C’era una volta, in un cielo azzurro come un mare di nontiscordardimé, una piccola nuvoletta bianca e paffuta di nome Nuvolina. A differenza delle sue sorelle maggiori, che amavano fluttuare tranquille e maestose, Nuvolina era una vera birichina! Le piaceva rincorrere gli uccellini, fare il solletico alle montagne con la sua ombra e giocare a nascondino con il sole.
Un giorno, mentre il sole faceva un pisolino dietro una montagna gigante, Nuvolina decise di fare uno scherzetto al vento. Aspettò che il vento soffiasse forte e poi, con un balzo, si mise proprio davanti a lui. Il vento, preso alla sprovvista, sbuffò e soffiò più forte, ma Nuvolina non si mosse. Anzi, iniziò a girare su se stessa, trasformandosi in un piccolo tornado di nuvole bianche.
Il vento, divertito, si unì al gioco e insieme iniziarono a danzare nel cielo, creando vortici e spirali di aria e nuvole. Gli uccellini, spaventati, si rifugiarono tra gli alberi, le foglie frusciavano impaurite e le montagne osservavano stupite quello strano balletto.
Nuvolina e il vento, presi dalla loro danza scatenata, non si accorsero che stavano avvicinandosi a un piccolo villaggio ai piedi delle montagne. Le casette colorate, con i loro tetti rossi e i giardini fioriti, sembravano giocattoli visti dall’alto.
“Guarda, guarda!” esclamò Nuvolina, indicando il villaggio. “Sembra un paese di marzapane!”
“Andiamo a vedere da vicino!” propose il vento, spingendo Nuvolina verso il basso.
I due amici si avvicinarono al villaggio e iniziarono a volteggiare sopra le case. Il vento soffiò forte sui panni stesi, facendoli svolazzare come bandiere, mentre Nuvolina spruzzò qualche goccia di pioggia sui fiori assetati.
Gli abitanti del villaggio, inizialmente spaventati dal vento forte e dalla pioggia improvvisa, uscirono dalle loro case e guardarono in alto, curiosi. I bambini, invece, erano felici: saltavano nelle pozzanghere, facevano volare gli aquiloni e ridevano a crepapelle.
Nuvolina, vedendo la gioia dei bambini, si sentì un po’ in colpa per averli spaventati. Decise quindi di fare un ultimo scherzetto, ma questa volta uno scherzetto buono. Raccolse tutte le sue forze e soffiò una nuvola di zucchero filato sopra il villaggio. I bambini, increduli, alzarono le mani al cielo e iniziarono a raccogliere la dolce nuvola, gustandola con piacere.
Il sole, svegliatosi dal suo pisolino, vide la scena e sorrise. “Nuvolina, sei proprio una birichina!” disse, con voce affettuosa. “Ma questa volta hai fatto un bel gesto.”
Nuvolina, arrossendo un po’, tornò a fluttuare nel cielo insieme alle sue sorelle, mentre il vento le cantava una dolce ninna nanna. Gli abitanti del villaggio, felici per la dolce sorpresa, salutarono Nuvolina con la mano, promettendole di non dimenticare mai la nuvoletta birichina e la sua pioggia di zucchero filato.
E così, Nuvolina imparò che anche gli scherzetti, se fatti con il cuore, possono portare gioia e felicità. E tu, piccolo mio, chiudi gli occhi e sogna una nuvola di zucchero filato che vola nel cielo, pronta a regalarti un dolce sogno.
