LE STORIE DI LORENZO

VALLO  CAVALLO

Vallo cavallo era un cavallo bellissimo, ma era molto vanitoso, girava sempre per la città con la sua lunga criniera ingelatinata, pavoneggiandosi con le cavavalline storne, e diceva sempre io sono il più bello, io sono il più forte, e prendeva in giro i cavalli diversi, che non potevano fare le gare, o con un aspetto più brutto del suo.

Una sera però quando stava girando sul suo maggiolone scoperto, gridando alle cavalline: Io sono un Cavallo, io sono un vero Cavallo e mi chiamo Vallo, non si accorse di uno stop, ed ebbe un bruttissimo incidente rimanendo incastrato fra le lamiere, subì un delicatissimo intervento chirurgico, che lo costrinse per il resto della sua vita a viaggiare su una carrozza a rotelle.

Vallo la prese molto male, e si rinchiuse in casa, era disperato, anche il babbo e la mamma, soffrivano per lui, lui stava tutto il giorno alla finestra a rimpiangere il tempo che fu, ma giorno dopo giorno, quel suo osservare quotidiano, lo fece riflettere come il mondo fosse formato non solo dai belli e perfetti, ma anche da cavalli più sfortunati che erano nati diversi, e non potevono correre, o non potevano parlare, o non potevano vedere, lui capì di colpo quanto era stato sciocco e superficiale a non vedere questa realtà, quella dove si trovava ora anche lui, e dal quel giorno decise di aprire gli occhi, e cambiò vita, uscì di casa, e contattò tutti i cavalli che nella sua vita aveva deriso, e preso in giro, formando un bel gruppo di cavalli, che si riuniva tutte le sere, per scambiare impressioni, aiutarsi e cercare di far venire fuori da ciascuno le residue abilità, c’era Bieco il cavallo cieco che insegnava come si faceva a riconoscere toccando una criniera quanti anni aveva il cavallo, c’era Lozzo il cavallo zoppo che raccontava le storie più belle ricordando le corse che faceva prima di diventare zoppo, e infine c’era lui Vallo che diventò il rappresentante politico più importante d’italia, fondò il partito T.U.P.U.V.M  (TUTTI UGUALI PER UNA VITA MIGLIORE) che diventò il primo partito in italia, governò il paese dando benessere, uguaglianza, e soprattutto facendo vivere meglio i più deboli e i disabili.

 

 

 

 

LORELLA LA COCCINELLA

Lorella era una coccinella molto bella, brava e buona, ma aveva  un difetto era nata con il suo manto non rosso a pippini neri, ma tutto verde, e che si illuminava come quello di una lucciola,  a lei non importava, ma i suoi amici Berillo il grillo, Arcala la cicala, e Lino il maggiolino la prendevano continuamente in giro, e lei ne soffriva un po’, la sera quando uscivano e andavano a ballare al noto locale “PRATO NELL’ORTO” la prendevano in giro egli dicevano: ecco la lampadina, guarda che luce!!!! E tutti ridevano.

Una sera al villaggio era successo un guaio, Angelino il lombrichino piccolo era scomparso, mamma e babbo erano disperati, e avevano paura che gli fosse successo qualcosa, si era fatta notte, e di lui nessuna traccia, che sgomento, tutti erano preoccupati, tanti pericoli erano in agguato, Tiziana la rana che amava mangiare i lombrichi, Marotto il passerotto a cui piacevano i lombrichi, e tanti altri pericoli, la mamma piangeva disperata, era notte fonda, come fare con tutto quel buio??

Lorella la coccinella che aveva assistito a tutta la scena, gridò: venite con me, illumino io il prato e guardiamo se troviamo Angelino il lombrichino, tutti si unirono a Lorella la coccinella e gira e rigira giarda e riguarda, grazie alla luce di Lorella, trovarono il povero Angelino addormentato, tutto infreddolito rinvolto in una foglia, menno male che l’avevano trovato, perché li vicino stava arrivando Tiziana la rana molto affamata. Angelino abbracciò forte il babbo e la mamma, e tutti nel villaggio furono felici e portarono in trionfo Lorella la Coccinella, che da quel giorno non fu più presa in giro da nessuno, anzi tutti la rispettavano e la salutavano quando la vedevano in paese.

 

 

 

ARZACANE IL CANE BUONO

Arzacane era un cane molto buono, faceva sempre del bene a tutti, ma aveva un difetto, gli mancavano tutte e due le zampe posteriori e viaggiava seduto su una tavola a rotelle che spingeva, con le zampe davanti, per questo veniva sempre preso in giro da tutti, ecco gambe a rotelle gli dicevano, quando arrivava, ma a lui non importava, e giocava spesso con i suoi amici a portarli sopra con lui, un giorno quando stava viaggiando tranquillo in via DEI GATTI, una strada molto transitata e pericolosa, vide un bambino che sfuggito alla mamma si trovava in mezzo alla strada, Arzacane non ci pensò 2 volte, si precipitò con la sua tavola velocissimo verso il bambino, lo afferrò strinto, e lo portò via dalla strada in un baleno, in quel mentre un grosso camion stava sopraggiungendo, e se non fosse intervenuto ARZACANE sarebbe stata una strage.

Tutti nella via videro la scena, e portarono in trionfo ARZACANE, che non fu mai più preso in giro da nessuno, anzi fu premiato con la medaglia al merito per il suo gesto coraggioso.

 

 

 

BIGHELLO IL SERPENTELLO

Bighello era un serpente molto bravo, frequentava la scuola media LA BISCIA, ed era sempre pronto a aiutare tutti, purtroppo aveva un piccolo difetto, non strisciava ma era nata con delle piccole zampine, come i millepiedi, e viaggiava quindi camminando, tutti gli amici lo prendevano i giro, gli gridavano ecco il millepiedi, mamma VIOLENTE e babbo ARZENTE il serpente, erano molto tristi per lui, l’aveva visitato anche il Dott. SONAGLI ma aveva detto che non c’era niente da fare così era nato e così doveva restare per il resto della sua vita.

Un giorno era con tutti i suoi amici a fare una merendina nel bosco e a un certo punto stavano giocando a prendersi correndo,  MIRELLA serpentella, e TORELLO serpentello si erano molto allontanati ed erano andati a finire nel fosso delle sabbie mobili, e stavano per essere inghiottiti dal fango, stavano gridando come dei pazzi, tutti accorsero, ma tutti i serpentelli presenti, pur riuscendo a toccare MIRELLA E TORELLO non riuscivano a fare forza sul terreno, essendo viscidi scivolavano e cosi’ non tiravano fuori gli sfortunati serpentelli.

BEGHELLO intervenne subito, e facendo forza e aggrappandosi bene con le sue tante zampine, gli afferrò bene bene e riuscì a sollevarli e a trascinarli fuori dalle sabbie mobili salvandoli. Tutti applaudirono BIGHELLO, che da quel giorno non fu più preso in giro da nessuno, anzi tutti volevano giocare con lui.

 

 

 

DRILLO IL COCCODRILLO

Drillo il COCCODRILLO era un coccodrillo molto bravo, tutte le mattine era puntuale a scuola, si metteva nell’ultimo banco, riponeva la merendina che mamma gli aveva preparato e si metteva attento ad ascoltare la lezione, era un coccodrillino molto buono, sempre pronto ad aiutare il prossimo, specialmente Raffa Giraffa la quale per stare in classe doveva infilare il collo nel buco del soffitto che Drillo aveva fatto con cura, e quindi l’aiutava a infilarci il collo dentro, aiutava poi Rino il Rinoceronte grasso, che dopo aver rotto di seguito 18 sedie  e banchi si

era stata sistemato in una sedia di pietra e un banco fatto con un tronco di legno, tutto questo amorevolmente fatto con le sue zampine. Drillo scherzava sempre con tutti, ma questo non piaceva agli altri amici coccodrilli, che gli rimproveravano sempre il fatto che lui non avesse problemi a stare con gli altri,:- tu sei un coccodrillo e devi stare solo con noi, gli urlavano e lo sgridavano di continuo, ma lui continuava felice e contento a scherzare con Savoca la foca a cui mancava una pinna, e la faceva salire sul suo dorso, portandola a spasso nel torrente, facendola divertire moltissimo, oppure portava a spasso sopra la sua coda Lino pinguino che avendo un problema alle zampine non poteva camminare.

Drillo crescendo era sempre più convinto che quello che faceva era  giusto e litigava di continuo con tutti gli altri coccodrilli, ma lui continuava sempre ad aiutare tutti e soprattutto  tutti quelli diversi a lui o con qualche problema, pian piano lottando ogni giorno riuscì a convincere tutti i suoi amici coccodrilli che era bello e giusto fare così.

 

 

 

TIZIANO L’ORSO BRUNO AL POLO NORD

Tiziano era un grosso orso che viveva al polo nord, dove tutti gli orsi erano bianchi, lui per uno strano scherzo del destino, aveva un lontano parente che si chiamava IOGHI che viveva nel parco YELLOSTONE del Canada, aveva il manto bruno e ciò gli dava parecchio fastidio, infatti lo prendevano in giro di continuo, tutte le sere all’IGLOO BAR, dove cantava la splendida orsa Bianca LOLA FALENA, mentre si beveva tranquillo la sua granita al tamarindo, gli altri orsi della compagnia: Brunello l’orso snello, Endrigo l’orso pigro, e Donatella l’orsa bella gli dicevano:- bellino l’orso bruno, che fai ti sei macchiato il manto e non riesci a lavarlo?? E giù risate, ma le più cattive di tutte era il gruppo delle foche fioche che con la loro voce rauca gli cantavano la canzoncina:-Tiziano,Tiziano Tiziano come hai il manto strano!!! E giù risate!!! Tiziano era molto triste, piangeva di continuo ed era molto triste, tanto da non uscire più dalla tana, mamma Calimera e babbo Martino cercavano di rincuorarlo ma lui, non riusciva a farsene una ragione, gli dicevano, vedrai un giorno ti rispetteranno sii sempre buono e gentile con tutti e un giorno la tua bontà sarà premiata.

Tiziano era sempre più solo e disperato, un giorno mentre vagava nella sterminata pianura ghiacciata si allontanò talmente tanto che non riusciva a ritrovare le strada del ritorno a casa, era sempre più buio e più freddo, e anche il golfino che gli aveva messo la mamma al mattino non riusciva a ripararlo dal freddo, quando orami si sentiva stanchissimo vide on lontananza un fuoco e delle luci, e disse sono salvo, si avvicinò piano piano, e vide da lontano che il fuoco era un falò che avevano acceso dei marinai scesi da una nave rompighiaccio, che si chiamava ORA LI ACCHIAPPO, quei marinai parlavano di una caccia che avrebbe fatto all’indomani di pelli di orso bianco e di foca, lui sentito tutto questo corse trafelato al BAR IGLOO, dando l’allarme a tutti, all’indomani quando arrivò la nave “ORA GLI ACCHIAPPO” tutti gli orsi e le foche erano nascosti nella grotta ghiacciata, i marinai scesi dalla nave con i loro arpioni provarono a cercare gli orsi e le foche ma dopo tanto cercare sconsolati tornarono alla nave e ripartirono.

Da quel giorno Tiziano divenne importante per tutti e non fu preso più in giro, anzi venne fatto sindaco e tutte le mattine chi lo incontrava lo salutava con affetto.

 

 

 

POLDINO  IL   MILLEPIEDI

Poldino era un millepiedi che aveva un problema, tutte le mattine, quando doveva andare a scuola faceva sempre  tardi, infatti finiva di allacciarsi tutte le scarpe alle 9,30 e la scuola iniziava alle 8,30, era di disperato e non sapeva come fare, la mamma Peppa tutte le mattine si alzava alle 6 per lucidargli le scarpe, e cercava di incominciare a infilargli le scarpe già mentre stava dormendo, ma inevitabilmente pur facendo in fretta dopo 895 scarpe cominciava a far tardi, la situazione era davvero disperata.

La mamma disperata piangeva, piangeva e ogni giorno implorava la  Madonna, affinchè l’aiutasse, le sue preghiere furono ascoltate, infatti una sera all’imbrunire mentre Peppa era indaffarata a preparare le scarpe a Poldino per la mattina successiva, apparve la fata MARASPA che infila veloce la scarpa, e consegnò alla Peppa una bacchetta magica che le sarebbe  servita tutte le mattine.

All’indomani mattina, Poldino si alzò, e tutto triste si mise a sedere sul letto aspettando la mamma che l’aiutasse a infilarsi le scarpe, il volto della mamma era stranamente sereno e rilassato, al che’ Poldino disse:- mamma cosa hai stamani, hai forse fatto colazione con il Brunello??? La mamma sorrise e con la bacchetta magica di MARASPA in mano, disse le parole magiche:- zarate,zarate ecco le scarpe infilate!!!! Tutto ad un tratto una nuvola invase la camera di Poldino, e quando scomparve tutte le scarpe erano infilate ai piedi di Poldino.  Che gioia e che felicità nella faccia di Poldino che felice e contento arrivò da quel giorno sempre puntuale a scuola.

 

 

 

LORENZINO  IL  LEONCINO

Lorenzino il leoncino era un piccolo di leone, che purtroppo era nato con dei problemini, non parlava, non riusciva a camminare, ma era amato da tutta la foresta, quando mamma FRANCA e babbo Luca lo portavano a giro nella foresta molti animali che incontrava lo salutavano e gli davano un bacino e lui rispondeva sempre con il suo inconfondibile GHE’, c’era Raffa la Giraffa che abbassava il suo ungo collo per coccolarselo tutto, LILLA la Gorilla poi se lo metteva fra le zampe come un culla e se lo coccolava fra le liane cantandogli la ninna, DUMBO l’elefantino poi quando era caldo gli sventolava vicino i suoi orecchioni per rinfrescarlo, erano tutti buoni e premurosi con lui, lo facevano perche’ gli volevano bene, e lui non potendo dargli niente  in cambio gli regalava un sorriso e il solito GHE’, che era tantissimo per loro!!! Un giorno però Lorenzino uscì per sbaglio dalla foresta e incontrò strani personaggi che camminavano ritti con le loro zampe, e parlavano fra di loro, erano gli uomini, sicuro di ricevere da loro lo stesso trattamento che aveva nella foresta rimase in attesa speranzoso di baci e carezze, che ricevette solo da alcuni, altri senza nemmeno un sorriso lo incrociavano indifferentemente nella strada, lui deluso e amareggiato disse se questa e la civiltà e il progresso preferisco tornare nella mia foresta dove là tutti mi amano, e così fece, non tornando mai più dai cosiddetti umani……

 

 

 

MONICA LA FOCA MONACA

Monica era una foca monaca, che faceva la monaca nel convento IL GHIACCIOLO in Via Del Pinguino, 11 , i suoi allievi pinguini gli volevano molto bene, specialmente Sorbetto il pinguino disabile che era su una slitta a rotelle, perché non poteva camminare. Sorbetto e Monica erano sempre insieme, Monica spingeva Sorbetto, lungo le piste del Polo Nord, ridevano ed erano felici insieme. Un giorno arrivò la lettera di trasferimento di MONICA, che veniva mandata al convento GRANITONA nel lontano paese di ESQUIMIA.

Sorbetto quando seppe la notizia diventò tristissimo, e non parlava più con nessuno, non giocava,stava sempre sul mare a vedere all’orizzonte la città di ESQUIMIA che si trovava nel ghiacciaio di fronte.

Un giorno però si decise, non poteva più aspettare, telefonò a Selena la balena che subito arrivo’ in suo aiuto, e lo trasportò sul suo dorso a pelo d’acqua fino al ghiacciao di ESQUIMIA dove Sorbetto abbraccio’ la foca Monica e rimasero sempre insieme.-

 

 

Le tue condivisioni ci aiutano a crescere. Grazie in anticipo del tuo aiuto!

Posted in FAVOLE PER BAMBINI, STORIE PER BAMBINI and tagged , .

Lascia un commento