Cosa vedere a Pisa

Luoghi di interesse, attrazioni e cose da fare a Pisa

Cosa vedere a Pisa: Musei e Monumenti

Guida di Pisa: gratuita, multimediale con video, mappe, foto giroscopiche

Per milioni di turisti che ogni anno vengono a vedere la Torre di Pisa, ci sono altrettanti milioni di utenti che non possono visitarla o vorrebbero conoscerne le sue bellezze in anticipo per programmare la propria vacanza in Toscana. Attraverso la guida di Pisa: “Cosa vedere a Pisa” sarà possibile scoprire molte delle bellezze di questa stupenda città medievale che vanta bellezze naturalistiche e monumentali, sconosciute a molti.

Cosa vedere in Piazza dei Miracoli

Foto di Piazza dei Miracoli

Cosa fare a Pisa

LA TORRE DI PISA

E’ in realta’ il Campanile del Duomo (iniziato nel 1173 e terminato verso il 1350). Tradizionalmente attribuito a Bonanno Pisano, in realta’ recenti studi assegnano il progetto originario a Gherardo di Gherardo. La costruzione ebbe problemi sin dall’inizio: il primo cedimento del terreno si verifico’ quando si era giunti solo a meta’ del terzo piano. Da qui la celebre forma di Torre Pendente.

DUOMO

Al centro della Piazza dei Miracoli, dedicato a S.Maria e’ un capolavoro dell’architettura Romanica.
Fu iniziato nel 1064 sotto la direzione dell’architetto Buschero. L’edificio ha pianta a croce latina con cupola ovoidale. La facciata e’ ornata con arenaria dai colori delicati,lamine in vetro e maiolica.

BATTISTERO

Edificio Romanico a pianta circolare,al quale successivamente fu sovrapposta una ricca decorazione e coronamento gotici. Fu iniziato nel 1152 da Diotisalvi.

CAMPOSANTO

E’ l’antico cimitero della citta’, circondato da una vasta galleria a pianta rettangolare.
Da vedere i sarcofagi antichi ed il salone degli Affreschi.

Cose da vedere a Pisa oltre piazza dei miracoli

 

Museo nazionale di palazzo Reale

Se durante il vostro soggiorno a Pisa volete provare l’esperienza unica di tornare indietro nel tempo di 400 anni e di percorrere gli stessi corridoi che hanno visto passare Galileo Galilei, Francesco Redi, l’intera corte dei Medici e moltissimi altri personaggi di rilievo dell’epoca come le corti di dinastie a vario titolo regnanti (Lorena e Savoia), allora il museo del palazzo della signoria di Pisa è qualcosa da non perdere.
Infatti il Palazzo Reale di Pisa può essere considerato uno dei più prestigiosi edifici della città (opera del Buontalenti) attualmente ospita ospiti, tra gli altri, dipinti di Raffaello, Bronzino, Rosso Fiorentino e Antonio Canova .

Costruito nel 1583 da Bernardo Buontalenti per Francesco I dei Medici, divenuto in seguito palazzo reale sotto il dominio dei Savoia.
Dal 1989 è diventato “”museo della corte e dei costumi di Pisa” detto “Museo nazionale di palazzo Reale” che mira a ricostruire lo scenario della quotidianità e della rappresentatività sovrana, anche attraverso gli arredi d’epoca che fanno da cornice alle opere d’arte provenienti, oltre che dalle famiglie regnanti, anche da collezioni private.
Interessante anche il deposito nel quale si trovano complessivamente circa un’ottantina di opere, gran parte delle quali provenienti da diverse chiese del territorio. Tra queste, solo per citarne alcune, la chiesa di Qualquonia, quella del Carmine e quelle di Sant”Antonio, di Santa Maria e di San Domenico.
Dal 18 Giugno 2016 è aperta al pubblico la Sala degli Arazzi nella quale verranno appunto esposti alcuni arazzi, per chi non lo sapesse gli arazzi sono una sorta di rappresentazione artistica su particolari teli, un manifestazione di alto artigianato. Gli arazzi presenti nella sala sono stati realizzati nel ‘500 e recentemente restaurati attendono solo di essere ammirati dai turisti di Pisa.
Al suo interno troviamo inoltre svariate opere di grandi artisti, in particolare la collezione di guardaroba dei Medici dipinti da Raffaello e le prime armature del gioco del ponte.Il museo di Museo Nazionale di Palazzo Reale vanta un patrimonio di prestigiose opere d’arte consistenti in oltre 30 arazzi, dipinti ed altre opere d’arte provienti da collezioni private. Ricordiamo che gli arazzi nel passato svolgevano una funzione di comunicazione, propaganda culturale e politica, in quanto in essi era possibile esaltare alcuni aspetti della vita del tempo. All’interno del Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa è possibile visionare l’ arazzo di Annibale ferito, uno straordinario esempio di arazzo seicentesco prodotto secondo la pregiata manifattura Goebbels di Bruxells. Ricordiamo che la produzione fiamminga fu sempre molto apprezzata dalla famiglia dei Medici anche dopo la costituzione della arazzeria a Firenze che ho però da metà del 1500 fino a dopo metà del 1700 su commissione di Cosimo I. Tessitori italiani seguendo la scuola di Giovanni Stradano , famoso pittore fiammingo, realizzarono un arazzo dove Lorenzo il Magnifico incoraggiava le arti.Il Museo Nazionale di Palazzo Reale merita anche di essere visitato per la possibilità di vedere abiti antichi, capolavori di arte suntuaria che rivestivano il ruolo cruciale nella comunicazione del prestigio della persona che l’indossava. Tra le collezioni di corte, nella sale del museo di palazzo reale sono esposti i ritratti delle famiglie più importanti che hanno caratterizzato la vita del palazzo, tra cui i granduchi medici e Lorena , poi Savoia, i sovrani del Regno d’Italia che attribuirono il titolo reale al palazzo, Vittorio Emanuele II e Umberto I entrambi in divisa militare-Questi meraviliosi ritratti, realizzati da illustri pittori come Bronzino, Alessando Allori, Giovanni Domenico Feretti, attraverso la sapiente tecnica con cui sono realizzati i dettagli, riescono a a descrivere la raffinatezza e la preziosità dei gioielli e delle stoffe utilizzate per rendere importante la persona che li indossava.Grazie alla presenza dell’Accademia delle Belle Arti a Pisa si sensibilizzò la carriera artistica di molti cittadini come anche la donazione di collezioni private che servivano come spunto per la riflessione da parte degli studenti durante la loro attività scolastica. Tra le collezioni private più importanti possiamo ricordare quella dei ritratti dei nobili pisani del Testa e la donazione Passerini, nobile famiglia cortonese con antichi legami di amicizia con i medici, all’interno della quale è presente, Rebecca al pozzo, attribuito a Rosso Fiorentino.

Si aggiunse poi anche la donazione Perugia con la battaglia navale dello Smargiasso, la donazione Ciabattini con un significativo San Francesco del Cigoli e la Upezzinghi con Amor sacro e Amor profano attribuita in passato a Guido Reni. Degna di nota è anche la tavola del Miracolo degli impiccati attribuita giovanissimo Raffaello e la tavola fondo oro con Madonna e bambino firmate datata da Giusto de’ Menabuoi.

Importantissima è anche sicuramente la collezione Ceci, un famoso chirurgo del Novecento dell’Università di Pisa, e tra i suoi numerosi dipinti oltre 220 si può notare la sua predilezione per le opere fiamminghe ed i dipinti del Seicento genovese.

Sicuramente il museo merita di essere visto e fa parte dei tanti tesori nascosti della città di Pisa.
Se durante il vostro soggiorno a Pisa volete provare l’esperienza unica di tornare indietro nel tempo di 400 anni e di percorrere gli stessi corridoi che hanno visto passare Galileo Galilei, Francesco Redi, L’intera corte dei Medici,e moltissimi altri personaggi di rilievo dell’epoca, allora il museo del palazzo della signoria di Pisa è qualcosa da non perdere.

Informazioni utili: 

Indirizzo:  Lungarno Pacinotti 46,   56126 Pisa

Tel: +39 050926539

Orari: dal Lunedì al Sabato 09.00 – 14,00

Chiusura: Martedì, Domenica e festivi.

Costo del biglietto: intero € 5,00 ridotto €2,50 ( giovani dai 18 ai 25 anni e docenti di scuole statali ) gratuito per visitatori under 18

 

La chiesa di Santa Maria Della Spina:

 

Sicuramente nella  pagina “cosa da vedere a Pisa” non può mancare la chiesa di Santa Maria Della Spina è una delle opere più antiche ed affascinanti che Pisa può vantare.

Sotto il punto di vista architettonico uno dei pochi esempi di “Gotico Pisano”.

La bellissima chiesa di Santa Maria della Spina nasce come oratorio per la Santa Maria. In seguito prende poi il nome di Santa Maria della Spina perché fu costudito per anni all’interno, una delle spine della Croce di Cristo. Sulla chiesa sono presenti diverse statue ed opere di Giovanni Pisano. Sulla cuspide è posta una copia della Madonna col Bambino di Nino Pisano. Le statue esterne originali sono conservati nel Museo Nazionale di San Matteo. All’interno della chiesa sono presenti statue di Nino Pisano e Andrea Pisano e la Madonna della Rosa con ai suoi lati San Giovanni e San Pietro.

La chiesa è ad oggi aperta al pubblico e merita sicuramente di essere vista.

Informazioni utili:

Orario:

Marzo – Ottobre: Martedì – Domenica 10:00- 14:00

Aprile – Settembre: Martedì – Venerdì 10:00 – 14:00 e 15:00 – 19:00

Chiusura: Lunedì

Prezzo: €2,00 pp

 

 

Piazza dei Cavalieri:

 

Sicuramente uno dei luoghi da visitare a Pisa. In passato fù il quartier generale dell’ordine di Santo Stefano durante il dominio mediceo, oggi è la sede centrale della famosa Università Normale di Pisa. Piazza dei Cavalieri non ha mai perso la sua importanza e merita sicuramente di essere vista.

La facciata del palazzo è unica al mondo.
Nella Piazza dei Cavalieri è presente il Palazzo dell’Orologio dove in una torre fu fatto morire di fame il Conte Ugolino della Gherardesca. La Piazza dei cavalieri è spesso inserita come luogo d’interesse da visitare in mezza giornata a Pisa

 

 

 

Orto botanico Pisa

Vicino alla Torre di Pisa, in Via Luca Ghini 13, circondato da un muro impenetrabile agli occhi dei turisti, è presente l’orto botanico di Pisa, putroppo non molte guide inseriscono l’orto botanico tra cosa da vedere a Pisa

ricordiamo che l’orto botanico di Pisa è il più antico orto botanico universitario del mondo, fu fondato pensate nel 1543!

L’orto copre una superficie di ben 3 ettari di terreno e gli esemplari più antichi risalgono al 1787.

Entrando nell’orto botanico ci si rende subito conto che è un luogo diverso dal tessuto cittadino che lo circonda, diverso per i profumi, diverso per i colori, diverse le prospettive e di suoni che vari uccelli orchestrano durante il giorno di concerto con i suoni delle foglie delle fronde. All’interno dell’Orto Botanico diversi sono anche i giochi di luce e di ombre con angoli morbidi e non spigolosi come quelli delle case di Pisa che lo circondano. All’interno dell’orto botanico il tempo non è scandito dai minuti ma da sensazioni, che non si fanno trascinare da frenetiche spostamenti da un punto ad un altro come può avvenire in piazza dei miracoli, ma vive una sua atmosfera carica di suggestivi richiami alla natura secondo i canoni dell’antica arte dei Giardini storici ornamentali.

L’orto botanico è un luogo ricco di stimoli privilegiato per la sua esuberante varietà di piante, Kepos straordinariamente vocato alla meditazione. Attraverso i suoi 4 secoli di storia l’orto botanico di Pisa ha affascinato legioni di visitatori tra cui esponenti della cultura europea, nobili dinastie, letterati, artisti, scienziati, che percorrendolo hanno visitato i suoi percorsi ed ammirato le numerose piante rare delle sue aiuole . Raggiungere l’Orto Botanico è davvero facile basta seguire via Santa Maria partendo dalla torre verso il lungarno e dopo pochi minuti a piedi sulla destra si incontra via Luca Ghini al quale termine si erge imponente cancello d’ingresso dell’orto botanico.

È attualmente aperto al pubblico e con costi veramente modesti per quello che contiene!

Sicuramente qualcosa da non perdere durante il vostro soggiorno a Pisa

 

 

Informazioni utili:

Orari: Lunedì – Venerdì 8:30 – 17:30 ; Sabato: 8:30 – 13:00

Prezzo: Intero € 2,50 ; ridotto : €1,50 ( bambini tra 6 e 12 anni e studenti universitari ) gratuito per bambini fino a 6 anni ed over 65

 

 

 

 

 

I lungarni illuminati:


Tra cosa vedere a Pisa ci sono senz’altro i lungarni di Pisa, uno spettacolo unico, strade ampie ed eleganti costeggiate da palazzi storici, verso sera i lampioni accesi si rispecchiano nel fiume Arno ed il sole al crepuscolo rende il tutto, magico e romantico.

Come altre Repubbliche Marinare Pisa nasce in una laguna, precisamente sui isolotti situati alla foce dell’Arno.
Numerosi studi testimoniano che la nascita di Pisa sia anteriore a quella di Roma.

La distanza da Pisa al mare era inizialmente di circa 3 km, oggi circa 12 km.

Quasi tutto il Lungarno di Pisa è caratterizzato da palazzi medievali, pressoché assenti invece palazzi del 400 (in quanto dominata dall’ odiata Firenze), e pochissimi i palazzi rinascimentali.

Come più volte accennato, Pisa non è soltanto la Torre Pendente, ed i lungarni rappresentano sicuramente una immagine molto suggestiva della storia di Pisa. Da qualchè anno il rilancio della promozione turistica di Pisa si è rivolto ai lungarni grazie alla ristrutturazione della Torre Guelfa ed allo sviluppo del Museo delle Navi Romane. I Lungarni di Pisa vivono ogni anno l’ apice della loro bellezza il giorno della festa della Luminara, vigilia del giorno del Patrono della citta (San Ranieri), dove come una bella signora, Pisa viene addobbata con miglia di lumini per mettersi in mostra solenne a tutto il mondo, grazie anche a molte videoriprese realizate da operatori internazionali.

I lungarni di Pisa comunque ogni giorno donano alla città una scenografia elegante e raffinata, con i suoi palazzi medievali che riflettono sulle acque la testimonianza di secoli di storia.

Le case torri, i palazzi, le chiese ed i monumenti sono testimoni della grandiosa attività economica di Pisa che si svolgeva dall’Arno verso il mare e viceversa e lungo i suoi affluenti grazie al leggendario Navicello Pisano, un imbarcazione lunga e stretta che si occupava del traghettamento delle merci da e verso il mare. Con il Navicello le merci venivano portate verso il mare grazie alla corrente del fiume Arno e le risalite avvenivano grazie alla brezza di mezzogiorno quindi con l’utilizzo di un albero abbattibile a vela latina.

Quando il vento non era sufficiente si utilizzava la forza di traino degli animali, per lo più buoi, e talvolta anche delle persone che si legavano al petto la fune e trainavano il Navicello verso Pisa. La valorizzazione di queste attività avverrà a breve grazie alla società i Navicelli che sta mettendo in sicurezza tutto il canale che collegava l’arno con Stagno di Livorno.

Giacomo Leopardi stesso affascinato dalla loro maestosità e bellezza scrisse una lettera alla sorella divenuta in seguito una delle sue poesie.

L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze. Questo Lung’arno è uno spettacolo così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano né a Roma. E veramente non so se in tutta l’Europa si trovino molte vedute di questa sorta. Vi si passeggia poi nell’inverno con gran piacere, perché v’è quasi sempre un’aria di primavera: sicché in certe ore del giorno quella contrada è piena di mondo, piena di carrozze e di pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, delle botteghe piene di galanterie e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura. Nel resto poi, Pisa è un misto di città grande e di città piccola, di cittadino e di villereccio, un misto così romantico, che non ho veduto mai altrettanto. A tutte le alte bellezze, si aggiunge la bella lingua.”

(Giacomo Leopardi, Pisa 12 novembre 1827)

L’Arno divide la città in due parti come già avveniva nel Medioevo la parte nord detta Tramontana e quella sud detta di Mezzogiorno o Kinzica. Molto piacevole da vedere e anche la fortezza costruita dai fiorentini nel 1500 e poi modificata nel 700 in palazzo dove abitò anche il poeta inglese Shelley amico di Byron.

Partendo dal ponte della della Fortezza e andando verso il mare di notevole pregio possiamo incontrare l abside romanico-pisana e torre campanaria chiesa di San Matteo in Soharta. È sempre adiacente alla chiesa troviamo il Museo Nazionale di San Matteo uno dei più importanti musei italiani dove vengono conservati opere di pittura di maestri medievali Pisani del 200 e 400.
All’interno si trova infatti anche la più importante collezione italiana di croci lignee medievali di grandi maestri come Nicola e Bonanno. Il museo conserva anche un’importante collezione di monete romane risalenti al periodo della Repubblica Marinara.

Anche Pisa come Firenze possiede il così detto “Palazzo Vecchio” oggi sede della Prefettura, dove Lorenzo il Magnifico vi soggiorno più volte. In seguito palazzo vecchio fu dimora della moglie di Vittorio Emanuele II.
Importantissimo palazzo è anche il cosiddetto palazzo Toscanelli archivio di Stato di Pisa, in classico stile rinascimentale, uno dei pochi palazzi stile rinascimentale di Pisa, fatto rivestire in marmo bianco dall’architetto Alessandro Della Gherardesca. Un palazzo degno di nota sicuramente è il palazzo Roncioni che ospito illustri come Foscolo, Alfieri. Proprio una delle figlie Roncioni fu la musa ispiratrice del romanzo epistolare autobiografico “ Le ultime lettere di Jacopo Ortis”.
Uno dei ponti più conosciuti di Pisa è il cosidetto “Ponte di Mezzo” prima detto “Ponte Vecchio” ( Pons vetus). Costruito originariamente in legno dai Romani, fu successivamente realizzato in pietra dopo il Mille. Vicino al Ponte di Mezzo troviamo un secondo palazzo “Le tre donzelle” dove fu curato è operato Giuseppe Garibaldi per la sua ferita in Aspromonte.

Sempre sul lungarno è presente uno degli alberghi più antichi d’Italia il “Royal Vittoria” nato nei primi dell’Ottocento. Vicino all’Hotel Vittoria è presente un edificio in mattoni rossi con bifore trifore il cosiddetto palazzo “Agostini Venerosi della Seta” che rappresenta un bellissimo esempio di casa torre in laterizio del XIV secolo. Non distante dal palazzo “Agostini Veronesi della Sera” trovaimo la Chiesa di San Salvatore in Porta Aurea, il cui nome deriva dalla presenza al suo interno della Porta Aurea della iniziale cinta muraria di Pisa dove condottieri pisani e romani passavano per andare e tornare in guerra. Una sorta di rito propiziatorio che i condottieri erano soliti svolgere con l’augurio di ritornare vincitori dalla loro battaglia. Più passaggi aveva avuto un condottiero attraverso la porta Aurea e più alto era il suo valore come guerriero.
Affinaco alla Chiesa di San Salvatore in Porta Aurea troviamo una caratteristica casa Torre degli Upezzinghi, importantissima famiglia pisana dell’epoca.

Ricordiamo che le case-torri avevano l’obiettivo di testimoniare la potenza e la forza economica delle famiglie del tempo, più alta era la casa torre maggiore era il prestigio della famiglia che la possedeva.
Subito dopo la Torre degli Upezzighi è presente quella di Mazzarosa e Vitelli, altre importanti storiche famiglie pisane .
Degno di nota sempre su Lungarno troviamo il “Palazzo Reale” disegnato del Buontalenti e su una precedente casa torre della famiglia Gaetani fu sede della corte medicea dei Lorena nei periodi invernali. Attualmente è sede della Sovraintendenza con all’interno un importante Museo Pinacoteca con quadri del 700 e 800 Pisano.

Proseguendo verso il mare si incontra il Lungarno Simonelli che prima rappresentava l’area marinara e militare di Pisa con gli arsenali e la darsena di Pisa detta Tersanaja o Tersana.
A breve sarà inaugurato il Museo delle Navi che rappresenterà la mostra permanente delle navi antiche di Pisa fabbricate intorno al XVI secolo dai medici, quale parte della Flotta del Granducato di Toscana e come navi da guerra dei Cavalieri di Santo Stefano.

Dalla parte opposta agli Arsenali Medicei troviamo la bellissima chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno detto anche il Duomo Vecchio e seguente il convento delle benedettine e la chiesa di San Benedetto.

Sempre sul lungarno troviamo la chiesa di Santa Cristina, famosa perché è presente una copia del Crocifisso ligneo davanti al quale Santa Caterina da Siena patrona d’Italia ospite nel tempo della città ricevette le stimmate mentre pregava.
Continuando contro corrente troviamo Palazzo Gambacorti realizzato in stile gotico Pisano in pietra verde scura a fianco troviamo la loggia Dei Banchi che già dal XVII e XVIII secolo era un importantissimo luogo di mercato.
Palazzo Pretorio sempre sul lungarno è caratterizzato da una pietra verrucana con torre campanaria cotta.
Un’altra chiesa importante, non nota a molti, è la Chiesa del Santo Sepolcro costruita nel XII secolo per conto dei Templari e successivamente dell’ordine degli Ospedalieri di San Giovanni dei Cavalieri di Malta. Al suo interno è conservato il secchio con quale la Santa Ubaldesca Taccini, la protettrice dell’Ordine dei Cavalieri, dava da bere pellegrini in viaggio.
Vicino la chiesa di Sansepolcro possiamo trovare un piccolo giardino dove in passato erano costruite le case torri appartenute al conte Ugolino della Gherardesca e poi rase al suolo a seguito del suo tradimento della battaglia della Meloria con un ordine preciso di non costruire mai nulla su quella terra.

Continuando troviamo Palazzo Lanfranchi costruito tra il Cinquecento e Seicento e che appunto divenuto Museo della Grafica e che ospita la collezione Timpanaro con più di 1000 disegni di arte moderna.
Il Museo Multimediale della Grafica nasce nel 2011 con l’obiettivo di sviluppare la valorizzazione delle collezioni attraverso l’innovazione tecnologica e la sperimentazione di nuove metodologie educative.
Il patrimonio del Museo della Grafica si configura come una delle più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea, in grado di presentare a studiosi, studenti e appassionati un panorama artistico di livello eccelso, gettando luce, attraverso la grande lezione intellettuale di figure come Sebastiano Timpanaro, Carlo Ludovico Ragghianti e Giulio Carlo Argan, sulle vicende artistiche che hanno percorso il X
IX e il XX secolo.
Il Museo Multimediale della Grafica è un archivio digitale interattivo (testi, foto e video) pensato per garantire una maggiore accessibilità alla collezione, alle mostre temporanee e alle attività del Museo. Nasce, all’interno dell’Università di Pisa, dalla collaborazione del Museo della Grafica con il Laboratorio di Cultura Digitale (CISIAU) e con i due Laboratori di video e fotografia del Dipartimento di Storia delle Arti.
Ospitato negli ambienti di Palazzo Lanfranchi, il Museo della Grafica nasce per volontà del Comune di Pisa e dell’Università di Pisa, che insieme intendono presentare alla città una struttura originale e di grande suggestione che integra, a livelli di eccellenza, il sistema museale cittadinoIl Museo della Grafica si configura come una delle più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea, in grado di presentare a studiosi, studenti e appassionati un panorama artistico di livello eccelso che getta luce, attraverso la grande lezione intellettuale di figure come Sebastiano Timpanaro, Carlo Ludovico Ragghianti e Giulio Carlo Argan, sulle vicende artistiche che hanno percorso il XIX e il XX secolo.

Palazzo Lanfranchi è situato in Lungarno Galilei 9, tra Vicolo Lanfranchi e Vicolo Da Scorno. Sorto da un nucleo di case torri e di corpi di fabbrica eretti tra il XII e il XIV secolo, prende il nome dalla famiglia che lo ha abitato a partire dal 1539. I Lanfranchi, casata appartenente alla prima aristocrazia consolare pisana, ne ricavarono una costruzione il cui aspetto esterno corrisponde a quello attuale, mentre all’interno sono tuttora visibili le strutture e le decorazioni medievali, tra le quali spicca la trecentesca “pittura a vaio”, motivo ornamentale comune ad altri illustri palazzi pisani che si affacciano sui Lungarni e probabilmente commissionato dal lanaiolo Betto Stefani, primo a dare un assetto unitario all’edificio.
La ristrutturazione del palazzo, realizzata dal 1976 al 1980 e commissionata all’Arch. Massimo Carmassi dal Comune di Pisa, proprietario dell’immobile, ha permesso, attraverso un restauro filologico, la riscoperta e la valorizzazione delle diverse fasi costruttive. L’intervento sulla facciata, voluto dalla famiglia Lanfranchi, è tuttora caratterizzato da un portale principale non posto in asse all’edificio, da un terrazzo con stemma e da finestre sormontate ai primi due ordini da timpani triangolari e semicircolari, al terzo da cornici in pietra. Il materiale bianco dell’apparato decorativo contrasta con il laterizio rosso della parete non intonacata, conferendo al palazzo una connotazione distintiva.
Nel XIX secolo l’edificio subì una rilevante trasformazione con l’abbattimento delle due scale seicentesche e la realizzazione di un unico pozzo scala a tre rampe con copertura a padiglione, illuminato da lucernario.
Dal 2007 Palazzo Lanfranchi è sede del Museo della Grafica.

Orario:
Dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00

Giorni di chiusura:
01/01 (Capodanno)
06/01 (Epifania)
01/05 (Festa dei lavoratori)
15/08 (Ferragosto)
24/12 (Vigilia di Natale): Il Museo chiude alle ore 13:00
25/12 (Natale)
31/12 (San Silvestro): Il Museo chiude alle ore 13:00

Costi di ingresso:
Biglietto di ingresso:3 €
Biglietto ridotto: (membri Conservatorio Puccini, dipendenti del Comune e dell’Università di Pisa)
2 €
Biglietto gratuito: Studenti, under 14, over 65, Insegnanti, Accompagnatori, Guide turistiche, possessori di Edumuseicard)

Visite guidate su prenotazione da un minimo di 8 fino ad un massimo di 25 persone (costo ingresso e visita guidata per partecipante)
5 €
Visite guidate per gruppi scolatici (costo ingresso e visita guidata per partecipante)
2 €
Laboratori scuole (costo per bambino)
3 €
Laboratori durante il fine settimana (costo per bambino)
6 €

Prenotazioni
Per informazioni: (+39) 050 2216 060-062-063-066-067 in orario di apertura; museodellagrafica@adm.unipi.it
Per le scuole scaricare il modulo ed inviarlo o via fax al numero +390502216065 o via e-mail all’indirizzo museodellagrafica@adm.unipi.it

 

La Torre Guelfa della Cittadella ed la sua mostra

 

Molto carina è anche la visita al fortilizio della Cittadella da poco ristrutturato. Dalla Torre Guelfa della Cittadella  è possibile godere di un bellissimo panorama su tutta la città di Pisa ed ammirare la Torre Pendente da un’altra prospettiva. All’interno del complesso fortilizio sono presenti al piano terra dei laboratori didattici, il piano primo è stato completamente dedicato al Gioco del ponte che vogliamo ricordare coinvolge oltre 74o figuranti con costumi medievali, 40 cavalli, oltre 2340 combattenti che hanno a disposizione 500 tra armature ed armi e circa un migliaio di costumi che ogni anno vengono ammirati da più di 50.000 spettatori.
Il secondo piano è dedicato alla Luminara di San Ranieri che ogni anno vede impiegare più di 15 km di sagome in legno a supporto dei lumini detti “biancheria”, per illuminare i 130 palazzi dei Lungarni (1.200 famiglie) attraverso più di 100.000 lumini . Lo spettaccolo della Luminara di San Ranieri ogni anno vanta più di 200.000 spettatori. (In fondo alla pagina le notizie storiche)

Notizie storiche sul fortilizio della Cittadella

Il complesso del Fortilizio guelfo è costituito dalla porta Degazia, dall’anteporta con ponte levatoio, dal palazzetto fortificato e ampliato sotto la dominazione fiorentina, dalla Torre guelfa e dall’edificio laterale dacui partiva l’antico ponte a mare (“Pons Maris”).
Quest’ultimo fu costruito negli ultimissimi anni del quella dell’angolo S-O, segno evidente che le fortificazioni della Tersana avevano acquisito un carattere difensivo-offensivo anche nei confronti della città stessa e che erano in funzione di un rafforzamento del quadrilatero.
Non a caso Jacopo D’Appiano nel 1394 fortificò la Tersana facendo costruire la prima merlatura di mattoni delle mura e rese forti le torri: probabilmente quella all’angolo N-E e quella innalzata sull’anteporta ora citata, ambedue rivolte verso la città, così da potersi asserragliare nella Tersana ormai ridotta “a guisa di fortezza”.
L’anteporta della Porta Degazia è caratterizzata da un ampio arco a pieno centro con imposte verticali ed è affiancato da uno minore: l’uno e l’altro erano dotati all’interno di ponte levatoio, come dimostrano le alte XIII secolo e collegava la porta Degazia al bastione di Stampace. Vicino a quest’ultimo, l’imboccatura del canale dei Navicelli mediceo arrivava fino a Livorno.
L’analisi storica non si può limitare al solo edificio del fortilizio ma si deve allargare a tutta la zona dato che in nessun periodo storico il suo destino è stato slegato dal contesto in cui si trova con il quale anzi ha condiviso nei secoli mutamenti di destinazione e geometria e periodi di sviluppo alternati a lunghi periodi di abbandono.
La “Turris de Arno” risale al tempo della costruzione del terzo cerchio delle mura urbane (1155-61) sotto il consolato di Cocco Griffi, mentre la “Porta Degazia” per alcuni storici è posteriore (fine XII secolo).
All’inizio del 1200, in seguito alle numerose ed importanti vittorie riportate dalla flotta della Repubblica Pisana in tutto il Mediterraneo, si riunì in un unico ampio spazio di circa quattro ettari le intense attività cantieristiche dove venivano varate le navi pisane. Inizia così la costruzione della Tersana e quindi dei tre lati del recinto murario dell’area suddetta che si addossava al tratto meridionale del lato ovest delle mura comunali.
Questa vasta area fortificata è così descritta da una cronaca trecentesca: “…un luogo murato di grosso muro…in quattro facce, che la faccia di verso levante era
lo muro della città e lo muro di verso mezzodì in sul fiume Arno rasente era posto alla Porta Degazia…” La porta Degazia, facente parte delle mura antiche, serviva da accesso dalla città di Pisa alla Tersana.
L’anteporta della porta Degazia risale al 1324 ed è ancora ben visibile all’interno del palazzotto della cittadella; fu rivolta verso la città anziché all’esterno come quella dell’angolo S-O, segno evidente che le fortificazioni della Tersana avevano acquisito un carattere difensivo-offensivo anche nei confronti della città stessa e che erano in funzione di un rafforzamento del quadrilatero.
Non a caso Jacopo D’Appiano nel 1394 fortificò la Tersana facendo costruire la prima merlatura di mattoni delle mura e rese forti le torri: probabilmente quella all’angolo N-E e quella innalzata sull’anteporta ora citata, ambedue rivolte verso la città, così da potersi asserragliare nella Tersana ormai ridotta “a guisa di fortezza”.
L’anteporta della Porta Degazia è caratterizzata da un ampio arco a pieno centro con imposte verticali ed è affiancato da uno minore: l’uno e l’altro erano dotati all’interno di ponte levatoio, come dimostrano le alte Un ponte a tre archi, fortificato, attraversa l’Arno fra l’antica porta Degazia e la nuova porta a mare.
Il ponte a mare fu vittima della piena del 1869; fu sostituito con un altro in ferro più a valle mentre il ballatoio sull’Arno è ancora esistente e collega l’arco con la sponda del fiume più prossima alla porta Degazia.
La torre fu edificata durante la prima dominazione fiorentina (1406), quando venne ristrutturata tutta la zona di quello che era l’Arsenale pisano. Il nome venne scelto in contrapposizione alla più antica Torre ghibellina, eretta nel 1290 all’angolo Sud-Ovest del quartiere e andata in seguito distrutta. La torre aveva anche il compito di permettere l’avvistamento, essendo alta abbastanza da scorgere il mare e al tempo stesso di dominare la città, essendo chiaramente visibile dalla prima metà dei lungarni.
Il fortilizio fu costruito dai fiorentini negli anni 1408-1420 e varie modifiche sono state apportate nei secoli successivi. Infine un rinforzo è stato aggiunto con materiale di recupero all’angolo S-O del fortilizio. Riassumendo la terza cerchia delle mura urbane venne innalzata tra il 1155 e il 1161, le mura della Tersana all’inizio del XIII secolo, la Turris de Arno verso la metà XII secolo, la Porta Degazia alla fine XII secolo, l’anteporta della porta Degazia nel 1324, la torre impostata sulla porta Degazia e sulla sua anteporta nel 1394, la Torre guelfa nel 1407, le mura lungo l’Arno e l’arcata sul ponte dopo il 1394, il ballatoio sull’Arno dopo il 1408, il ponte a mare risale all’ inizio del XIV secolo e il fortilizio tra il 1401 e il 1420. Nel 1944 tutta l’area fu gravemente colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’intera torre guelfa e porzione del fortilizio furono distrutti e ricostruiti scrupolosamente nel dopoguerra (1956) riproponendo l’aspetto originario e cercando di recuperare esattamente l’aspetto precedente.

 

Parco naturale di San Rossore e Massaciuccoli

“Paese tranquillo, con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere. Padule immense. Tramonti lussuriosi e straordinari. Aria maccherona d’estate, splendida di primavera e di autunno. Vento dominante, di estate il maestrale, d’inverno il grecale o il libeccio.”…
( Giacomo Puccini )

Parco di San Rossore e Migliarino e Massaciuccoli

Tra Viareggio e Livorno è presente uno dei più bei parchi d’Italia, il Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli  una gemma nascosta adatta a bambini o per una gita romantica a cavallo o calesse. Salire a bordo di una carrozza è una esperienza che crea entusiasmo e nostalgia, e grazie ai racconti del cocchiere si può visitare una parte nascosta della Tenuta di San Rossore, attraverso una  natura rigogliosa e selvaggia dove sicuramente non mancheranno avvistamenti di cinghiali e daini.

Il Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli è una riserva naturale di 47 ettari dove si possono ammirare bellezze uniche di una terra incontaminata, costituita da sentieri immersi nella natura e capanni dove osservare e fotografare il transito e la sosta di moltissime specie di uccelli migratori in tutte le stagioni. Per i più avventurosi stupende escursioni sul lago in battello ed in canoa.

 

La “Riserva Naturale del Chiarone” fu istituita nel 1979 con la nascita del Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Nel 1985 fu affidata alla Lega Italiana Protezione Uccelli – BirdLife Italia, così nacque l’Oasi LIPU Massaciuccoli.

Le prime attività dell’Oasi si concentrarono sull’educazione ambientale (rivolta ai visitatori ed alle scolaresche), sulla sensibilizzazione della popolazione locale ed in piccola parte, a causa delle scarse risorse economiche, alla gestione ambientale.

Grazie ai risultati ottenuti e dall’impegno dei volontari che allora frequentavano l’Oasi, a partire dal 1998 fu istituita una vera e propria convenzione con l’Ente Parco.

Da allora le attività svolte e i progetti realizzati sono tanti, innumerevoli. I risultati ottenuti  spingono a continuare su questa strada, basti dire che ogni anno visitano l’Oasi oltre 30.000 persone, oltre 200 tra bambini e ragazzi partecipano alle attività estive, circa 200 classi scolastiche vengono a visitare la Riserva Naturale. I risultati più soddisfacenti sono di certo quelli che ottengono attraverso la gestione ambientale e che monitorano attraverso le ricerche scientifiche, come la nidificazione o lo svernamento di alcune specie avifaunistiche rare, la conservazione degli habitat peculiari della riserva e l’aumento della presenza di alcune specie floristiche molto rare.

Non dimenticare di visitare la pagina “Cosa vedere nei dintorni di Pisa“, una guida ricca di video delle cose più belle e particolari da vedere nei dintorni di Pisa.

Se preferisci avere una copia PDF della Mappa Turistica di Pisa puoi scaricarla dal seguente link: Scarica la Mappa Turistica di Pisa

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