PIERINO E IL VIRUS

Un giorno la mamma disse a Pierino che avrebbero chiuso tutte le scuole, forse addirittura per un mese! Cosa? Scuole chiuse? Niente più lezioni, niente più compiti? Ma era fantastico! Sembrava che si fosse avverato il sogno di tutta una vita, anche se a dire il vero la vita di Pierino non era ancora così lunga, aveva solo 8 anni. Ma era stupendo, poter passare tutta la giornata a giocare con la Wii, a vedere la TV, a spassarsela con gli amici…
In realtà Pierino non aveva capito bene il motivo della chiusura delle scuole, forse aveva a che fare con un re, o forse con una regina… insomma c’era di mezzo una corona. La mamma aveva cercato di spiegargli meglio, gli aveva parlato di una malattia chiamata corona virus, ma lui aveva ormai scollegato orecchie e cervello: aveva iniziato a fantasticare su questa vacanza imprevista, e tutto il resto non contava!
Ma, come si dice, le belle favole durano poco. Subito Pierino si rese conto che non poteva andare al parco a giocare a pallone con i suoi amici: era vietato. Non poteva neanche invitare qualcuno a casa per farsi una bella partita con la Wii, ognuno doveva restare a casa sua. E poi cominciarono ad arrivare i compiti on-line: il cellulare di mamma, con cui ogni tanto aveva il permesso di divertirsi facendo qualche partita a scacchi o chattando con gli amici, era diventato uno strumento di tortura. Arrivavano, non si sa bene come, compiti da fare, complicatissimi problemi di matematica, interi capitoli di storia da studiare… E se non era il cellulare era il computer! Addirittura dopo qualche giorno comparve la maestra sullo schermo del computer e fece una lunghissima lezione.


Bastaaaa!
Almeno, quando andava a scuola Pierino si divertiva con i suoi scherzi, che ormai erano diventati famosissimi. Come quella volta che aveva messo la colla sulle sedie di tutti i suoi compagni e della maestra: al momento della ricreazione solo Pierino era riuscito ad alzarsi e andare a giocare in cortile, tutti gli altri erano rimasti bloccati con il sedere attaccato alla sedia! Che risate! Certo, si era preso una bella nota sul diario, ma ne valeva la pena!
No, non era decisamente possibile rimanere bloccati in casa in quel modo, toccava a lui risolvere la situazione!
E fu così che cercò di capire cosa era questa malattia. Si trattava di un virus, in parole povere erano come degli animaletti piccolissimi che entravano nel corpo degli esseri umani e li facevano ammalare. E Pierino ebbe un’idea geniale: per poterli combattere bisognava ridursi al loro livello, diventare piccoli come loro, capire il loro punto debole, e poi sconfiggerli. Già, ma come fare? All’improvviso si ricordò che una volta era riuscito a cacciare via un intero formicaio, grazie ad una fatina, di nome Sbirulina, che lo aveva trasformato in una formica piccola come le vere formiche, ma furba come solo Pierino poteva esserlo. In quel modo era riuscito a convincere la regina del formicaio che il giardino dei loro vicini di casa era molto più bello del suo: tutte le formiche avevano fatto le valigie e si erano trasferite.
Pierino era tutto concentrato a cercare una soluzione al suo problema, quando improvvisamente la fatina Sbirulina comparve proprio di fronte a lui, pronta ad esaudire ogni suo desiderio.
Vuoi diventare piccolo come i virus? Ti esaudisco subito, ma fai attenzione: loro sono tantissimi e tu sei solo. E solo la tua furbizia può aiutarti a sconfiggerli!
Detto fatto! Un attimo dopo Pierino era diventato un essere microscopico, che svolazzava nell’aria invisibile a tutti. E proprio svolazzando liberamente finalmente li vide! Erano tanti: stavano uscendo dalla bocca di un signore per entrare poi nel naso di un altro signore che passava lì vicino. Pierino li seguì cercando di non farsi scorgere: voleva osservarli da vicino, capire come erano fatti, scoprire il loro punto debole… In realtà erano diversi da come se li aspettava: erano piccolissimi omini che marciavano come soldati in guerra, armati di piccole lance con cui attaccavano, dall’interno, gli esseri umani in cui erano penetrati. Ognuno di loro poi aveva una corona in testa ed una cuffia sulle orecchie.
Chissà, sentivano musica mentre combattevano? No, Pierino intuiva che doveva esserci qualcos’altro sotto. Sarà stato anche un monello ma Pierino era furbo ed intelligentissimo: e all’improvviso capì! Ricevevano ordini via radio, per questo motivo avevano tutti una cuffia; e infatti all’improvviso tutti si fermarono, invertirono la direzione ed uscirono dalla bocca dell’uomo per andare a conquistare un’altra vittima. Che fare? Pierino capiva che erano milioni in tutto il mondo, forse miliardi…E chissà dove si trovava il capo che dava ordini a tutti!
Ma come sapete Pierino aveva mille risorse, anche ridotto alle dimensioni di un virus aveva portato con sé un telefonino (preso in prestito di nascosto dalla mamma). Trafficando con i tasti del telefonino riuscì a sintonizzarsi con la frequenza che usavano quei piccoli delinquenti. Si trattava a questo punto di dare un comando a tutti i virus del mondo per poterli sconfiggere: sì, ma quale? Facile! Aveva sentito dire che questi mostruosi omini non sapevano nuotare…
Ecco come realizzò allora il suo piano: prese il telefono, e cominciò a parlare ad alta voce. Sperava di riuscire a farsi comprendere dai virus, dato che non sapeva bene quale lingua parlassero: ma probabilmente in questo la fatina Sbirulina lo aiutò e i virus capirono perfettamente le sue parole.
ATTENZIONE ATTENZIONE, E’ L’ORA DI FARE LA DOCCIA. DOVETE RECARVI IMMEDIATAMENTE NEL MARE, O LAGO, O FIUME PIU’ VICINO A VOI! IMMEDIATAMENTE!
Incredibile! Partirono tutti più veloci della luce e dopo pochi attimi si tuffarono tutti nell’acqua. Non sapendo nuotare, affogarono tutti in pochi istanti!
Urrà! Missione compiuta! Il coronavirus era stato sconfitto in tutto il mondo e Pierino poteva tornare alla sua dimensione di bambino.
E ricomparve in casa proprio mentre i suoi genitori stavano guardando la TV che dava le ultime notizie: la malattia era scomparsa all’improvviso in tutto il mondo. Era un fatto inspiegabile per i medici e per gli scienziati, ma tutti erano felici: le scuole potevano riaprire, la gente poteva uscire di casa, i nonni potevano rivedere i nipotini, insomma la vita poteva riprendere con i suoi ritmi naturali…
Ma Pierino non disse mai a nessuno che il merito era suo, era troppo bello tenere per sé questo piccolo grande segreto!

ANDRA’ TUTTO BENE!

Sergio Romani, Marzo 2020

Autore del libro “Nonno mi racconti una storia “

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