«Tesoro, mi dispiace, oggi la mamma deve andare al lavoro.»
«Lo avevi promesso, dovevamo andare al maneggio e io dovevo portare la carota al mio pony Jack!»
«Non piangere bambino mio, nonno sarà qui a momenti. Vedrai che ti divertirai un sacco.»
La mamma, dopo aver stampato un grosso bacio sulla fronte al piccolo Leonardo se ne andò lasciandolo solo con il nonno.
«Ci risiamo! E’ seduto sulla sua poltrona a guardare la tivù e russa già! Io odio essere piccolo!»
«Ehi piccolo! Ehi mi senti? Puoi togliermi questa roba dalla schiena?»
«Chi ha parlato?»
«Io! Sono qui!»
«Tu? Ma sei solo un giocattolo! E i giocattoli non parlano!»
«Io non sono solo un giocattolo! Sono Tommy, il camion! E ora toglimi tutti quei pupazzi da sopra la mia schiena! Ce n’è uno che non se nè sta mai zitto!»
«Si certo! Subito!»
«Ohh grazie! Ora sto molto meglio! Ma perché piangevi prima?»
«Mamma aveva fatto una promessa! Doveva portarmi dal mio pony!!»
«Su, non essere triste piccolo. Salta su amico! Ti porterò io dal tuo pony!»
E così dicendo, i due amici partirono insieme per una fantastica avventura.
Appena usciti dalla porta, trovarono Cocco, il cane guardiano. Non avendo riconosciuto il suo padroncino, Cocco abbaiò talmente forte, che le orecchie dei due compagni fischiarono per lo spavento.
«Cocco! Non mi riconosci sono io! Leonardo il tuo padroncino!»
«O-oh b-beh non ti avevo riconosciuto. Dove stai andando?»
«Anche tu parli?»
«Ma certo! Sono un cane, mica un giocattolo!! Ehi senza offesa amico!»
«Figurati! Muoviamoci ora!»
Cocco tutto contento si unì al gruppo. Percorsero prima una stradina asfaltata, ma siccome passavano delle enormi automobili rumorose che suonavano il clacson ad ogni passaggio, Tommy decise di attraversare un piccolo praticello per arrivare a destinazione.
Il percorso era pieno di erbacce gigantesche e lunghe spighe di grano, dove il vento le muoveva avanti e indietro in una danza acrobatica. Proprio una di quelle solleticò il naso del cane Cocco che iniziò a starnutire per tutto il tragitto, attirando qualche risata di un gruppo di ranocchie che se ne stavano a oziare vicino a uno stagno.
Dopo una breve passeggiata i tre amici arrivarono davanti ad un grande cancello dove c’era scritto “La fattoria di nonna Gaia”.
«Eccolo la! Il mio pony! Laggiù! Quello con le macchie marroni!»

«Stai calmo piccolo! Mi stai strillando negli ingranaggi!»
«Oh scusami!»
«Andiamo! Leonardo deve andare a trovare il suo amico pony!»
Ma appena varcarono il cancello, un grosso cane peloso di color cenere, sbucò da dietro una palla di fieno!
L’atteggiamento e il ringhio non promettevano niente di buono e quando stava per balzare addosso ai tre amici, il nitrito di un pony lo bloccò e con la coda tra le gambe, il grosso cane se ne ritornò a cuccia.
«Jack ci hai appena salvato! Tommy, Cocco, vi presento il mio amico pony!»
«Venite! Mi hanno appena portato del latte fresco. Offre la casa!»
Allora tutti e quattro entrarono nella stalla e Jack offrì loro una tazza colma di latte fresco.
La giornata passò tra corse nell’erba e salti sugli ostacoli di legno piazzati qua e la.
Tommy si accorse che si era fatto tardi così disse ai propri amici che era ora di ritornare a casa.
I tre si avviarono per la strada del ritorno.
Appena arrivati a casa, Leonardo si gettò sul divano e poco dopo sentì una macchina sul vialetto.
«Sono a casa Tesoro mio!»
«Ciao Mamma! Ti voglio tanto bene!»
«Oh grazie piccolino mio! Anch’io te ne voglio tanto! Vedo che hai passato uno splendido pomeriggio con il nonno!»
Il nonno che si era appena svegliato borbottò: «emh… si abbiamo giocato molto” e con due colpi di tosse se la svignò!
«Mamma è stato il pomeriggio più incredibile della mia vita!»
«Ne sono felice!» disse la mamma ed abbracciati sul divano, Leonardo cominciò a raccontarle l’avventura che aveva affrontato con i suoi amici.
Autore: Erica