Fiaba: Willy il cane guardiastelle

WILLY IL CANE GUARDIASTELLE di Maglio Marilena


Bambini vi è mai capitato di osservare incantati la luna e di domandarvi chi mai possa esserci lassù?
Bhè…vi svelerò questo piccolo segreto….tra le rocce lunari sotto un alto monte c’è una casetta circondata da deliziosi fiori simili a margherite di color bianco pallido, delicati e profumati. Ed in effetti qualcuno li abita,  si chiama Willy ed ė un cane guardiastelle!
Willy è più grande rispetto ai cani che conosciamo noi, è tutto azzurro con due grosse orecchie arancioni, per muoversi vola velocemente lasciando una lunga scia luminosa dietro di sé ed inoltre è dotato di poteri straordinari.
Come avrete capito il suo lavoro è controllare e mantenere l’ordine tra le indisciplinate stelline, che ogni tanto si muovono troppo e scivolano giù velocemente per il cielo scuro della notte, lui prontamente le afferra con la bocca e le riporta su riposizionandole pazientemente nel loro alloggio.
È golosissimo dei prelibati germogli lunari e le sue migliori amiche sono le lumache che curano e sistemano la casa quando lui è via.
Willy ama la luna, abita li da sempre da quando la terra era arida e disabitata ed è un cane così curioso che ogni tanto lascia il cielo stellato per esplorare i pianeti che lo circondano; ha sorvolato Marte ricoprendosi di polvere rossa, si è avvicinato a Giove trovandolo però troppo freddo e solitario e il suo preferito rimane sicuramente Saturno perchè ama correre velocemente lungo il suo anello gassoso. La prima volta che voló sulla terra i vulcani eruttavano e lei tremava tutta; un’altra volta invece fu circondato da giganteschi e mostruosi esseri i “dinosauri ” o almeno così li aveva chiamati Manuel il suo amico terrestre.


Manuel era un simpatico bimbo di 8 anni riccio e paffutello con due grandi occhi castani e una fame che lo accompagnava ogni momento della giornata; sua sorellina Sara di due anni più piccola, invece aveva spesso il broncio e mangiava poco e niente anche se avrebbe volentieri vissuto nel paese delle caramelle.
Ma vi racconto come si sono conosciuti.
Una notte mentre Willy volava distrattamente tra le case di un piccolo paese, (non era la prima volta che rimaneva così basso perché sapeva che a quell’ora tutti dormivano profondamente e non avrebbe corso nessun pericolo), vide da una finestra qualcosa che attirò la sua attenzione, era Manuel che accarezzava dolcemente la sua sorellina in lacrime. Sembrava disperata, “cosa mai può esserle capitato” si chiese ? Ma la curiosità lo fece avvicinare troppo e i due fratelli vedendolo aprirono la finestra.
– Guarda Sara! – Esclamò Manuel indicando col dito Willy che nel frattempo si era appoggiato al davanzale. Lì per lì lei rimase impaurita, lui si allungò portando il muso vicino alla sua mano e Sara lo accarezzò accentuando un timido sorriso – chi sei? – Chiese singhiozzando?
Ora dovete sapere che Willy non parla e non abbaia, quindi quando Sara gli fece quella domanda, lui non seppe proprio come risponderle. All’inizio improvvisò un giro su se stesso provocando l’ilarità dei due fratellini che lo guardavano divertiti, poi sbuffo un pó di fumo dal naso.

Manuel capì subito il suo problema e offrendogli fogli e pastelli gli spiegò – Puoi scrivere se vuoi, io a scuola ho imparato un sacco di cose, la mia maestra Nadia è bravissima, guarda…!- Esclamò scarabocchiando velocemente il suo nome e quello della sua sorellina.
Willy, che prima d’ora non sapeva della possibilità di poter comunicare anche così, rimase sbalordito. Ci pensò un pó su e poi fece comparire dal nulla un piccolo foglietto che planò dolcemente sul davanzale della finestra, dove sopra c’era scritto – io mi chiamo Willy e arrivo dal cielo, ma perché piangi Sara? – Lei si incupì di nuovo. – Ha paura del buio! ma non deve, mamma e papà glielo dicono sempre…- rispose Manuel e Sara scoppió di nuovo in lacrime. Willy fece cadere un altro foglietto – Ma non devi avere paura del buio – c’era scritto – io vivo sulla Luna e li il cielo è sempre nero – Manuel leggeva ad alta voce perché la sua sorellina aveva appena studiato le vocali e di certo non avrebbe potuto capire una parola. – Volete visitare la mia casa? – Chiese Willy facendo cadere un terzo foglietto. I due bimbi si guardarono negli occhi e risposero in coro – si! – allora il grosso cane si girò porgendo il dorso e loro dopo aver indossato le loro variopinte vestaglie di cotone vi salirono, aggrappandosi con tutta la forza che avevano. Volarono nella tiepida notte ed arrivarono sulla Luna in men che non si dica. Willy attraversò le stelle che girarono giocose al suo passaggio sorridendo e salutando i due bambini, passò vicino a delle piccole meteore e a dei profondi buchi neri stando attendo a non esserne travolto, poi p
lanò dolcemente. Il pavimento lunare era – strano e freddo – osservò Manuel dopo aver sollevato una manciata di ghiaia ma Sara non aveva nemmeno sentito il suo commento presa com’era a osservare la lumache che pulivano il tetto della casetta; ad un tratto la porta si aprì come per invitarli ad entrare e i due fratelli si avvicinarono lentamente. Varcarono la soglia seguiti da una lumachina che lasciò una luminosa scia di bava – Che bella casa! – Esclamò Manuel! In realtà c’era solo una stanza, all’interno un grosso cuscino colorato, due piccole rocce incavate, dove probabilmente Willy mangiava e beveva, e un sacco di quegli strani fiori sistemati qua e là. Nel frattempo la lumaca si era avvicinata a una credenza posta vicino all’unica finestra che dava sul cielo stellato e iniziò a fissare i due bimbi come  in attesa.
Manuel prese per mano Sara e quando si trovarono di fronte a lei la lumaca girò la testa come a far notare qualcosa….e qualcosa c’era in effetti! Sara afferrò velocemente da sopra la credenza, quelle che sembravano due caramelle e dopo qualche istante le mangiarono..mmmmmm che delizia! Non avevano mai assaggiato niente di simile! All’ inizio sembravano alla fragola, poi alla vaniglia, poi allo zucchero filato, a ogni morso il gusto cambiava ed era sempre più buona!  Trovarono anche un foglietto con sopra scritto – se un altra Caramella vuoi provare, dietro la casa la dovrai cercare…-


I bambini uscirono ridendo incuriositi da questo nuovo gioco; raggirarono la casa che da fuori sembrava molto più piccola, e una volta dietro iniziarono a cercare. Poi Sara si fermò improvvisamente. Presa com’era dalla voglia di gustare un’altra deliziosa caramella non aveva notato il paesaggio che ora la circondava: davanti a loro un esteso manto lunare spariva nell’oscurità e il cielo era così nero che se si osservava bene si potevano intravedere migliaia e migliaia di stelle, pianeti grossi come una mela, e forse anche le lontane galassie! Tornò in lei la paura del buio. Ad un tratto Manuel gridò – Trovate! E c’è un altro foglietto! –
Le mangiarono velocemente e non poterono fare a meno di esclamare un altro – mmmmmm…- per quelle che ora sembravano torte alla crema pasticcera con cioccolato e panna montata.
Manuel lesse di nuovo – davanti a voi oltre la Duna vi sono centinaia di caramelle da raccogliere una ad una…-
Guardò la sorellina avendo capito il suo malessere – se vuoi possiamo anche non andare…- le disse accarezzandole la testa.
– No! – Rispose lei ingoiando una lacrima – sarò coraggiosa e affronterò il buio – disse incamminandosi mano per mano con suo fratello.  Si voltó una volta sola per guardare la casetta che ora appariva poco più grande di un pallino, quando poi iniziarono a salire la Duna era sparita del tutto. Anche Manuel inizió ad avere paura “dov’è Willy?” Pensó ansioso. La salita, meno ripida del previsto, li portò in cima in pochissimo tempo e da li iniziarono a scrutare nel buio per scorgere qualcosa.


– Vedi niente? – Chiese Sara, – no – rispose sconsolato suo fratello ma lei che amava le caramelle più del suo peluches preferito, un coniglietto di nome Puffy, non si arrese e scese di qualche passo. E finalmente le vide! Prima un piccolo luccichio poi avvicinandosi ne scorse decine anzi centinaia!! I due bambini urlarono di gioia e saltarono felici, si precipitarono velocemente giù dalla Duna finendo nel bel mezzo del mucchio colorato. Raccolsero e lanciarono caramelle per aria mangiandone due o tre alla volta, non riuscivano nemmeno ad assaporare i gusti tante ne avevano in bocca. Dopo qualche minuto una luce li illuminò, era Willy circondato dalle sue fedeli stelline – Guarda Willy –  strilló Sara gettandosi verso di lui per abbracciarlo – e adesso non ho più paura del buio – continuò, improvvisando un balletto così comico che persino le stelle non poterono fare a meno di ridere!
Willy fece un giro su se stesso dalla felicità,  poi porse il dorso ai due fratellini – Dobbiamo già andare? – Chiese Manuel e il cane annuì con la testa, riempirono le tasche con le caramelle e vi salirono sopra. Al loro ritorno la finestra era ancora aperta e i due bimbi la oltrepassarono silenziosamente – torni ancora? – Chiese Sara triste. Willy fece cadere un fogliettino – certo – lesse Manuel – tutte le volte che vorrete – e sbuffando un pó di fumo dal naso si girò e se ne andò, dopo pochi minuti i bimbi si erano addormentati nei loro letti. Il mattino seguente mentre facevano colazione raccontarono tutto alla mamma – che sogno fantasioso che avete fatto – esclamò lei versando del latte caldo nelle tazze – ora però sbrigatevi o farete tardi a scuola – e così  dicendo li baciò sulla fronte teneramente. Mentre indossavano le scarpe e il grembiule si scambiarono un occhiata complice perchè sapevano che non era stato un sogno, le caramelle erano ancora li nelle tasche delle loro variopinte vestaglie di cotone.

Maglio Marilena

 

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