RACCONTO: I CALZINI GEMELLI DIVERSI

Guendalino e Guendalina erano due calzini gemelli assolutamente identici: stessa misura e stesso colore rosa pallido con una fila di cuoricini rossi sullo stesso lato.

I due calzini andavano fieri di questa loro uguaglianza e per Guendalino ciò era anche una rassicurante certezza.

Il morbido calzino si sentiva al sicuro solo con la sua amica gemella; lui non era mai andato da nessuna parte senza di lei; non si era mai abbinato a nessun altro calzino in vita sua; la guardava e vedeva se stesso riflesso in lei; se qualche volta era finito per sbaglio in un cassetto diverso da quello di Guendalina, se ne rimaneva per tutto il tempo agitato finché la sua padroncina Rosetta non li rimetteva insieme.

Quando finalmente ritrovava la sua cara amica le si appiccicava addosso e insieme si piegavano su loro stessi.

Una sera i due calzini finirono nuovamente in lavatrice dopo un’altra delle lunghe giornate ai piedi di Rosetta.

Quella volta con loro c’erano anche Violetta la bianca camicetta, Wanda la gialla mutanda, Cesarina la verde canottierina, Pisolone il blu pantalone, Pierina la nera giacchettina e Gelsomino l’azzurro maglioncino. “Strano”, pensò Guendalino, “Tutti questi indumenti di colori così diversi insieme in lavatrice!

Di solito siamo tutti di uno stesso colore!” In tutto quell’intreccio di abiti, cercò la sua amatissima compagna Guendalina e appena la trovò chiuse gli occhi e gli si aggrovigliò attorno stringendosi a lei più forte che poteva.

Lo faceva sempre, per la gran paura che aveva di perderla, ogni volta che finivano tutti sudati e maleodoranti nel cestello di quella macchina infernale. Iniziò il consueto trambusto: immersi nell’acqua e sapone gli indumenti venivano sbattuti da tutte le parti con violenza.

I due calzini però, sempre ad occhi chiusi, non si staccarono mai neppure per un momento.

Alla fine la fragorosa tempesta finì. I due gemelli aprirono gli occhi, ma era tutto buio.

Rimasero quindi, sempre stretti stretti, ad aspettare che qualcuno aprisse lo sportello e facesse entrare la luce.

All’improvviso udirono uno scatto e luce fu! Mani esperte estrassero tutti gli abiti dal cestello e li mise in un canestro. Tutto ad un tratto udirono un lamento e poi una risatina: era Rosetta. Guendalino non capiva cosa stesse succedendo. Allora cercò la sua amica per avere rassicurazione, ma non riuscì a trovarla.

“Ma come”, pensò, “Se siamo usciti insieme da quello sbattitore di lavatrice…”.

L’insicuro calzino cominciò a sentirsi in ansia. Vedeva attorno a sé tanti colori tutti diversi, ma non trovava il solito rassicurante rosa pallido con la fila di cuoricini rossi.

Tutto trafelato cominciò a spostare di qua Wanda la mutanda; ma … che strano, non era più gialla, era … non sapeva neanche lui di che colore era.

Allora spinse di là Pisolone il pantalone; ma … che strano, ora era azzurro. Allora, al colmo della confusione, lanciò per aria Pierina la giacchettina; questa era diventata addirittura marrone con tante chiazze rosse e blu!

Tutto stremato si lasciò andare sul bordo della cesta finché le solite mani esperte lo appesero al filo della biancheria bagnata con tutto il resto del bucato.

Allora finalmente poté guardarsi ben bene attorno: tutti gli indumenti avevano cambiato colore!

Guardò chi avesse di fianco e si rese conto di avere un altro calzino.

“E questo qui da dove è saltato fuori? Ma quanto è brutto!” pensò. L’altro lo guardò a sua volta con grande tenerezza e un filo di paura.

“Che cosa vuole questo qui da me? Ha un tale strano colore…ma che roba è? Mai visto una cosa simile!” pensò.

E continuò: “Ha un tale piglio da cattivo che potrebbe di sicuro farmi del male se gli do troppa confidenza!”.

Per la paura di essere interpellato abbassò la testa … e … meraviglia … si accorse che pure lui non aveva più lo stesso bel colore rosa pallido di cui andava tanto fiero: ora i cuoricini non erano più solo rossi ma verdi, gialli, azzurri, … e su tutto il resto erano apparsi puntini, righe macchie, … insomma tutto un pastrocchio!

Ad un tratto udì la voce dolcissima della sua Guendalina, si voltò e vide una gocciolina d’acqua scendere dal calzino di fianco …

Finalmente quel testone di calzino capì: era lei … la sua amata Guendalina!

In quel cestello era capitato qualcosa, … non sapeva cosa, ma tutti i colori si erano mischiati e nessuno era più come prima.

Allora si dette una forte spinta, si lanciò verso la sua dolce amica, le asciugò la lacrima e l’abbracciò, … come al solito.

“Tranquilla”, le disse, “Tu per me sei sempre la mia migliore amica. Le nostre anime sono le stesse di prima.

Non era il colore che ci rendeva amici del cuore, ma il nostro volerci bene.
Siamo sempre gemelli, gemelli diversi, ma geme lli”.

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