Vacanze con i bambini a Pisa

Viaggiare con i bambini a Pisa

 

viaggiare con i bambini pisaPer chi è in vacanza con i bambini a Pisa ci sono alcuni luoghi da non perdere per rendere interessanti le giornate dei vostri bambini.

Come i genitori ben sanno, anche per i ragazzi ed i bambini, le vacanze sono un momento molto atteso che merita di essere vissuto intensamente. Perchè allora non approfittare dei tanti luoghi della provincia di Pisa che possono rendere indimenticabile la loro vacanza.

Di seguito proporremo alcuni itinerari per vacanze con i bambini a Pisa, e di settimana in settimana questo articolo sarà aggiornato grazie anche al contributo delle tante famiglie che frequento questo portale, così attraverso la propria esperienza sulle vacanze con i bambini e/o ragazzi a Pisa ognuno potrà rendere questo articolo molto più interessante.

 

 

Cosa c’è di meglio, quale idea più vincente , se non trascorrere una giornata  all’aria aperta con tutta la famiglia e bambini al seguito in un parco dalle 1000 possibilità?
Dalla nostra splendida torre di Pisa si può salire in cima per vedere un paradiso ornitologico a ovest della città e poi raggiungerlo ..;stiamo parlando del parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli questa  preziosa riserva costiera che si estende per 24.000 ettari  lungo la costa tra Viareggio e Livorno e distante appena 5 km da Pisa .Vale la pena venire in questo luogo per un’esperienza da soli o in famiglia memorabile e ricca di emozioni ,  ammirandone subito  la sua straordinaria avifauna( più di 200 specie) tra le paludi e dune. Per fortuna poi, non è più come al tempo dei Savoia, i quali  dopo averlo avuto in dono per l’unità d’Italia se lo tennero  tutto per loro  come residenza estiva e riserva di caccia .La tenuta di San rossore è una immensa tessera ( più di quattrocento  ettari ) che compone il mosaico dell’ambiente naturale incontaminato del Parco regionale Migliarino che si estende nella fascia costiera  tra Pisa e Lucca,  una zona di natura incontaminata  dove un tempo c’erano lagune e paludi poi bonificate dall’ opera dell’uomo ;qui tra i boschi costieri ,le dune e le spiagge naturali si possono vedere i daini, le poiane, i falchi, aironi ,cormorani, i picchi, i cinghiali,  e simpatici scoiattoli .Sono tante e tutte divertenti  le scelte per attraversare il parco e tantissime le visite guidate con gli addetti alle escursioni; in trenino per i bimbi, due ore di viaggio  avvistando la fauna locale, ma anche a piedi il sabato e la domenica nei giorni festivi si può esplorare il parco in  libertà,o attraverso uno dei tanti mezzi messi a disposizione del centro visite come carrozzine trainate dai cavalli o i  tandem e le bike ; ci sono anche i weekend in camper nel parco, le escursioni guidate sul lago , le visite  guidate a piedi tra boschi… ;in linea d’aria la tenuta non è lontana dal centro, però è consigliabile giungervi in taxi , in auto o risciò ma bisogna fare attenzione però ai cavalli che sono molto più numerosi delle automobili vista la presenza nel parco di importanti centri ippici  come quello di San rossore e Barbaricina con oltre 600 cavalli che competono nel ippodromo di Prato degli Escoli dove si allenano i cavalli ; ci sono inoltre molti centri di equitazione nel parco e  ovviamente si può approfittare della loro disponibilità per effettuare delle escursioni equestri molto gradite soprattutto dai bambini per i quali si realizzano  anche tante altre attività didattiche ed esplorative del bosco, con  laboratori, e la possibilità anche di trascorrere la giornata immersi nella natura mangiando all’aria aperta vista la possibilità di  fare divertenti pic nic sul prato nelle zone accessibili ed è’ consentito il barbecue seguendo alcuni accorgimenti e regole del parco in modo da non costituire pericolo . Divertente e anche la raccolta dei prodotti del sottobosco regolamentata però da specifiche norme come per  la raccolta dei funghi e del pungitopo. Dulcis  in fundo per terminare la giornata si possono acquistare prodotti locali di qualità a garanzia biologica  come i famosi  pinoli della zona  e come il miele  da spiaggia che è particolarissimo perchè ottenuto con un metodo biologico unicamente lungo il litorale marino del parco visto che le arnie vengono disposte  proprio  in prossimità delle arene. Inoltre c’è il pecorino artigianale, un formaggio dolce ricavato esclusivamente dal latte di pecora e i dolci prelibati del parco che, per diffondere i prodotti delle tradizioni, ha patrocinato le creazioni di alcuni artigiani pasticcieri  con protagonisti i pinoli biologici e il miele come il pasticcino Kinzica oppure il cioccolatino Migliarino buonissimi e da provare…

 

 

1) Molto piacevole è inoltre la visita al Museo di Storia Naturale ospitato presso la Certosa di Calci che permetterà di far ammirare ai vostri bambini gli scheletri di enormi cetacei, ricostruzioni di dinosauri ed un museo interattivo ricco di sorprese. Gratuito per bambini fino a 6 anni non compiuti,

Video della Certosa di Calci dall’alto

 

2) Molto grazioso è anche il Parco Preistorico di Peccioli che racchiude numerosi animali presistorici a grandenza  reale.

 

3) Molto carina è anche la visita al fortilizio della Cittadella da poco ristrutturato. Dalla Torre Guelfa della Cittadella  è possibile godere di un bellissimo panorama su tutta la città di Pisa ed ammirare la Torre Pendente da un’altra prospettiva. All’interno del complesso fortilizio sono presenti al piano terra dei laboratori didattici, il piano primo è stato completamente dedicato al Gioco del ponte che vogliamo ricordare coinvolge oltre 74o figuranti con costumi medievali, 40 cavalli, oltre 2340 combattenti che hanno a disposizione 500 tra armature ed armi e circa un migliaio di costumi che ogni anno vengono ammirati da più di 50.000 spettatori.
Il secondo piano è dedicato alla Luminara di San Ranieri che ogni anno vede impiegare più di 15 km di sagome in legno a supporto dei lumini detti “biancheria”, per illuminare i 130 palazzi dei Lungarni (1.200 famiglie) attraverso più di 100.000 lumini . Lo spettaccolo della Luminara di San Ranieri ogni anno vanta più di 200.000 spettatori. (In fondo alla pagina le notizie storiche)

Notizie storiche sul fortilizio della Cittadella

Il complesso del Fortilizio guelfo è costituito dalla porta Degazia, dall’anteporta con ponte levatoio, dal palazzetto fortificato e ampliato sotto la dominazione fiorentina, dalla Torre guelfa e dall’edificio laterale dacui partiva l’antico ponte a mare (“Pons Maris”).
Quest’ultimo fu costruito negli ultimissimi anni del quella dell’angolo S-O, segno evidente che le fortificazioni della Tersana avevano acquisito un carattere difensivo-offensivo anche nei confronti della città stessa e che erano in funzione di un rafforzamento del quadrilatero.
Non a caso Jacopo D’Appiano nel 1394 fortificò la Tersana facendo costruire la prima merlatura di mattoni delle mura e rese forti le torri: probabilmente quella all’angolo N-E e quella innalzata sull’anteporta ora citata, ambedue rivolte verso la città, così da potersi asserragliare nella Tersana ormai ridotta “a guisa di fortezza”.
L’anteporta della Porta Degazia è caratterizzata da un ampio arco a pieno centro con imposte verticali ed è affiancato da uno minore: l’uno e l’altro erano dotati all’interno di ponte levatoio, come dimostrano le alte XIII secolo e collegava la porta Degazia al bastione di Stampace. Vicino a quest’ultimo, l’imboccatura del canale dei Navicelli mediceo arrivava fino a Livorno.
L’analisi storica non si può limitare al solo edificio del fortilizio ma si deve allargare a tutta la zona dato che in nessun periodo storico il suo destino è stato slegato dal contesto in cui si trova con il quale anzi ha condiviso nei secoli mutamenti di destinazione e geometria e periodi di sviluppo alternati a lunghi periodi di abbandono.
La “Turris de Arno” risale al tempo della costruzione del terzo cerchio delle mura urbane (1155-61) sotto il consolato di Cocco Griffi, mentre la “Porta Degazia” per alcuni storici è posteriore (fine XII secolo).
All’inizio del 1200, in seguito alle numerose ed importanti vittorie riportate dalla flotta della Repubblica Pisana in tutto il Mediterraneo, si riunì in un unico ampio spazio di circa quattro ettari le intense attività cantieristiche dove venivano varate le navi pisane. Inizia così la costruzione della Tersana e quindi dei tre lati del recinto murario dell’area suddetta che si addossava al tratto meridionale del lato ovest delle mura comunali.
Questa vasta area fortificata è così descritta da una cronaca trecentesca: “…un luogo murato di grosso muro…in quattro facce, che la faccia di verso levante era
lo muro della città e lo muro di verso mezzodì in sul fiume Arno rasente era posto alla Porta Degazia…” La porta Degazia, facente parte delle mura antiche, serviva da accesso dalla città di Pisa alla Tersana.
L’anteporta della porta Degazia risale al 1324 ed è ancora ben visibile all’interno del palazzotto della cittadella; fu rivolta verso la città anziché all’esterno come quella dell’angolo S-O, segno evidente che le fortificazioni della Tersana avevano acquisito un carattere difensivo-offensivo anche nei confronti della città stessa e che erano in funzione di un rafforzamento del quadrilatero.
Non a caso Jacopo D’Appiano nel 1394 fortificò la Tersana facendo costruire la prima merlatura di mattoni delle mura e rese forti le torri: probabilmente quella all’angolo N-E e quella innalzata sull’anteporta ora citata, ambedue rivolte verso la città, così da potersi asserragliare nella Tersana ormai ridotta “a guisa di fortezza”.
L’anteporta della Porta Degazia è caratterizzata da un ampio arco a pieno centro con imposte verticali ed è affiancato da uno minore: l’uno e l’altro erano dotati all’interno di ponte levatoio, come dimostrano le alte Un ponte a tre archi, fortificato, attraversa l’Arno fra l’antica porta Degazia e la nuova porta a mare.
Il ponte a mare fu vittima della piena del 1869; fu sostituito con un altro in ferro più a valle mentre il ballatoio sull’Arno è ancora esistente e collega l’arco con la sponda del fiume più prossima alla porta Degazia.
La torre fu edificata durante la prima dominazione fiorentina (1406), quando venne ristrutturata tutta la zona di quello che era l’Arsenale pisano. Il nome venne scelto in contrapposizione alla più antica Torre ghibellina, eretta nel 1290 all’angolo Sud-Ovest del quartiere e andata in seguito distrutta. La torre aveva anche il compito di permettere l’avvistamento, essendo alta abbastanza da scorgere il mare e al tempo stesso di dominare la città, essendo chiaramente visibile dalla prima metà dei lungarni.
Il fortilizio fu costruito dai fiorentini negli anni 1408-1420 e varie modifiche sono state apportate nei secoli successivi. Infine un rinforzo è stato aggiunto con materiale di recupero all’angolo S-O del fortilizio. Riassumendo la terza cerchia delle mura urbane venne innalzata tra il 1155 e il 1161, le mura della Tersana all’inizio del XIII secolo, la Turris de Arno verso la metà XII secolo, la Porta Degazia alla fine XII secolo, l’anteporta della porta Degazia nel 1324, la torre impostata sulla porta Degazia e sulla sua anteporta nel 1394, la Torre guelfa nel 1407, le mura lungo l’Arno e l’arcata sul ponte dopo il 1394, il ballatoio sull’Arno dopo il 1408, il ponte a mare risale all’ inizio del XIV secolo e il fortilizio tra il 1401 e il 1420. Nel 1944 tutta l’area fu gravemente colpita dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’intera torre guelfa e porzione del fortilizio furono distrutti e ricostruiti scrupolosamente nel dopoguerra (1956) riproponendo l’aspetto originario e cercando di recuperare esattamente l’aspetto precedente.

 

Vacanze Pisa: Trasporti

Link utili per le vacanze a Pisa con Bambini

Video di Pisa dall’alto:

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