\nPer\u00f2 assai curiosa son<br \/>\nE mi piacciono venture e novit\u00e0<br \/>\nHo imboccato il mio cammino<br \/>\nSenza alcuna riflessione<br \/>\nSenza pensar che tutto poi<br \/>\nSi paga un d\u00ec, cos\u00ec<br \/>\nIo mi so dar ottimi consigli<br \/>\nMa poi seguirli mai non so<br \/>\nChiss\u00e0 quando la lezione imparer\u00f2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Piacere<\/h4>\n<p>Su stringi la mano<br \/>\nPiacere<br \/>\nPiacere<br \/>\nPiacere<br \/>\nPoi dimmi quale \u00e8 il tuo nome<br \/>\nEd il tuo mestiere&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Sono In Ritardo<\/h4>\n<p>Cos\u00e8, cos\u00e8,<br \/>\nQuesta fretta che sento ai pi\u00e8<br \/>\nDi gran cariera devo andare perch\u00e8 non voglio pi\u00f9 tardare<br \/>\nVia di qua<br \/>\nNessun mi fermer\u00e0<br \/>\nAd un appuntamento col mio amore devo andar<br \/>\nSe non arrivo in tempo certamente se ne andr\u00e0<br \/>\nLa strada \u00e8 lunga in verit\u00e0 e senza fiato sono gi\u00e0<br \/>\nSe mancher\u00f2<br \/>\nDi certo ne morr\u00f2<br \/>\nDi gran ritardo sono gi\u00e0 per questo corro e v\u00f2<br \/>\nSon gi\u00e0 le 10 e 33<br \/>\nMi tocca andar pi\u00f9 in fretta<br \/>\nL&#8217;orologio corre pi\u00f9 di me<br \/>\nO quale gran disdetta<br \/>\nVorrei poter volare<br \/>\nCome un affondale per non dover mancare<br \/>\nSon gi\u00e0 le 10 e 33<br \/>\nMi tocca andar pi\u00f9 in fretta<br \/>\nL&#8217;orologio corre pi\u00f9 di me<br \/>\nO quale gran disdetta<br \/>\nVorrei poter volare<br \/>\nCome un affondale per non dover mancare<br \/>\nCos\u00e8, cos\u00e8<br \/>\nQuesta fretta che sento ai pi\u00e8<br \/>\nDi gran cariera devo andare perch\u00e8 non voglio pi\u00f9 tardare<br \/>\nVia di qua<br \/>\nNessun mi fermer\u00e0<br \/>\nAd un appuntamento col mio amore devo andar<br \/>\nSe non arrivo in tempo certamente se ne andr\u00e0<br \/>\nLa strada \u00e8 lunga in verit\u00e0 e senza fiato sono gi\u00e0<br \/>\nSe mancher\u00f2<br \/>\nDi certo ne morr\u00f2<br \/>\nDi gran ritardo sono gi\u00e0 per questo corro e v\u00f2<br \/>\nE v\u00f2 per questo corro e v\u00f2 e v\u00f2<br \/>\nDi gran ritardo sono gi\u00e0 per questo corro e v\u00f2<br \/>\nE v\u00f2 per questo corro e v\u00f2 e v\u00f2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Un Buon Non Compleanno<\/h4>\n<p>Noi tutti abbiam un compleanno<br \/>\nOgni anno<br \/>\nEd uno solo all&#8217;anno haim\u00e8 ce n\u00e8<br \/>\nMa ci son 364 non compleanni<br \/>\nChe noi preferiamo festeggiar!<br \/>\nUn Buon non compleanno a te<br \/>\nA te, a me?<br \/>\nUn Buon non compleanno a te<br \/>\nA te, a me?<br \/>\nBrindiamo tutti insieme con un altro p\u00f2 di the<br \/>\nUn buon non compleanno a te!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Il Paese delle Meraviglie<\/h4>\n<p>Il viaggio vuoi incredibile<br \/>\nNel mondo inverosimile<br \/>\nChe diun s\u00e0 dir dov\u00e8<br \/>\nDov\u00e8 quel magico<br \/>\nPaese che tu sai trovar<br \/>\nOltre le onde in fondo al mar<br \/>\nO dentro di te<br \/>\nChiss\u00e0 dov\u00e8<br \/>\nForse quaggi\u00f9<br \/>\nSi vanno a rifugiare<br \/>\nLa luna e gli altri<br \/>\nGuardano il sol in ciel<br \/>\nGuidaci<br \/>\nLe meraviglie mostraci<br \/>\nIn quei paesi magici<br \/>\nChe sai trovar<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Maratonda<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Girotondo<br \/>\nSempre intorno<br \/>\nAsciugati anche tu<br \/>\nNiente pi\u00f9 seccante<br \/>\nDi una corsa in su e in giu<br \/>\nMara maratonda<br \/>\nTesta in basso<br \/>\nGambe in su<br \/>\nNon c\u00e8 stato inizio<br \/>\nE non ci fermeremo pi\u00f9<br \/>\nDi correr<br \/>\nDi saltar calciar<br \/>\nDi qua e di l\u00e0<br \/>\nComincia domani<br \/>\nL&#8217;altro ieri finir\u00e0<br \/>\nGira gira intorno<br \/>\nC\u00e8 pi\u00f9 gusto<br \/>\nE sai perch\u00e8<br \/>\nNon c\u00e8 mai nessuno che stia avanti<br \/>\nO che stia indietro<br \/>\nAvanti gira intorno<br \/>\nProvaci anche tu<br \/>\nNiente secca meglio<br \/>\nDi una corsa in su e in giu<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Nel Bel Meriggio d&#8217;Or<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se vedrai la valle dei tulipani<br \/>\nBaci sotto i girasol<br \/>\nSono le campanule al risveglio<br \/>\nNel bel meriggio d&#8217;or<br \/>\nNelle nuvole son gi\u00e0 gli asfodeli<br \/>\nE le viole cantano di cuor<br \/>\nBocca bocca di leone e i gigli dolci<br \/>\nNel bel meriggio d&#8217;or<br \/>\nSono bruchi il cane e il gatto<br \/>\nHa la gotta il millepi\u00e8<br \/>\nMa le margherite hanno sonno<br \/>\nImparar puoi tante cose dai fiori<br \/>\nE di grazia sempre ricchi son<br \/>\nSon felici a primavera i cuori<br \/>\nNel bel meriggio d&#8217;or<\/p>\n<h4>Ottimi Consigli<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io mi so dar ottimi consigli,<br \/>\nMa poi seguirli mai non so<br \/>\nE per questo nei pasticci spesso son<br \/>\n&#8220;Rifletti&#8221; \u00e8 un ottimo consiglio<br \/>\nPer\u00f2 assai curiosa son<br \/>\nE mi piacciono venture e novit\u00e0<br \/>\nHo imboccato il mio cammino<br \/>\nSenza alcuna riflessione<br \/>\nSenza pensar che tutto poi<br \/>\nSi paga un d\u00ec, cos\u00ec<br \/>\nIo mi so dar ottimi consigli<br \/>\nMa poi seguirli mai non so<br \/>\nChiss\u00e0 quando la lezione imparer\u00f2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Piacere<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su stringi la mano<br \/>\nPiacere<br \/>\nPiacere<br \/>\nPiacere<br \/>\nPoi dimmi quale \u00e8 il tuo nome<br \/>\nEd il tuo mestiere&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Sono In Ritardo<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00e8, cos\u00e8,<br \/>\nQuesta fretta che sento ai pi\u00e8<br \/>\nDi gran cariera devo andare perch\u00e8 non voglio pi\u00f9 tardare<br \/>\nVia di qua<br \/>\nNessun mi fermer\u00e0<br \/>\nAd un appuntamento col mio amore devo andar<br \/>\nSe non arrivo in tempo certamente se ne andr\u00e0<br \/>\nLa strada \u00e8 lunga in verit\u00e0 e senza fiato sono gi\u00e0<br \/>\nSe mancher\u00f2<br \/>\nDi certo ne morr\u00f2<br \/>\nDi gran ritardo sono gi\u00e0 per questo corro e v\u00f2<br \/>\nSon gi\u00e0 le 10 e 33<br \/>\nMi tocca andar pi\u00f9 in fretta<br \/>\nL&#8217;orologio corre pi\u00f9 di me<br \/>\nO quale gran disdetta<br \/>\nVorrei poter volare<br \/>\nCome un affondale per non dover mancare<br \/>\nSon gi\u00e0 le 10 e 33<br \/>\nMi tocca andar pi\u00f9 in fretta<br \/>\nL&#8217;orologio corre pi\u00f9 di me<br \/>\nO quale gran disdetta<br \/>\nVorrei poter volare<br \/>\nCome un affondale per non dover mancare<br \/>\nCos\u00e8, cos\u00e8<br \/>\nQuesta fretta che sento ai pi\u00e8<br \/>\nDi gran cariera devo andare perch\u00e8 non voglio pi\u00f9 tardare<br \/>\nVia di qua<br \/>\nNessun mi fermer\u00e0<br \/>\nAd un appuntamento col mio amore devo andar<br \/>\nSe non arrivo in tempo certamente se ne andr\u00e0<br \/>\nLa strada \u00e8 lunga in verit\u00e0 e senza fiato sono gi\u00e0<br \/>\nSe mancher\u00f2<br \/>\nDi certo ne morr\u00f2<br \/>\nDi gran ritardo sono gi\u00e0 per questo corro e v\u00f2<br \/>\nE v\u00f2 per questo corro e v\u00f2 e v\u00f2<br \/>\nDi gran ritardo sono gi\u00e0 per questo corro e v\u00f2<br \/>\nE v\u00f2 per questo corro e v\u00f2 e v\u00f2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Un Buon Non Compleanno<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi tutti abbiam un compleanno<br \/>\nOgni anno<br \/>\nEd uno solo all&#8217;anno haim\u00e8 ce n\u00e8<br \/>\nMa ci son 364 non compleanni<br \/>\nChe noi preferiamo festeggiar!<br \/>\nUn Buon non compleanno a te<br \/>\nA te, a me?<br \/>\nUn Buon non compleanno a te<br \/>\nA te, a me?<br \/>\nBrindiamo tutti insieme con un altro p\u00f2 di the<br \/>\nUn buon non compleanno a te!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Video cartone Alice nel Paese delle Meraviglie<\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.dailymotion.com\/embed\/video\/x2hxcst?start=12\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, \u00a0Alice&#8217;s Adventures in Wonderland , \u00e8 stato scritto\u00a0nel 1865 da\u00a0Lewis Carroll. Questa favola \u00e8\u00a0ricca di allusioni a personaggi, poemetti, proverbi,\u00a0regole logiche, linguistiche\u00a0che gli hanno permesso di essere uno dei racconti pi\u00f9 famosi al mondo. \u00a0Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie \u00e8 considerata una delle storie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2453,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[823,724],"tags":[828,1102,734,1100,1097],"class_list":["post-2451","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-favole-bambini","category-storie-bambini","tag-favola","tag-favola-alice-nel-paese-delle-meraviglie-coniglio","tag-favole-per-bambini","tag-favole-per-bambini-da-leggere","tag-storie-per-bambini","post-with-thumbnail","post-with-thumbnail-icon"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - 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