Nel parco silenzioso
c’era uno scoiattolo curioso,
guardava dall’alto di un pino
un ciuffo ribelle e biondino,
chinato e assorto su pagine colorate
tra disegni e parole intrecciate.
Quegli occhietti scuri
simpatici e puri
cercavano invano
di capire cosa c’era di strano.
<<Che sguardo perplesso, cosa immagina?
Gira e rigira la stessa pagina…
meglio avvicinarsi un pochino>>
disse l’agile scoiattolino.
Come un danzatore provetto,
elegantemente iniziò il balletto:
un salto silenzioso
più vicino e più curioso,
due passetti lenti lenti
riusciva a vedere a stenti.
Quando il ciuffetto si spostò
ecco il mistero si svelò.
<<Per tutte le civette!
Manca la pagina dopo la diciassette!
Non saprà mai il cavaliere come di chiama,
come farà a capire del libro la trama…>>.
Attorcigliato nella coda folta,
un pensiero, un’idea, una giravolta
ed ecco presa la decisione:
<<Troverò io una soluzione!
Nessun bambino resterà bloccato
nel tempo interrotto di questo narrato>>
dichiarò lo scoiattolo con la sua vocina,
<<promessa sul cuore con la zampina>>.
All’ultima riga della pagina sospesa
si leggeva: “il cavaliere strinse la presa,
a destra la spada a sinistra una fanciulla,
davanti a sé un enorme” …e poi il nulla!
Lo scoiattolo in quattro e quattr’otto
andò alla ricerca della pagina diciotto.
Vicino ad un cestino
trovò un fogliettino
sembrava potesse essere quello giusto,
ma il cavaliere si trovò davanti ad un “enorme arbusto”,
con tutte le indicazioni per prendersene cura,
ma poco adatto ad un condottiero senza paura.
Lo scoiattolo tornò subito alla ricerca
è lì nel vento quello che cerca,
una pagina vola e fa le capriole,
per fortuna si è fermata tra quelle viole.
In un attimo è tra le sue zampine
e poco dopo il cavaliere era di fronte a… “enormi bambine”.
No no la storia non tiene,
lo sguardo perplesso lo dice bene,
il cavaliere rischia davvero grosso,
diventare il gioco preferito da un vestitino rosso.
Ha bisogno, invece, di un giusto avversario:
forte, potente e temerario.
Lo scoiattolo era ormai scoraggiato,
niente era giusto di ciò che aveva trovato:
una bella signorina su un volantino;
un tenero cagnolino su un taccuino;
parole e paroloni su vecchi giornali;
sbiadite foto di settimanali.
Niente era adatto alla situazione
immaginate che disperazione.
Con timore si voltò a guardare
il volto del bambino che voleva aiutare.
Era sicuro fosse triste per la storia mancata,
resto sorpreso davvero nel sentire la sua risata:
<<Ah ah! Un arbusto bassino!>>.
<<Ah ah! Un cucciolo carino!>>.
<<Ah ah! Un enorme bambina!>>.
<<Ah ah! Una gentile signorina!>>.
Lo scoiattolo aveva capito finalmente
che per fare una storia bella e divertente
non servono finali perfetti
scritti su libri già letti.
Basta un po’ di fantasia
un po’ tua e un po’ mia.
Paola Capozzi