Quattro giorni a piedi sull’antica via della Transumanza, in Toscana, con venti persone tra partecipanti ipovedenti o non vedenti e i loro accompagnatori. È il viaggio che Montagne di Legami ha costruito insieme a Noisy Vision Org, il primo esperimento di questo tipo realizzato in Italia con questa categoria di camminatori. Non un trekking come gli altri: un percorso pensato perché chi non vede, o vede poco, potesse comunque misurarsi con giornate intere all’aperto, dislivelli, terreno che cambia, e con un compagno di viaggio insolito, un asino.
Un percorso con una storia dietro
La via della Transumanza non è un tracciato inventato per l’occasione. È lo stesso itinerario che per secoli hanno percorso i pastori quando, ogni autunno, portavano le greggi dall’Appennino verso la Maremma per svernare, e ogni primavera le riportavano in montagna. Camminare quella via oggi significa muoversi su un terreno che ha già accompagnato generazioni di persone e animali, con saliscendi naturali e soste che un tempo servivano al bestiame e che oggi diventano punti di riferimento utili anche per chi cammina senza vedere il paesaggio davanti a sé.
Scegliere proprio questo percorso per un gruppo di persone ipovedenti e non vedenti non è stato un dettaglio secondario: un tracciato con una lunga tradizione di passaggio ha punti di appoggio, aie, tratti più regolari, che aiutano a costruire un cammino accessibile senza dover reinventare tutto da zero.
Il ruolo degli asini nel gruppo
Montagne di Legami cura da anni due asine, Pippa e Lulù, che accompagnano diversi progetti sociali dell’associazione. Nel viaggio con Noisy Vision Org gli asini non erano un elemento folkloristico aggiunto per la foto: camminare a fianco di un animale, sentirne il passo e la presenza fisica, è un punto di riferimento diverso rispetto a un bastone o a un accompagnatore umano, e per diversi partecipanti è stata la prima occasione di relazionarsi con un asino.
Questo aspetto è anche quello che l’associazione racconta essere il più imprevedibile da programmare a tavolino: come un partecipante reagirà al contatto con l’animale si scopre solo camminando insieme, non prima.
Da dove nasce l’esperienza di Montagne di Legami
Montagne di Legami è un’associazione di promozione sociale toscana attiva dal 2015, con sede a Marciana di Cascina, in provincia di Pisa. Prima di arrivare al viaggio con Noisy Vision Org, l’associazione aveva già maturato anni di progetti nel sociale: percorsi per ragazzi e adulti autistici su incarico dell’ASL Pisana, e la partecipazione al progetto Sport senza Barriere del Comune di Cascina, rivolto a bambini con diversi disagi psicomotori.
È in questo percorso che è nata l’idea di allargare il lavoro di inclusione anche a chi ha disabilità visive: un ambito diverso da quello autistico o psicomotorio, che ha richiesto un modo diverso di pensare il cammino, dal ritmo del gruppo alla scelta di un percorso che permettesse comunque punti di orientamento sonori e tattili.
Cosa resta dopo un’esperienza come questa
L’associazione descrive il viaggio come riuscito soprattutto per un motivo pratico: ha dimostrato che un cammino di più giorni, con dislivelli reali e non un semplice percorso pianeggiante attrezzato, è alla portata di un gruppo misto di persone ipovedenti, non vedenti e accompagnatori, se il percorso e il supporto sono pensati in anticipo. Non è un risultato scontato, ed è anche per questo che Montagne di Legami lo definisce un primo esperimento: un punto di partenza per capire cosa funziona, cosa va corretto, quali percorsi toscani si prestano meglio a un’esperienza simile.
Chi segue le attività dell’associazione trova nel calendario dei trekking di gruppo altre uscite in Toscana, non tutte pensate specificamente per l’inclusione visiva, ma tutte nate dallo stesso approccio: camminare insieme, con un ritmo adatto a chi partecipa, non il contrario.
Domande frequenti
Cosa rende un trekking accessibile a persone ipovedenti o non vedenti?
Non un singolo accorgimento, ma la somma di più fattori: un percorso con punti di riferimento chiari (sonori, tattili, di terreno), un numero di accompagnatori adeguato al gruppo, un ritmo di cammino concordato prima e non deciso strada facendo.
Perché usare degli asini invece di una guida più tradizionale?
Nel caso di Montagne di Legami gli asini fanno già parte da anni delle attività sociali dell’associazione. Camminare accanto a un animale aggiunge un punto di riferimento fisico e un’esperienza di relazione che un accompagnatore umano, per quanto presente, non sostituisce allo stesso modo.
Questo tipo di viaggio si ripeterà?
L’associazione lo presenta come un primo esperimento in Italia con questa categoria di partecipanti, nato dalla collaborazione con Noisy Vision Org: l’intenzione dichiarata è usarlo come base per capire come replicare l’esperienza su altri percorsi toscani.