Storia per bambini: Il Regno Esclamativo

Il Regno Esclamativo

Nel regno Esclamativo,
meravigliarsi è imperativo,
tutto suscita stupore
allo sguardo di ogni visitatore.
È governato da una regina,
esigente ma molto carina,
la regola è una, sia di notte che di giorno:


non guardare e basta le cose tutt’intorno,
si deve osservare attentamente
con il cuore e con la mente,
in ogni chi e in ogni dove bisogna cercare
la parte più bella capace di emozionare.

La regina per prima dà il buon esempio
e dice a tutti: – Ci vuole tanto allenamento!
A volte si sente scoraggiata e incompresa,
ma vuole portare avanti la sua impresa:
non far morire la ricerca della bellezza,
nella natura, nelle persone, in una carezza.

Un giorno nel regno Esclamativo
arrivò un visitatore un po’ impulsivo,
iniziò subito ad osservare,
a chiedere e curiosare,
non si faceva in tempo a dare una risposta
che già aveva pronta una proposta.
D’altra parte basta un attimo per stupirsi
per emozionarsi e per aprirsi
al mondo, alla magia,
all’arte, alla fantasia.

Dopo un po’ che era rimasto in quel paese,

tutti iniziano a parlare delle sue imprese.


Un castello di pietre colorate.
Un tappeto di ciambelle salate.
Un gioco per ogni bambino.
Un aquilone con un calzino.
Tutto quello che c’è si può utilizzare
può rendere una cosa particolare.


La corte ne era ammirata,
era stata davvero fortunata.
Ora doveva convincerlo a restare,
ma cosa gli poteva interessare?
Chiamarono subito il consigliere
che diede il suo parere:
-Oh! Ah! Ops! Ecco un’idea che vale,
bisogna affidargli un incarico speciale!
Potrebbe insegnare a tutta la gente
a creare piccole cose con niente,
sono sicuro che amerebbe lavorare
alla scuola del primo Ciclo del Meravigliare.
Quel mondo però qualche insidia nascondeva,
ma quando accettò l’incarico lui ancora non lo sapeva.

C’era un gruppo di studenti
non di quelli diligenti,
che avevano fondato il “club dello spavento”,
erano in cinque ma sembravano cento.

All’improvviso, quando eri un po’ distratto,
uno scherzo spaventoso era fatto.
Accidenti! Mai sei matto!
Che paura! Che misfatto!
Scappava anche qualche parolaccia:
– chiudi chiudi quella boccaccia!
E loro rispondevano prontamente
– Belle esclamazioni! Divertente!
Gli insegnanti li rimproveravano,
ma le punizioni non funzionavano.
Il nuovo maestro appena nominato
fu preso di mira per essere spaventato.


Nella borsa un ratto.
Nell’armadietto un gatto.
Nel bicchiere acqua bollente.
Nel cassetto un pesce puzzolente.


Ma ogni volta che ci provavano
la reazione non era quella che si aspettavano
Il ratto lo mise in un labirinto:
– Chi lo aiuta ad uscire ha vinto.
Il gatto lo regalò al più triste in viso,
ad ogni miagolio un piccolo sorriso.
Col bicchiere d’acqua bollente
fece un tè al cioccolato fondente.
Beh! Il pesce con i suoi odori
permise di andare a giocare fuori.
Il maestro doveva trovare però una soluzione,
era una questione di educazione.
Pensò ad un modo per utilizzare quel talento:
organizzare un “laboratorio dello spavento”.
Quei ragazzi infatti erano perfetti
per studiare le esclamazioni agli scherzetti.
Il laboratorio parti di lunedì
e vorrei raccontarlo qui,
ma furono tanti gli scherzi spaventosi
che è meglio conoscerli a piccole dosi.
Vi posso solo dire che…
per ogni cosa bizzarra che fuori saltava
qualcosa di straordinario s’inventava.
Gli studenti con entusiasmo partecipavano,
un po’ di brivido era quello che volevano.
Era la giusta occasione
per esclamare con educazione.
Un bel cartello attaccarono alla porta:


“Per quanto tu sia spaventato le parolacce non usare
o a questo laboratorio non potrai partecipare.”

Autrice: Paola Capozzi

Le tue condivisioni ci aiutano a crescere. Grazie in anticipo del tuo aiuto!

Posted in FAVOLE PER BAMBINI, FIABE, STORIE PER BAMBINI and tagged , , , , .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *