Escursione in Lunigiana Toscana

Trekking in Lunigiana Toscana 2015

Escursione da Treschietto porta al passo di Badignana

trekking lunigiana toscana escursione camminata-È proprio cosi che mi sento nel percorrere il sentiero 118 del CAI che da Treschietto porta al passo di Badignana. Questa mia escursione si volgerà su un percorso antico che racconta di vita e gente passata ma soprattutto un percorso di trekking che non sembra temere il trascorrere del tempo. Maestoso attraversa i secoli senza scomporsi troppo e presenta a chiunque voglia percorrerlo le sue salite dure, le sue scalinate bellissime ma faticose e scivolose, i suoi panorami mozzafiato, le carbonaie con qualche muro superstite e molti altri scorci che trasmettono una emozione non descrivibile a parole.

Parto da Treschietto con la voglia e l’entusiasmo di trovare i petroglifi incisi su alcuni scalini e massi lungo il percorso: il rabdomante, come ho deciso di chiamarlo io, con le sue linee squadrate e la sua forma poco rassomigliante alle altre incisioni scoperte in queste zone, il pastore con un curioso bastone del comando ed infine le tre stele che stanno ad inizio, metà e fine salita.

La giornata è pessima, dopo il primo chilometro sono fradicio, inzuppato dalle piante che ancora impregnate di acqua fanno cadere su di me una leggera pioggerella ad ogni ramo spostato e dall’umidità che all’interno del bosco raggiunge percentuali elevate. Cado più volte scivolando sulle pietre bagnate. Non importa, voglio vedere le incisioni e niente e nessuno mi impedirà di provarci.

Dopo due chilometri muovo i miei primi passi in piano ed i miei muscoli si rilassano un attimo. Sento la fatica abbandonare le mie gambe che aumentano il ritmo ma non appena svolto la curva la salita ricomincia e non mi abbandonerà più per i successivi sei chilometri. Non proprio una camminata per tutti, e forse nemmeno per me.

trekking toscana escursione camminata-  Salgo con calma, non ho fretta, ma soprattutto ho paura di cadere. Sono troppo distratto da assembramenti di rocce o da singole pietre che potrebbero racchiudere una incisione oppure raccontarmi una storia. Mi fermo, devio dal percorso, controllo, mi arrampico, scruto e cerco delle pietre incise. Non ho fortuna, non importa, è evidente che questo sentiero racchiude una storia non ancora del tutto raccontata ed è altrettanto evidente, almeno a me, ma forse sogno troppo, che cercando con metodo e sistematicità, si potrebbero trovare altre testimonianze di un passato a noi sconosciuto. toscana escursione camminata-

Incontro la prima stele, con un uomo (sacerdote) che tiene per mano un bambino. Incisa vi è la data 1602 quella in cui, secondo molti, le stele sono state cristianizzate.  Continuo a salire, con la testa sempre rivolta alla ricerca delle incisioni. Sono talmente concentrato che vedo solo dopo moltissimo tempo il paesaggio che si apre ad ovest.

Non mi ero accorto di essere salito tanto; sotto di me, seppur coperta dalle cime degli alberi, tutta la valle Caprio fino a Pontremoli. Mi fermo a guardare, stupefatto ma anche per riprendere fiato.

trekking lunigiana escursione camminata toscanaI gradini che continuano davanti a me sono consumati dall’uso e dalle intemperie, segno di un costante passaggio. Chissà quante storie potrebbero raccontare e quali misteri potrebbero svelare.

Raggiungo la seconda stele, dove la formella è stata asportata. C’è anche una fonte ma nonostante la terra sia intrisa d’acqua non riesco capire da dove sgorghi.

Mi avevano segnalato che la pietra con inciso il petroglifo del rabdomante era a circa 1200 metri di altitudine e mentre mi avvicino a quella quota comincio ad essere impaziente. La mia ricerca si fa più frenetica e mi ritrovo a pulire tutti i gradini che affronto sperando di scorgere su uno di essi quelle linee squadrate che ho visto in fotografia. Per ora la ricerca è vana. Alcuni passaggi impervi ma non pericolosi sono emozionanti e alimentano la mia voglia di proseguire. Dell’incisione però nessuna traccia, non la trovo.

Arrivo alla terza stele, con una formella contenente la colomba dell’annunciazione. Ho superato la zona dell’incisione ed in breve raggiungo le capanne Baton, ristrutturate dal comune di Bagnone ed oggi possibile zona ristoro e bivacco. Il luogo è, seppur con il clima cupo e chiuso di oggi, di una bellezza sconcertante. Si immagina senza troppa difficoltà la vita dei carbonai che nel recente passato calcavano queste zone per lunghi periodi dell’anno, schiacciati da una vita difficile e dura. I miei ricordi però vanno ad un passato ancor più lontano, quando questi sentieri erano probabilmente solcati da “mercanti” e “viaggiatori” che utilizzavano queste vie per unire le due zone dell’Appennino portando mercanzie da scambiare ma soprattutto storie e racconti di genti lontane e sconosciute. Chissà se il loro arrivo nelle piccole comunità arroccate su questi monti fosse un momento di festa, un preludio ad una serata attorno al falò ad ascoltare storie. L’idea mi piace e potrebbe essere d’ispirazione per una prossima escursione, con bivacco e pernottamento in quota a raccontare storie attorno ad un fuoco.

Mi allontano da questi pensieri e un poco di delusione si fa sentire. Non ho trovato il petroglifo e non credo che il ritorno si rivelerà più fortunato. Vista la difficile discesa dovrò stare attento a non scivolare per cui avrò meno tempo per guardarmi attorno.

Non avevo intenzione di raggiungere il passo ma ormai che sono salito, decido almeno di raggiungere il punto panoramico appena sopra al “Pian della Lola”. E non sbaglio, la vista è bellissima e mi mostra le valli sotto di me e qualche scorcio di Lunigiana. È ora di scendere e devo farlo con calma.

Attento ad ogni passo continuo a guardarmi attorno; non ho ancora rinunciato del tutto a scorgere almeno una incisione.

Non ci riesco ma in compenso scivolo e rischio di cadere qualche volta. Non importa, la giornata, il luogo e le potenzialità di questo posto meritano tutto quanto. Sono rimasto stregato, la scoperta è solo rimandata. Al termine di questa escursione in Lunigiana, di nuovo nel parcheggio di Treschietto, poco prima di salire in auto per rientrare mi giro verso la montagna per un saluto e un arrivederci a presto.

Oreste

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