Racconto: Il labirinto stregato

Quando Bel si mise a letto erano già le undici di sera, si sentiva stanca e presto cadde tra le braccia di Morfeo.

Dalla finestra spirava una brezza leggera di fine estate.

Bel si ritrovò a correre su nuvole bianche come zucchero filato, scivolando su un acceso arcobaleno.

Alcune nuvole formavano una porta ad arco e Bel la attraversò. All’improvviso si ritrovò nella sala di un antico castello, sembrava esservi un ballo in maschera.

Alcuni cavalieri erano disposti in fila e Bel si ritrovò lungo una fila di dame disposte di fronte a loro.

Indossava un lungo abito d’epoca dell’ottocento color oro, dal corpetto rigido e dall’ampia gonna scivolata, una maschera in pizzo nero e dei guanti in velluto dorato sopra il gomito.

Iniziarono le danze e nell’aria si diffondevano le allegre note dei balli, intercalate dalle risa nella sala.

Ogni cavaliere prendeva le mani della dama e in coppia le sollevavano formando una sorta di galleria, sempre a tempo di musica la prima coppia passava sotto questo ponte e arrivata alla fine si rimetteva in posizione per riformare la galleria.

Bel  si ritrovo presto à ballare con un giovane cavaliere, Indossava uno smoking nero, sotto il quale risaltava una camicia bianca alata e al collo una cravatta di seta bianca.

Dalla classica maschera nera risaltavano due occhi blu sotto la luce riflessa dei candelabri dietro di loro.

La mano del cavaliere stringeva la sua e con il braccio le cingeva la vita. Il tempo sembrò fermarsi nella magia della sala, avvolgendoli nel silenzio in cui ora si udivano solo le loro voci. “Se guardo nei tuoi occhi è come leggere il firmamento”, le disse il cavaliere. ”Sono il duca del Sussex, Edward Seymour. della contea est , un piccolo angolo dell’Inghilterra”. “Mi piacerebbe molto visitare le sue distese di colline di gesso verde e bianco”.disse Bel. “Sarò lieto di accompagnarla, se lo vorrà.

Con chi ho l’onore di concedermi questo ballo? “ Sono Bel ”, ma prima che potesse completare la frase, un nuovo cavaliere le cinse la vita, iniziando un nuovo giro di coppia.

Dalla sua iraconda maschera nera, notò che una cicatrice rigava il lato sinistro del volto, ”E’ la dama più bella di questa serata, Non dovrei lasciarla più andare”, trattenendo in modo deciso la presa con un ghigno beffardo, Bel si divincolò e corse giù per la scalinata della sala ,che dava accesso a un lussureggiante giardino.

Bel s’incamminò e arrivò davanti a uno splendido roseto, che senza saperlo era un intricato labirinto.

La bellezza delle rose dai vari colori, la spinse ad inoltrarsi, Ma all’improvviso, Bel si sentì legare i polsi e le caviglie dai lunghi steli delle rose, attorcigliatisi intorno.

Non riusciva più a muoversi. Sir Edward che la stava cercando, la vide imprigionata, ma non potè accedere al roseto che divenne un alto groviglio di spine.

Alle sue spalle avvertì la punta di una spada ,girandosi di scatto sguainò a sua volta la sua. Sfidò a duello il cavaliere ignoto del ballo, che alla fine cadde stremato sotto il colpo della sua spada. Sollevandogli la maschera, la sua cicatrice era ancora più visibile.

La gente del luogo conosceva bene lo sprezzante proprietario del castello, il conte di Meinengen, noto come il cavaliere oscuro.

Dopo la morte della sua prima moglie, il suo cuore si era molto indurito, e non si era più risposato. Le sue boriose attenzioni si posavano da una dama all’altra, prendendosi gioco di loro.

Un giorno, una giovine fanciulla spaventata dalla sua arroganza, urtò contro di lui e la candela che teneva in mano gli ustionò il viso, procurandogli la cicatrice. Solo il vero amore avrebbe potuto restituire la pace alla sua anima dannata.

Quella notte l’Incantesimo si spezzò, ed Edward corse da Bel, accompagnandola verso l’uscita di quel labirinto stregato. “Non hai più niente da temere adesso , le disse mentre la baciò delicatamente le labbra sotto il pallido riflesso della luna, In quel momento , Bel aprì gli occhi e si accorse che era già mattino.

Osservò fuori dalla finestra leggere nuvole bianche, che avevano dato forma al sogno della notte appena scorsa.

Bel sapeva che i bei sogni sono come le stelle, brillano di notte.

Autrice: Astrid

 

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