Lunigiana: sentieri di Lusignana

Via del Volto Santo: variante della via Francigena

Lunigiana: sentieri di Lusignana

Sentieri d’inchiostro, riflessioni del giorno dopo

Lusignana via del volto santoLusignana, piccolo borgo della Lunigiana , località di confine ( a fine strada) di una terra di confine e scenario di un evento inimmaginabile fino a qualche tempo fa , ha visto radunati per tre giorni scrittori, sociologi, storici, filosofi e camminatori che , passeggiando sui suoi sentieri , si sono raccontati e hanno alimentato una grande discussione su cosa sia il fenomeno camminare.

Tra arte , filosofia, ipotetici progetti di rivalutazione dell’area, aspettative e delusioni della popolazione, prospettive di giovani emergenti e ricchi di buone e fresche energie, due schieramenti , gli ospiti e i residenti , si sono osservati , studiati, affrontati , in qualche momento anche scontrati, per chiudere il programma attraverso i concetti , le suggestioni , il realismo di una coppia di viaggiatori fantastici. Alla fine , la domenica sera di un caldo 2 agosto 2015 , si sono salutati stanchi per quella maratona di parole e passi (più le prime che i secondi a dire il vero) ,entrambi convinti di avere vissuto un’esperienza particolare, intensa, nuova e ricca di valori. Una signora , la moglie del simpatico ed esuberante Paolo, ha detto che tre giorni così a Lusignana non li avevano mai vissuti ( e, forse, neppure in molti altri borghi limitrofi..)

Già , noi , Oreste, Cristina ed io, da Lusignana ci eravamo transitati nella ricerca e ricostruzione della Via del Volto Santo , ci eravamo tornati per trascorrere una notte in quella suggestiva canonica che avevamo ipotizzato potesse diventare l’ostello per i pellegrini che avrebbero camminato sulla fantastica variante della via Francigena, ribattezzata , appunto, via del Volto Santo . Ci avevamo organizzato una serata per la proiezione del video del cammino che avevo fatto dall’Islanda a Roma. In quell’occasione c’erano pochi presenti ma tra loro alcune figure sarebbero state determinanti per aiutarci a sviluppare l’idea dell’Ostello. Più avanti un lungo lavoro di mediazione era stato affrontato tra Curia , uffici comunali e normative per trovare la soluzione alla realizzazione dell’ostello ma che , temporaneamente, aveva suggerito di attendere altri sviluppi. A distanza di quasi un anno avevamo raccolto, grazie ai proficui contatti stabiliti dal nostro socio locale Oreste, i favori degli uffici cultura del Comune di Filattiera e il sostegno mediatico ed economico del Parco dell’Appennino Toscoemiliano dove il borgo risiede, ci avevano accordato l’idea di un festival della letteratura di viaggio unito alle camminate e altri eventi culturali. Alla fine , con un poco di affanno che caratterizza chi si appresta per la prima volta ad affrontare certe sfide, tutto era pronto, il 31 luglio si poteva aprire il sipario sulla sconosciuta Lusignana , in realtà un nome che unisce due borghi diversi , Vignolo, il più grande e Posponte tenuti insieme dalla bella chiesa e dal suo alto campanile che si collocano in mezzo , su una suggestiva sella.

Tutto era pronto , forse, un poco meno i suoi abitanti , i lusignanesi che ancora non avevano ben chiaro cosa avrebbero rappresentato quei tre giorni e , sopratutto, cosa volevano da loro, cosa andavano cercando i rappresentanti dell’associazione Montagne di legami , cosa ci azzeccava un’associazione con sede pisana in un luogo così distante sia geograficamente che culturalmente. Per alcuni di noi soci che avevano trascorso moltissime giornate a ricercare il percorso della via del Volto Santo, che avevano goduto di paesaggi, tramonti e atmosfere incredibili era normale pensare di costruire qualcosa in quel borgo, affrontare la sfida di dare vita ad una realtà di ospitalità come altre ce ne sono nell’Italia minore.

Il venerdì 31 erano iniziate le danze percorrendo la prima tappa della via del Volto Santo, da Pontremoli a Lusignana, circa 18 chilometri in una giornata afosa allietata dalla visita al Labirinto di Ceretoli dove Mauro Lombardi ci aveva accolto come suo solito per raccontare il ritrovamento del labirinto, la pietra scolpita emblema del pellegrinaggio. Dopo era stata la volta della sosta alla chiesa di Dobbiana, dove per la prima volta riuscivamo a vedere il crocifisso del Cristo tunicato, la stessa immagine del Volto Santo esposto a Lucca e qui l’affabile assessore dell’ufficio cultura di Filattiera ci aveva fornito la sua suggestiva versione dei fatti. Tesi storiche affascinanti come quella teca dove il Cristo era custodito con grande premura da molti secoli . Alla sera , arrivati a Lusignana, in una piazzetta, la più bella del paese, si era radunata molta gente, residenti con età avanzata e residenti affettivi più giovani e provenienti da varie province italiane , per lo più del nord, che erano curiosi di ascoltare due ospiti particolari, un direttore di una rivista di escursionismo e un sociologo . Il confronto, rispetto al tema della serata aveva preso una strada un poco diversa e l’attenzione dei due relatori si era spostata di più sulle prospettive verdi e sostenibili della zona finendo per toccare anche alcuni aspetti politici che avevano agitato alcuni partecipanti. Tutto si era ricondotto , con un poco di fatica nei binari più normali del dialogo e in aiuto era arrivata l’ora tarda che aveva spinto ognuno a ripensare alla serata dopo una buona dormita.

Nei giorni successivi gli scrittori ospiti si erano alternati sull’argomento del camminare ottenendo l’attenzione dei presenti e affascinandoli con le loro riflessioni. La mattinata e il pomeriggio davvero intensi erano culminati con l’evento musicale al Martinello, luogo suggestivo ai margini occidentali del paese dove era stato restaurata una Maestà ( o edicola come si dice in altre aree montane) . Per rendere più significativo il momento era stata invitato un gruppo musicale che con alcuni componimenti jazz aveva allietato la serata che sembrava minacciare temporale. Momento interessante per molti convenuti era stato quello del ristoro dove le abili mani delle donne lusignanesi avevano permesso di cucinare e far assaggiare i loro prodotti tipici, torte di erbe e altre ricette antiche che erano state particolarmente gradite. Terminata la pausa ristoratrice era venuto il momento della seconda tavola rotonda ma questa volta con atmosfere più rilassate e coinvolgenti senza tensioni tra il pubblico. Un lungo confronto tra tre scrittori davanti alla edicola del Martinello e un bel tramonto sulle alture della Lunigiana.

Terzo e ultimo giorno di questa lunga e intensa carrellata di autori di letteratura del viaggio ( con i piedi e con la mente) , quello della domenica si apriva sulla piazza della chiesa dove i nostri soci si adoperavano per promuovere le attività collaterali della nostra associazione come quella della collaborazione con il carcere di Pisa attraverso la mediazione della dott.ssa Veglia. Grande interesse c’era stato intorno alle nostre bancarelle e la generosità degli abitanti si era manifestata anche in questa occasione, si percepiva la loro partecipazione e la convinzione di ciò che di buono stavamo proponendo a quelle persone.

Una breve passeggiata in mia compagnia ci avviava all’ora del pranzo e all’ultimo evento della giornata , particolarmente interessante e atteso, la presentazione delle attività svolte da Riccardo Carnovalini e dalla sua compagna Anna Rastello. Erano le tre del pomeriggio, particolarmente caldo, quando abbia deciso di aprire il loro intervento e, tra lo scetticismo di Riccardo e un poco di disagio nostro visto l’esiguo numero di presenti ci siamo incamminati per le stradine3 dei borghi. Nonostante la partenza rallentata l’argomento affrontato e il taglio dato dai due autori alimentavano interessanti riflessioni e discreta attenzione e partecipazione. nelle soste programmate in punti particolari del villaggio , si incontravano gruppetti di anziani che conversavano sulle panchine. Alla nostra vista e ascoltando le argomentazioni sul camminare ci guardavano con occhi sgranati e commentavano facendo trasparire tutto il loro stupore di fronte a concetti e esposizioni inusuali ( un caratteristico signore baffuto aveva intravisto in Riccardo una sorta di santone…).

Come era cominciato , alle 18 , dopo tre giorni di incontri , il cerchio si chiudeva sulla bella piazzetta di Vignolo alla ricerca di un poco di ombra, seduti sulle pietre dei muretti antichi per ascoltare le ultime riflessioni di Riccardo e Anna e per soddisfare alcune domande dei presenti. La prima edizione di questo singolare festival volgeva al termine , i lusignanesi avevano conosciuto meglio l’associazione che aveva promosso l’iniziativa , ci avevano chiesto di tornare presto e , forse, non sarebbe trascorso un anno intero prima di ripensare e lavorare per Lusignana, per la sua gente che si era dimostrata più ospitale di ogni aspettativa , per i suoi sentieri, per il suo ostello. Arrivederci . Nino

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