“I sogni sono pagine del nostro libro di vita”
Erano già le ventidue, quando i raggi di una splendida luna piena filtravano nella camera di Lise, che si divertiva a parlare con il suo piccolo amico scoiattolo Tamia ogni sera, prima di andare a letto. La sua testa , la sua schiena e la coda erano nere e l’addome di un rosso mattone.
Due vistose righe bianche separavano nettamente sui fianchi questi due colori Lise amava accarezzare il suo mantello molto decorativo, dal pelo corto, un po’ ispido e poco morbido. Planando da albero ad albero, con un grande salto, in men che non si dica, come di consueto era davanti al davanzale della sua finestra, mentre mangiava una grande noce.
“Deve essere bello volare di qua e di là, mio piccolo Tamia , leggero come il vento e imprendibile”, disse Lise sorridendogli.
Tamia seduto, con le sue orecchie snelle e slanciate, stava ad osservarla mentre finiva di sgranocchiare la sua noce. “Almeno, tu, domani non devi svegliarti presto. E se rimango a parlare ancora qui con te, domattina non riuscirò ad alzarmi per il mio primo giorno di scuola. Ma è tardi anche per te e la tua famiglia ti starà aspettando”.
Tamia socchiuse gli occhi, come per darle la buonanotte, e con un incredibile balzo, il piccolo scoiattolo volante, con le sue unghie affilate si arrampicò in cima sull’alto albero per fare ritorno alla sua tana tra rami di foglie secche e rametti.
Era un rifugio sicuro, protetto dal manto della notte nel fitto bosco. Così fece ritorno dai suoi piccoli. Lise era sotto le coperte e la luce era già spenta, quando sua madre entrò senza fare rumore nella sua stanza, per vedere se stava dormendo e richiuse piano la porta dietro di sé.
Dalla finestra semi aperta, nel vento ancora caldo d’autunno, entrò danzando una bolla di sapone, presto seguita da una seconda bolla di sapone con dentro una splendida fata dalle ampie ali viola come i suoi lunghi capelli e accanto a sé un draghetto alato, viola anch’egli, dalla lunga coda appuntita e gli occhi color ocra. “Chi sei? “, chiese Lise rivolgendosi alla dolce fata, che indossava un corpetto nero lungo alla vita e delle affusolate calze viola per la lunghezza di tutte le sue gambe.
“Il mio nome è Selia, e lui è il mio amico Dragon. Non devi spaventarti, è grazie a lui che io posso volare protetta da queta bolla e andare dove voglio. Dragon può fare uscire dalla sua bocca un grande getto d’acqua e trasformarsi in una bolla di sapone. “Prima ho sentito, mentre parlavi alla finestra con il tuo scoiattolo, che ti piacerebbe volare.
Che ne dici fare un bel viaggio insieme dentro questa magnifica bolla di sapone?” Lise attraversò la superficie iridiscente di una delle mille bolle di sapone, che Dragon aveva creato per lei e volarono su per il cielo stellato come magiche stelle danzanti. Lise si immaginava sempre come sarebbe stata da grande e i sogni che aveva in mente di realizzare.
Così insieme a Selia e Dragon viaggiarono attraverso posti fantastici, tra cui l’incantevole torre Eiffel, la metallica torre dalla cui cima poteva osservare a perdifiato Parigi, la romantica della città dell’amore , e gli incredibili Champs- Elysees, un paradiso pagano ,come vuole la mitologia del loro nome. Una sorta di paese di balocchi dove Lyse poteva divertirsi a osservare i magici negozi della Disney, dalle cui vetrine apparivano le meravigliose principesse di ghiaccio, come Frozen o la bella Cenerentola dalla scarpetta di cristallo che aveva solo guardato nei suoi adorati cartoni e poteva immaginarsi con indosso uno di quei fantastici abiti.
E il suo viaggio continuava, come un otto volante, tra nebbiosi laghi e distese di prati dove correvano selvaggi cavalli e sorvolare lidi di mare come gabbiani al tramonto e, tra quei lidi, a sera, le parve di vedersi da grande accanto ad un fantastico ragazzo che le regalava una rosa dall’odore del mare. Il suo viaggio era ormai giunto al termine, quando Selia , Dragon e Lise rientrarono dalla finestra della sua stanza dentro le loro magiche bolle.
“E’ stata l’esperienza pìù bella della mia vita, siete degli ottimi compagni di viaggio” disse Lise, e “ricorda” soggiunse Selia “ogni volta che lo vorrai potrai viaggiare nella tua magica bolla , perché io e Dragon saremo sempre accanto a te e, per farlo, non devi mai smettere di sognare e credere nei tuoi desideri”. Altrimenti Dragon potrebbe rattristarsi molto e, anziché getti d’acqua, potrebbe sputare fuoco dalla bocca e fumo velenoso dal naso. “Promesso”, rispose Lise, abbracciando i suoi cari amici”.
L’indomani mattina , mentre si trovava insieme alla madre sulla strada per andare a scuola, osservò un signore un po’ buffo, con uno strano cappello a cilindro giallo e l’abito dello stesso colore punteggiato da brillanti stelle. Dalla sua bocca soffiava giganti bolle di sapone e quando Lise gli passò davanti, le donò la sua magica bacchetta alata rosa, avente come stemma un fiocco di neve e una corona. “Se soffi dentro il fiocco di neve, si formano queste enormi bolle di sapone che vedi”.
Il signore le accarezzo i suoi morbidi lunghi capelli regalandole la bacchetta, poi continuò i suoi giochi di prestigio. Lise quella mattina, anche se preoccupata, si sentiva felice perché sapeva che il suo primo giorno di scuola alla primaria avrebbe conosciuto tanti nuovi compagni e imparato nuove cose e sapeva, che con lei c’erano Selia e Dragon e che i sogni diventano sempre realtà.