LA FONTANA MAGICA


Era una splendida giornata di primavera. Il sole filtrò dalla finestra e i suoi raggi illuminarono la stanza.

Crysthal aprì gli occhi e guardò la sveglia, erano appena le otto del mattino di una domenica di Aprile.

Si rifugiò sotto le coperte, “è ancora presto”, pensò e cercò di riprendere sonno.

Ma d’improvviso la sua gattina balzò sulle coperte e avvicinandosi al guanciale le si strofinò sulla guancia. “Ariel sei sempre la solita, ho capito è ora di alzarsi”, disse accarezzandola sotto il suo musetto bianco. “Ne approfitterò per fare una passeggiata al parco e leggere il libro che ho appena comprato.

Indossò un vestito a fiori svasato e un paio di sandali oro allacciati alla caviglia.

Il rossetto color pesca risaltava sul suo incarnato bianco e i suoi occhi chiari.

Spazzolò i suoi lunghi capelli biondi e si diresse verso la cucina, seguita frettolosamente da Ariel. “E questo è per te”, aprendo una scatoletta di delizioso gourmet per la sua aggraziata micetta.

Portò con sé la sua leggera giacca nera e chiuse la porta dietro di sé.

Il tempo era splendido, e il parco era affollato di famiglie che camminava lungo i vialetti, bambini che giocavano a palla e ragazzi che correvano lungo i sentieri. Il vento soffiava piano e il sole si posò come una carezza sui morbidi capelli di Crysthal.

Come un pittore, il parco si pennellava dei vivaci colori pastello, che ricordavano la Primavera del Botticelli.  Crysthal si sedette su una panchina all’ombra di un salice, sfilò il libro dalla sua grande borsa nera a fiori e iniziò a leggere le prime righe dal titolo “Un messaggio dal mare”, di una scrittrice esordiente. “Dalla spiaggia deserta si vedevano le onde del mare infrangersi contro alti scogli e i gabbiani sorvolare lentamente la spuma biancastra.

Era appena sorta l’alba, quando un pescatore solitario, lungo la riva del mare, trovò nella sua rete una bottiglia di vetro.

Al suo interno conteneva un messaggio.

Slegando il laccio di spago intorno alla bottiglia, tolse il tappo e lesse “ti ho cercato ovunque, e ho chiesto aiuto anche al mare”.

Fu in quell’istante che un ragazzo si sedette sulla panchina poco distante da Chrystal.

La luce del sole rifletteva sui suoi occhi azzurri. “E’ interessante?”, le chiese. “Dalle prime righe direi di si. Parla di una misteriosa bottiglia ritrovata da un pescatore, contenente un messaggio.

Tu quale messaggio metteresti dentro una bottiglia?”. “ Non penso che funzioni, sai , il mare è così imprevedibile”.

Risero entrambi. “Piacere Daniel”, “Chrysthal”si presentò a sua volta. “Ti va di fare due passi?”, le chiese. “Si , la trovo un’ottima idea”. “Cosa fai nella vita?” “Sono un agente pubblicitario, lavoriamo su cartoline e biglietti d’auguri”. “Deve essere interessante”, disse Chrysthal. “E’ un lavoro che mi soddisfa, sono le piccole cose che fanno la differenza, è carino pensare che un nostro biglietto possa fare riconciliare due persone lontane. E dimmi di te, invece”. “ Scrivo per una rivista sul settore dei matrimoni, mi piace molto”.

Mentre passeggiavano un’anziana signora davanti a una piccola bancarella li invitò a guardare. Sull’espositore risaltavano una miriade di cristalli diversi dai riflessi arcobaleno. “Con l’arrivo della primavera salutiamo il segno dell’Ariete, impaziente, coraggioso, dal carattere battagliero e impulsivo”, disse l’anziana signora “ E Per te, signorina, vedo indosso questo meraviglioso ciondolo di morganite da portare all’altezza del cuore, allontana le emozioni negative e apre all’Amore Divino”. “Grazie, lo lascio indosso”.

Salutarono e si avviarono lungo il viale.

Era già l’ora del tramonto quando Daniel e Chrystal arrivarono davanti alla fantastica fontana delle bronzee e nude statue delle Naiadi.

Iniziò a suonare la musica e la fontana si illuminò in colori diversi, mentre l’acqua danzava al ritmo della melodia. “Le Naiadi erano divinità delle acque dolci ed erano dotate di capacità di prevedere il futuro, di profetizzare e di guarire i feriti ed i malati.

Non tutte erano immortali, ma in genere tutte erano molto longeve.

Potevano curare i malati facendo loro bere l’acqua delle fonti, o immergendoli.

Ma non lo facevano spesso, perché questo poteva causare delle vendette tremende ed anche delle malattie scagliate dagli dei per vendetta”, spiegò Crysthal. “Una bella fiaba narra che tanti secoli or sono una malvagia strega avesse lanciato un terribile male, inquinando l’acqua della fontana, che simile a cenere, perse le sue proprietà curative.

La gente del regno cominciò ad ammalarsi, e non esisteva rimedio che potesse curarla.

Un giorno si trovò a passare un giovane forestiero, che presto si accorse della triste situazione.

Così s’ inoltrò nel giardino incantato della strega, e vide che la miriade di fiori di ogni forma e colore era appassita.

Tranne una rosa rossa, che splendeva rigogliosa tra le tenebre di quel giardino.

Inavvertitamente, il giovine si punse il dito e scivolarono giù tre gocce di sangue.

Come per incanto, il giardino tornò a risplendere e la vecchia strega si mutò in una fata dalla bellezza sublime,Dafne, la ninfa dell’acqua.

L’incantesimo,  che le era stato predetto, si spezzò.

Dalle stelle scese polvere dorata e il giovane ritornò ad essere il suo magnifico unicorno bianco, al quale un demone aveva reciso il corno sacro.

Dafne e il suo amato unicorno Sky avrebbero continuato a vivere per sempre insieme. Sky immerse il suo corno nell’acqua della fontana, che ritornò a scorrere di nuovo pura.

Daniel e Crysthal si baciarono sotto le luci della fontana,e il suo ciondolo di morganite s’irradiò di splendida luce.

 

AUTORE: Sallemi Astrid

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